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DOC in discussione bilaterale

Sul tavolo delle trattive: i prodotti di qualità

(swissinfo.ch)

Gli accordi tra Europa e Svizzera contemplano solo una dichiarazione d'intenti. Ma la discussione sulla denominazione d'origine controllata procede.

In un allegato all'accordo sull'agricoltura tra Unione europea e Svizzera c'è una clausola riservata ai prodotti di denominazione controllata (DOC). Il riconoscimento reciproco del marchio è fondamentale per garantire un libero scambio dei prodotti agricoli.

Ma solo i vini e i superalcolici fanno parte da subito del riconoscimento. Per gli altri prodotti bisognerà attendere. "È ancora tutto da fare", commenta Frédéric Brand, dell'Ufficio federale dell'agricoltura.

Incontri previsti

Gli accordi bilaterali dovrebbero entrare in vigore nei prossimi mesi, ma sui marchi protetti non c'è che una dichiarazione d'intenti. Poco. Ma evidentemente dalle due parti c'è l'interesse per far avanzare le trattative.

Durante l'ultimo incontro fra le delegazioni, a novembre dello scorso anno, era addirittura stata ventilata la possibilità di organizzare un incontro particolare sui prodotti DOC.

Ma sul piano delle procedure tutto è ancora da decidere. Inoltre la situazione è di evidente disparità. L'unione riconosce già 550 marchi DOC o IGP (indicazione geografica protetta), mentre in Svizzera sono registrati solo sei nomi. Bruxelles deve ancora regolare i casi contesi, prima di aprire delle trattative con paesi terzi.

Parmigiano reggiano e feta greca

Due dossier in particolare sono ancora in sospeso. Si tratta della protezione del parmigiano reggiano e della feta greca. Il primo caso è quasi risolto. Il secondo completamente aperto. "Ma questo non ci impedisce di aprire delle discussioni preliminari con la Svizzera", si dichiara negli uffici della Commissione europea.

Sostenendo una politica della qualità, i quindici hanno in effetti tutto l'interesse a proteggere i prodotti originali dalle imitazioni. Rimane da definire il procedere. Berna e Bruxelles potrebbero scambiarsi i registri in blocco. Oppure procedere caso per caso.

Alcuni prodotti causeranno certamente dei problemi. In primo luogo sarà necessario identificarli. E poi intavolare le negoziazioni. Ci vorrà dunque ancora del tempo.

Barbara Speziali, Bruxelles


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