Donne e disoccupazione: c'è ancora discriminazione

A causa dei compiti familiari, le donne hanno maggiori difficoltà a ritrovare un posto di lavoro Keystone

Le donne sono svantaggiate nell'assicurazione disoccupazione. Uno studio realizzato su incarico dell'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo mostra che la gravidanza e l'educazione dei figli costituiscono una fonte di discriminazione per le disoccupate.

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 marzo 2001 - 19:10

La legge sull'assicurazione disoccupazione non fa differenze tra uomini e donne. In realtà, tuttavia, le donne subiscono «varie discriminazioni», sottolinea Beatrice Despland, docente presso la Scuola di studi sociali e pedagogici di Losanna, nello studio pubblicato lunedì.

Realizzato sulla base di oltre 3000 sentenze cantonali e federali concernenti la sospensione dell'indennità giornaliera o altre misure riguardanti i disoccupati, lo studio mostra che sono quasi esclusivamente le donne che, a causa dei compiti familiari, sono ritenute inabili al collocamento, perdendo così le indennità.

Secondo lo studio, la tipica condizione della donna (lavoro a tempo parziale, su richiesta, stato civile, maternità ed educazione dei figli) si ripercuote in modo discriminatorio sui diritti delle disoccupate.

Per l'autrice dello studio le discriminazioni costatate possono ampiamente essere corrette da revisioni legislative o cambiando le direttive e le pratiche amministrative. Le responsabilità familiari- sottolinea ancora lo studio - rappresentano un aspetto della situazione personale che l'assicurazione disoccupazione deve prendere in considerazione.

swissinfo e agenzie

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