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Confine Controlli sistematici alle frontiere? Niet del Consiglio degli Stati

La mozione dell’Unione democratica di centro che chiedeva di introdurre controlli sistematici alle frontiere, anche con il sostegno dell’esercito se necessario, è stata bocciata seccamente dalla Camera alta del parlamento svizzero.

Ad esprimersi a favore della proposta sono stati solo i sei senatori del gruppo UDC, tutti gli altri l’hanno respinta.

Nel suo atto parlamentare, il consigliere agli Stati del canton Svitto Alex Kuprecht chiedeva al governo di ispirarsi a Germania, Austria e Slovenia, che in settembre hanno temporaneamente introdotto controlli a determinate frontiere interne. Lo scopo della mozione era di impedire le entrate illegali. Kuprecht auspicava l’impiego dell’esercito per sostenere il corpo delle guardie di confine. "L'Unione europea non avrà mai i soldi per monitorare adeguatamente le sue frontiere, la Svizzera deve quindi occuparsi delle sue", ha affermato Thomas Minder.

"Come controllare sistematicamente le 60'000 persone che attraversano la frontiera ogni giorno a Basilea?", ha replicato il socialista Claude Janiak. Controllare tutto è impossibile: anche prima di Schengen, solo il 3% delle persone erano controllate, ha aggiunto la ministra di giustizia e polizia Simonetta Sommaruga.

La situazione in Svizzera non ha assolutamente niente a che vedere con quella che hanno vissuto Austria e Germania, al culmine della crisi migratoria, che aveva portato a reintrodurre i controlli d'identità alle frontiere, ha affermato il grigionese Stefan Engler. Per la maggioranza non vi sono dunque al momento i presupposti per la reintroduzione temporanea dei controlli di confine.

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swissinfo.ch e tvsvizzera.it (TG del 7.12.15)

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