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Crescono ancora i lavoratori stranieri

Il 28% dei lavoratori stranieri è attivo nel settore secondario, contro il 20% di svizzeri

(Keystone)

Nel secondo trimestre del 2009, una persona attiva su quattro in Svizzera era straniera. La crescita è stata sensibile soprattutto per la forza di lavoro proveniente da Germania, Francia e Portogallo. Gli stranieri sono anche i più colpiti dalla disoccupazione: il tasso dei senza lavoro è più che doppio rispetto agli svizzeri.

Su una popolazione attiva di oltre 4,5 milioni di persone, 974'000 erano stranieri con una residenza permanente in Svizzera e 282'000 frontalieri o dimoranti temporanei. Rispetto ai primi tre mesi del 2008, l'incremento dei lavoratori stranieri che vivono stabilmente nel paese è stato del 5% (+46'600).

Sono questi alcuni dei principali dati comunicati dall'Ufficio federale di statistica, che giovedì ha pubblicato la rilevazione sulle forze di lavoro del 2009, un'indagine realizzata ogni anno dal 1991.

Per quanto concerne frontalieri e dimoranti temporanei, rispetto al 2008 è stato registrato un leggero calo (-4'100 persone, ovvero -1,4%). Stabile invece il numero degli svizzeri, cresciuto solo dello 0,1% (+4'600).

Un dato da sei anni in crescita

«Da sei anni assistiamo a un aumento della forza di lavoro proveniente dall'estero; il picco è stato raggiunto tra il 2007 e il 2008, quando la crescita è stata del 5,8%», spiega Silvia Perrenoud, della sezione lavoro e occupazione dell'UST.

Questo continuo aumento si spiega in particolare con l'entrata in vigore dell'accordo di libera circolazione delle persone con l'Unione Europea, coniugato alla crescita economica precedente lo scoppio della crisi.

Altri fattori hanno probabilmente giocato un ruolo: «Ad esempio, i lavoratori stranieri colmano lacune che esistono nel settore sanitario, confrontato a una mancanza di personale qualificato», osserva Silvia Perrenoud.

Inoltre è possibile, ma per ora è solo un'ipotesi, che questa evoluzione sia dovuta in parte anche a una questione demografica, visto l'invecchiamento della popolazione svizzera.

Dov'è la crisi?

A prima vista, la crisi sembra non avere ancora avuto impatti sulla crescita della manodopera straniera.

Silvia Perrenoud però relativizza: «La statistica si basa sulle differenze tra il secondo trimestre del 2008 e il secondo trimestre del 2009, in un momento in cui la crisi non era ancora scoppiata appieno».

«Per contro – aggiunge la responsabile della rilevazione – il fatto che la crescita sia diminuita (dal 5,8% al 5%) è probabilmente dovuto proprio ai primi sintomi della crisi». Un'evoluzione che quasi sicuramente continuerà: «Non abbiamo ancora nessun dato, ma il rallentamento dovrebbe confermarsi».

Stranieri più colpiti dalla disoccupazione

E probabilmente in questo contesto di crisi anche un altro dato dovrebbe confermarsi, ossia quello relativo al tasso delle persone senza lavoro, sensibilmente più elevato tra la popolazione straniera.

Nel secondo trimestre del 2009, il 7,2% degli stranieri residenti in Svizzera era alla ricerca di un lavoro, mentre tra i cittadini svizzeri questa percentuale era del 3,1%. Inoltre, il 36% delle persone straniere disoccupate era alla ricerca di un impiego da più di un anno, contro il 25% tra gli svizzeri.

Analizzando le nazionalità di provenienza delle persone senza lavoro, emerge che le persone provenienti dai Balcani occidentali e dal Portogallo sono le più colpite, con un tasso rispettivamente del 9% e del 6,8%. Tra i cittadini tedeschi, per contro, il tasso (2,8%) era inferiore a quello degli svizzeri.

«Le differenze possono essere spiegate, tra l'altro, dal diverso grado di formazione e dalla diversa presenza dei lavoratori nei vari settori economici», scrive l'UST nel comunicato stampa.

In media, un lavoratore straniero su tre possiede un diploma di livello universitario (il 32,8% per la precisione, mentre tra gli svizzeri la percentuale è del 33,7%). Il divario tra le diverse nazionalità è però assai pronunciato. Tra i tedeschi e i francesi, la quota di occupati con una formazione accademica è molto elevata (rispettivamente 62% e 61%), mentre tra le persone provenienti dai Balcani occidentali e dal Portogallo è sensibilmente inferiore (6,8% e 7,1%).

Tedeschi e italiani i più numerosi

A livello territoriale, la regione del Lemano è quella con la più alta proporzione di stranieri (32,9%, 249'000 persone). Segue il Ticino, dove la popolazione attiva straniera ha raggiunto il 27,8% (44'000). In coda alla classifica figura la Svizzera centrale, con il 17,1% (72'000).

Per quanto concerne le nazionalità di provenienza, sono stati registrati importanti aumenti per i lavoratori tedeschi (+25'000 persone, ovvero +18%), francesi (+5'000, +9,7%) e portoghesi (+11'000, +9,2%). In calo invece i lavoratori provenienti dai Balcani occidentali (-2,4%) e da Spagna e Grecia (-1,2%).

Complessivamente il numero di lavoratori tedeschi è ormai uguale a quello degli italiani, ossia 164'000 persone (16,9%). I cittadini provenienti dagli Stati dei Balcani occidentali rappresentano la terza forza di lavoro, con 163'000 persone (16,7%), seguiti da portoghesi (127'000) e francesi (54'000).

Daniele Mariani, swissinfo.ch

Tasso d'attività tra i più alti

La Svizzera è uno dei paesi occidentali con il tasso d'attività (il rapporto tra la popolazione complessiva e il numero di lavoratori di età compresa tra i 15 e i 64 anni) più elevato, ossia il 79,5% nel 2008, stando ai dati di Eurostat.

Solo in Islanda la percentuale è ancora più alta, con l'83,6%.

Tra i 27 paesi dell'Unione Europea la media è del 65,9%, mentre negli Stati Uniti è del 70,9%. Nella zona UE, l'Italia figura in fondo alla classifica, con un tasso del 58,7%.

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Una manodopera giovane

Il 55% (544'000 persone) degli stranieri impiegati in Svizzera ha un'età inferiore ai 39 anni. Tra i cittadini elvetici questa percentuale scende invece al 42% (1,39 milioni).

Le donne rappresentano il 41% (399'000) della popolazione attiva straniera. Per le lavoratrici svizzere il tasso sale invece al 47% (1,57 milioni).

Il 71% è attivo nel settore terziario, mentre tra gli svizzeri la percentuale è del 76%. Il 28% lavora invece nel settore secondario (svizzeri. 20%).

Circa due terzi degli occupati stranieri (630'000) provengono dall'UE-15 o da uno Stato dell'Associazione europea di libero scambio.

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