La vulnerabilità dell'FMI minaccia la zona euro

Soprattutto i media francesi hanno reagito con indignazione per quanto accaduto a NY. Keystone

Nell'attuale situazione di instabilità dei mercati, l'arresto di Dominique Strauss-Kahn potrebbe avere delle importanti ripercussioni sulla zona euro. Una delle conseguenze potrebbe riguardare gli aiuti a Grecia e Portogallo.

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 maggio 2011 - 18:11
Andrea Ornelas, swissinfo.ch

Il caso Strauss-Kahn provoca una paralisi temporale del Fondo monetario internazionale (FMI). Proprio qualche giorno fa, la Banca nazionale svizzera (BNS) ha ribadito che tale istituzione guiderà la riforma del sistema monetario internazionale.

Il sistema finanziario internazionale è molto instabile. L'economia della zona euro migliora, ma nell'attuale contesto qualsiasi contrattempo costituisce una minaccia. I gruppi come il G-20, il G-8 o la Banca dei regolamenti internazionali (BRI) incrementano gli standard per le grandi società, a livello di capitale e riserve. Inoltre esigono un maggiore impegno sociale e ambientale per assicurare una crescita economica sostenibile.

Tuttavia, né la Svizzera né i paesi limitrofi hanno finora trovato un sistema per ridurre la vulnerabilità delle istituzioni finanziarie per quanto riguarda il peggioramento delle immobilizzazioni immateriali.

Più concretamente, anche fattori legati a reputazione o salute dei quadri di tali istituzioni, oppure i conflitti interni tra i membri della direzione, sono problemi capaci di intralciare le attività in borsa di un società oppure di mettere a repentaglio una linea di credito come quella che attualmente viene applicata in Grecia dall'FMI.

Posizioni chiave 

Giudizi morali a parte, lo scoppio del caso Dominique Strauss-Kahn a New York, il direttore generale dell'FMI accusato di aggressione, privazione della libertà e tentato stupro di una 32enne, potrebbe indebolire la stabilità della zona euro in un momento congiunturale particolarmente delicato per Grecia e Portogallo.

Oggi, mercoledì 18 maggio, Strauss-Kahn era atteso a Bruxelles per inaugurare un foro comunitario volto a discutere, in particolare, del pacchetto di aiuti per il Portogallo (circa 100 000 milioni di franchi) e della necessità di estendere gli aiuti alla Grecia. La presenza di Strauss-Kahn era fondamentale perché un terzo dei fondi sono stanziati dall'FMI.

Il caso dimostra come la situazione personale di direttori o alti responsabili di organizzazioni e aziende possa influenzare in modo radicale l'andamento di trattative e affari. Si ricordi, a tale riguardo, il ritiro per questioni di salute di Steve Jobs, fondatore di Apple, che causò perdite in borsa per 20 000 milioni di franchi in un solo giorno.

La BNS difende l'FMI  

La Svizzera, gli altri paesi occidentali e i principali gruppi dei paesi industrializzati ed emergenti (G-20) lavorano al rafforzamento delle istituzioni dopo la crisi dei mutui subprime.

Un altro tema di attualità è l'applicazione di obblighi di responsabilità sociale ed ambientale più rigidi. Ciononostante, l'impatto delle immobilizzazioni immateriali è difficile da prevedere e valutare.

Qualche giorno fa, la Banca nazionale svizzera (BNS) ha difeso a spada tratta l'importanza dell'FMI come asse di riforma del sistema monetario internazionale.

Nell'ambito di un incontro a cui hanno anche partecipato Strauss-Kahn, la ministra francese dell'economia Christine Lagarde e altri rappresentanti di banche centrali, il presidente della BNS, Philipp Hildebrand, ha affermato che l'FMI è tenuto guidare i cambi necessari al fine di riformare il sistema finanziario.

Il discorso tenuto da Hildebrand sembra ora premonitore: «Occorre trasmettere segnali credibili [nell'economia e nei mercati]. Pertanto, il lavoro tecnico dell'FMI deve distanziarsi da qualsiasi speculazione politica».

Il problema giuridico che Dominique Strauss-Kahn deve affrontare si allontana dall'ambito tecnico e toglie credibilità all'istituzione che dirige. Una condizione fondamentale per un fondo che ha visto il suo potere triplicarsi nel 2009 quando i fondi per aiuti finanziari sono passati da 250 000 a 750 000 milioni di franchi.

Codici interni 

Per evitare che situazione immateriali intacchino la solidità di un istituzione, occorre definire obblighi chiari a tutti i livelli, stima la Fondazione Ethos.

Senza esprimersi direttamente sul caso 'DSK', la fondazione svizzera che si concentra sulla trasparenza delle istituzioni sottolinea l'importanza dei codici interni.

Ogni collaboratore acquisisce obblighi specifici riguardanti le condizioni di lavoro, la salute e la sicurezza. Tali impegni riguardano anche la reputazione e le implicazioni legate a qualsiasi azione giudiziaria.

Attualmente, in Svizzera solamente le aziende hanno delle regole specifiche a riguardo. Delle 100 imprese più importanti, il 69% ha un codice interno che definisce la condotta dei collaboratori.

Sospensione costosa 

Il dibattito su nuovi potenziali aiuti per la Grecia potrebbe subire contraccolpi. Il direttore dell'FMI è infatti uno dei principali alleati della zona euro. Il futuro del francese non è ancora stato definito, in principio il mandato si conclude alla fine del 2012.

Fonti dell'FMI a Washington hanno confermato a swissinfo.ch che «tutti i funzionari sono obbligati a rispettare severe regole di comportamento etico». Non sono stati rilasciati ulteriori dettagli sulla decisione che l'FMI prenderà riguardo alla sospensione dall'incarico di Strauss-Kahn.

È stato tuttavia confermato che in caso di sospensione, il politico francese beneficerà di un indennizzo equivalente a circa sette mesi del suo stipendio.

Fondo monetario internazionale

Il Fondo monetario internazionale (FMI) è stato istituito nel 1945 a seguito degli accordi raggiunti nella Conferenza di Bretton Woods, cui hanno partecipato le potenze Alleate nella seconda Guerra mondiale.

L'istituzione si occupa principalmente della cooperazione monetaria, della stabilità finanziaria e della prevenzione delle crisi economiche.

Conta 185 paesi membri, ognuno dei quali contribuisce al capitale dell'FMI in proporzione al peso della sua economia.

La Svizzera aderisce alle istituzioni di Bretton Woods dal 1992, in seguito a una votazione popolare.

Per poter ottenere un seggio nei consigli dell'FMI e della Banca Mondiale, la Svizzera ha dovuto allearsi a sette piccoli paesi, soprattutto asiatici, di cui attualmente cura gli interessi.

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