Elezioni americane: Gore contesta la vittoria di Bush

Colpo di scena nelle presidenziali degli Stati Uniti. Dopo l'annuncio della vittoria di Bush, il vice-presidente uscente Gore ha annunciato che contesta la vittoria del rivale repubblicano. Gore ha telefonato a Bush per comunicargli la decisione.

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 novembre 2000 - 11:23

La notizia, diffusa dapprima dalla rete televisiva statunitense Cnn, è stata ripresa da tutte le agenzie di stampa e dai mass media. Le grandi reti televisive americane, Cnn, Cbs e Nbc, hanno quindi deciso di non confermare la vittoria di Bush, ponendo la Florida nella categoria degli Stati nei quali l'esito dello scrutinio è ancora incerto (Wisconsin con 11 grandi elettori e Oregon con 7) e questo perché la differenza di voti tra i due candidati viene considerata troppo ristretta per proclamare vincitore delle elezioni presidenziali il candidato repubblicano.

George W. Bush era stato dato per vincente grazie ai 25 determinanti grandi elettori conquistati in Florida dove il fratello Jeb Bush è governatore. Nello Stato ora è in corso una revisione dei voti poiché ci sarebbero state anomalie in cinque distretti. Un funzionario della commissione elettorale della Florida, Ed Kast, ha spiegato che il nuovo conteggio "è automatico" quando la differenza nello spoglio "è inferiore allo 0,5 percento".

Per il momento è ancora presto per dire se si tratti di irregolarità, ma le schede dovranno essere nuovamente conteggiate. Dopo lo scrutinio di poco meno di sei milioni di suffragi in Florida, la differenza tra i due candidati sembra essere di 1.210 voti. A complicare la situazione è il fatto che non tutti i voti per corrispondenza sono stati contati (potrebbero essere circa 2.000 secondo una prima stima).

Emozionante finale, dunque, per la corsa alla Casa Bianca in un'elezione contrassegnata da un conteggio spasimante all'ultimo voto.

La confusione regna dunque sovrana in questo teso confronto presidenziale negli Stati Uniti, dove quella che sembrava la vittoria ormai certa del governatore
del Texas George W. Bush deve ora essere confermata da un secondo spoglio di controllo delle schede in Florida.

Il candidato democratico Al Gore ha poi deciso di preferito tenere in caldo il discorso che avrebbe dovuto fare ai sostenitori raccoltisi a Nashville, nel
Tennessee, da dove il vice-presidente ha seguito l'andamento del conteggio dei voti. In sua vece ha parlato il responsabile della campagna elettorale del partito democratico Bill Daley, il quale ha sottolineato che Gore ha ancora ragione di sperare.

Anche Bush, che avrebbe dovuto parlare ai suoi sostenitori raccolti ad Austin, in Texas, ha rimandato il discorso della vittoria che si preparava a fare.

E con Al Gore che non ammette la sconfitta e George W. Bush che non proclama la vittoria, i grandi network televisivi si rimangiano per la seconda volta le
indicazioni sull'esito del voto nello Stato che ha le chiavi della Casa Bianca con i suoi 25 grandi elettori, decisivi visto che Bush ne ha già 246 sicuri e Gore 249 (la maggioranza essendo di 270).

Il voto della Florida è quindi diventato un giallo, con l'avvio della verifica che potrebbe durare parecchie ore.

Oltre all'elezione presidenziali si votava anche per il rinnovo parziale del Congresso. I repubblicani si sono garantiti il controllo della Camera dei rappresentanti al Congresso degli Stati Uniti, confermando una maggioranza per la quarta volta consecutiva dal 1994 ed hanno ottime probabilità di conservare anche quello del Senato, realizzando (con Casa Bianca ed i due rami del Congresso) una tripletta che non si ripeteva dal 1954, dai tempi di Dwight Eisenhower.

A spoglio delle schede avanzato, stando alle proiezioni delle reti televisive statunitensi, i repubblicani sono destinati ad aggiudicarsi 223 seggi contro i 210 dei democratici e due soli seggi indipendenti.

Da segnalare infine che nella corsa al Senato, a New York è stata eletta Hillary Clinton ,l'attuale First Lady, che contemporaneamente all'uscita di scena del marito Bill, inizia la propria autonoma carriera politica.

swissinfo e agenzie

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