Festeggiamenti del Primo agosto tranquilli sul Rütli

Festa nazionale sul Rütli: un'edizione 2006 meno affollata, ma anche più tranquilla Keystone

La Festa nazionale è stata celebrata nella calma martedì sul mitico praticello del Rütli, dove i festeggiamenti erano stati perturbati l'anno scorso da centinaia di estremisti di destra.

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 agosto 2006 - 20:05

Nei loro discorsi tenuti in tutta la Svizzera per il Primo agosto, i membri del governo si sono espressi in favore dell'apertura e della tolleranza, ma anche dell'indipendenza e della neutralità.

Le imponenti misure di sicurezza predisposte dalla polizia a Brunnen, nel canton Svitto, e sul praticello del Rütli, nel canton Uri, si sono rivelate efficaci: contrariamente a quanto avvenuto l'anno scorso non si sono infatti registrati disordini da parte di estremisti di destra.

Ai festeggiamenti sul Rütli, in occasione del natale della Patria, hanno potuto partecipare soltanto persone munite di uno dei 2000 biglietti d'ingresso gratuiti, attribuiti in modo selettivo dal comitato organizzatore.

La polizia ha inoltre controllato le strade di accesso a Brunnen, dove alcune centinaia di neonazisti avevano inscenato l'anno scorso una marcia non autorizzata.

Valori umanitari fondamentali

Quest'anno, invece di un membro del governo svizzero, la tradizionale allocuzione è stata affidata all'ex-presidente del consiglio di amministrazione di Swisscom Markus Rauh, il quale ha invitato la Svizzera a raccogliere con coraggio le sfide attuali, ma anche a difendere i valori umanitari fondamentali.

Rauh si è schierato in particolare contro l'inasprimento della legge sull'asilo, sottoposto a votazione federale il prossimo 24 settembre, dichiarando che "non è eroico prendersela con i più deboli".

Per l'ex-dirigente di Swisscom, le misure proposte dal governo e dalla maggioranza del parlamento tendono ad eliminare persone senza difesa, impiegando misure coercitive inumane, contrarie alla Costituzione federale e ai diritti umani.

Felicità e disponibilità

Nella sua allocuzione radiotelevisiva in occasione della Festa nazionale, il presidente della Confederazione Moritz Leuenberger ha spronato tutti ad assumersi le proprie responsabilità per migliorare la situazione sia in Svizzera che nel resto del mondo.

La Svizzera è un paese dove ognuno ha la possibilità di essere felice, ha dichiarato Leuenberger. "Siamo uno Stato di diritto, disponiamo di una sicurezza sociale, abbiamo una vasta rete di servizi di base, siamo un paese politicamente stabile e viviamo nel cuore dell'Unione europea, che garantisce la pace fra paesi una volta nemici".

Per il presidente della Confederazione, la serenità è però duratura solo se viene condivisa con gli altri. "Possiamo arricchirci essendo disponibili verso gli altri nel settore sociale, in caso di catastrofi, nelle attività a livello comunale o nella vita culturale".

No agli estremismi

Dal castello di Lenzburg, nel canton Argovia, il consigliere federale Samuel Schmid ha lanciato invece un forte appello contro l'antisemitismo e gli estremismi.

Non bisogna nascondersi, ma piuttosto guardare le scritte sui muri, ha dichiarato Schmid. "Dobbiamo alzarci e dire no all'antisemitismo latente, ai neonazisti, agli estremisti di sinistra pronti alla violenza e a tutti gli eccessi che minacciano la pace sociale".

Il ministro ha poi invitato i giovani a voltare le spalle alla violenza, alla droga, ai comportamenti a rischio sulla strada e a lottare contro la povertà crescente nelle città e in altri paesi.

Fischiato e insultato l'anno scorso sul praticello del Rütli, questa volta Schmid ha potuto tenere in tutta tranquillità il suo discorso, grazie all'intervento della polizia argoviese che ha impedito l'accesso al castello a 150-200 estremisti di destra.

Rispetto del diritto umanitario

In un discorso pronunciato a Zurigo, la responsabile del Dipartimento federale degli esteri, Micheline Calmy-Rey, è ritornata sul conflitto mediorientale, denunciando sia i bombardamenti israeliani in Libano, che provocano "vittime civili inaccettabilili", che i razzi sparati dalle milizie Hezbollah contro Israele.

Micheline Calmy-Rey ha pure criticato coloro che, in nome della neutralità, non vogliono che le autorità elvetiche si esprimano in favore del rispetto del diritto umanitario in ambito internazionale.

"Non è neutrale chi tace quando civili innocenti sono vittime di attacchi militari e chi non si batte contro il terrorismo. Tacendo di fronte a gravi avvenimenti, come i bombardamenti di Cana, la Svizzera, paese depositario delle Convenzioni di Ginevra, metterebbe in gioco la sua credibilità".

Formazione e gioventù

Nel suo primo discorso del Primo agosto da consigliera federale, Doris Leuthard si è espressa a Eischoll, nel canton Vallese, a favore di una Svizzera aperta per garantire la crescita e il benessere di tutti.

"La forza della Svizzera non si commisura allo spessore delle mura di cinta, ma nel benessere dei più deboli dei suoi membri", ha affermato la nuova ministra dell'economia.

La Svizzera deve investire nelle persone, ha proseguito Doris Leuthard. "Il mio desiderio è investire nella formazione per tutti, nella formazione continua, nella famiglia e nella gioventù."

Libertà e autodeterminazione

Il consigliere federale Christoph Blocher, che si è espresso in ben quattro località diverse tra lunedì sera e martedì, ha ribadito il suo attaccamento ad una Svizzera neutrale e indipendente. "Libertà, autodeterminazione e responsabilità individuale sono i tre pilastri che hanno reso la Svizzera un paese forte e benestante".

"La nostra apertura verso il mondo non deve tradursi in legami o restrizioni alla nostra libertà d'azione", ha proseguito il capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia, secondo il quale, per farsi apprezzare dai paesi vicini, la Svizzera ha dimenticato alcune volte, nei suoi 715 anni di storia, la propria neutralità.

Stabilità e coesione

In un discorso pubblicato su internet, il consigliere federale Hans-Rudolf Merz ha messo in rilievo le particolarità che hanno consentito alla Svizzera di raggiungere stabilità e coesione.

"Si tratta del benessere, della sicurezza, della varietà, del progresso e della solidarietà, tutte qualità che hanno segnato la Confederazione dal 1848 e che dovranno modellare anche il nostro futuro", ha spiegato Merz.

swissinfo e agenzie

In breve

Con la Festa del Primo agosto si ricorda il Patto del Rütli del 1291, in cui i rappresentanti dei cantoni di Uri, Svitto e Untervaldo gettarono le prime basi di un'alleanza che ha portato alla nascita della Confederazione.

La Festa nazionale del 1° agosto è stata introdotta nel 1891.

Questa giornata è stata però proclamata ufficialmente festiva in tutta la Svizzera soltanto dal 1994.

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