Gastrosuisse contro i divieti di fumo nei ristoranti

Soltanto il 12% degli esercizi pubblici membri di Gastrosuisse offrono dei locali per non fumatori Keystone Archive

L'associazione Gastrosuisse si oppone ai divieti cantonali di fumo nei locali pubblici. I clienti non vogliono alcun divieto, sostiene il suo direttore Florian Hew.

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 giugno 2006 - 18:30

Stando ad un sondaggio condotto dalla stessa associazione, che contraddice quelli finora realizzati, tre svizzeri su quattro difendono questa posizione.

La posizione di Gastrosuisse, la federazione svizzera degli esercenti e degli albergatori, si è delineata nel corso della conferenza dei presidenti delle sue sezioni cantonali.

Secondo loro, potrebbe al massimo essere presa in considerazione una regolamentazione a livello federale, afferma il direttore di Gastrosuisse Florian Hew in un'intervista pubblicata domenica dal settimanale Le Matin Dimanche.

L'associazione vuole difendere la libertà dei suoi membri di decidere loro stessi se permettere di fumare nel loro locale.

In caso di regolamentazione nazionale, come chiede un'iniziativa del consigliere nazionale radicale zurighese Felix Guzwiller, Gastrosuisse chiederebbe una legge separata, tempi lunghi di transizione e delle norme che si applichino a tutti i tipi di esercizi pubblici, senza eccezione alcuna. Dovrebbero inoltre essere autorizzati spazi per fumatori, aggiunge Hew.

Risultati contrastanti

Per sostenere la propria posizione, la federazione si basa su sondaggi da lei stessa condotti che contraddicono quelli secondo cui i due terzi della popolazione sarebbero favorevoli a un divieto del fumo nei ristoranti.

Nell'intervista al giornale romando, Hew rifiuta in blocco tutti i sondaggi realizzati e pubblicati finora e denuncia una strategia fabbricata da quelli che definisce "fondamentalisti della salute".

In base al rilevamento di Gastrosuisse, tre svizzeri su quattro sostengono dunque l'introduzione di zone fumatori e zone non-fumatori chiaramente separate e sono dunque contrari ad un divieto generalizzato.

Libero mercato

"È questa la direzione da seguire. Chiediamo ai nostri membri di creare spazi per non-fumatori il più presto possibile, ma solo quando lo richiederanno il mercato o i clienti, non solo i media", afferma il direttore dell'organizzazione.

Con un locale pubblico ogni 230 abitanti, la libertà di scelta dei clienti in Svizzera è immensa.

Nessuno è costretto ad andare in un determinato ristorante. Con una simile realtà economica ogni esercente dev'essere libero di scegliere la propria strada. Viviamo in un mercato libero, ha affermato Hew.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

Secondo i dati pubblicati dall'ISPA, il 64% vuole dei ristoranti senza fumo.
Il 67% caldeggia maggiori restrizioni in ambito pubblicitario.
Il 90% appoggia un divieto di vendita del tabacco ai giovani.
Un terzo della popolazione svizzera fuma: il 36% degli uomini ed il 26% delle donne.

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In breve

Dal 1992 la protezione dei non fumatori sul luogo di lavoro è iscritta nella legge sul lavoro.

Nel novembre del 1993, l'iniziativa popolare denominata "per la diminuzione dei problemi dovuti al consumo di tabacco", che chiedeva in particolare un divieto della pubblicità, è stata respinta da oltre il 70% dei votanti.

Da allora alcuni cantoni hanno iniziato a rafforzare le norme per la pubblicità sul tabacco.

Il canton Ticino ha svolto un ruolo di pioniere. Nel marzo del 2006, l'80% dei votanti ha accettato di vietare il fumo negli esercizi pubblici.

Dal dicembre del 2005, le Ferrovie federali svizzere hanno soppresso i vagoni fumatori.

A livello nazionale, è pendente un'iniziativa parlamentare che chiede misure più severe per proteggere dal fumo passivo.

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