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Genocidio o «danni collaterali» della guerra?

Cosa è successo nel 1915 al popolo armeno? «Deportazioni e massacri dovuti alla guerra», dice la Turchia, «il primo genocidio della storia moderna», ribattono gli storici.

A lungo dimenticata, la tragedia degli armeni è ora una spina nel fianco della Turchia che respinge ogni accusa.

Per molti storici, il massacro degli armeni, avvenuto ad opera delle milizie turche tra il 1915 e il 1918, è il primo genocidio della storia moderna ad essere stato organizzato da uno stato, la Turchia.

«Genocidio» è la parola che molte organizzazioni umanitarie e molte nazioni hanno deciso di adottare per parlare della tragedia armena. Una scelta che si scontra con le veementi proteste della Turchia.

Un popolo da tempo sotto governo straniero

Fin dal XVI secolo la regione armena è suddivisa tra gli ottomani – i predecessori dei turchi – e i persiani. Nel 1828 ai persiani si sostituiscono i russi. Gli armeni sono sempre rimasti un’entità distinta rispetto agli occupanti perché la loro religione, il cristianesimo, e la loro lingua, l’armeno, hanno contribuito a salvaguardare la loro autonomia culturale e politica.

Quando all’inizio del XX secolo gli armeni mostrano la loro volontà d’indipendenza, la Turchia reagisce in modo violento, con repressioni e massacri.

Uccisi perché sospettati di tradimento?

Durante la prima guerra mondiale (1914-1918) le autorità turche sospettano gli armeni di tramare con il nemico russo. Gli atti di rappresaglia si susseguono e a partire dal 1915 comincia l’eliminazione sistematica degli armeni, fatta di massacri e deportazioni nel deserto della Mesopotamia.

Secondo il popolo armeno, le vittime sono un milione e mezzo. La Turchia parla di 200'000 morti. Chi riesce a fuggire si rifugia dapprima negli stati confinanti e poi raggiunge l’Europa. Anche in Svizzera ci si organizza per aiutare gli armeni. Il diacono appenzellese Jakob Künzler (1871-1949) riesce a far raggiungere il Libano a 8000 bambini armeni. Oggi in Svizzera vivono circa 5000 armeni.

La Turchia rifiuta il termine «genocidio»

La Turchia non ha mai riconosciuto il genocidio degli armeni e ha sempre parlato di «conseguenze della guerra». Gli armeni, questa l’opinione dei turchi, si sarebbero alleati con potenze straniere per distruggere il paese, evento questo che andava evitato con ogni mezzo.

Dopo anni di dimenticatoio, la tragedia degli armeni è stata riportata violentemente alla ribalta negli anni Ottanta, quando l’armata segreta Asala ha richiamato l’attenzione mondiale con degli attacchi terroristici.

Nonostante le proteste turche, i parlamenti di diverse nazioni hanno ufficialmente riconosciuto il genocidio degli armeni. È il caso del Parlamento europeo (1987), di quello russo (1994) e d’Italia e Francia (2001).

Per la Svizzera ufficiale si tratta di «massacri»

Alcuni parlamenti regionali degli Usa e dell’Australia hanno riconosciuto il genocidio. In Svizzera, finora, solo i parlamenti di Ginevra e Vaud hanno fatto questo passo.

Da associazioni armene e per i diritti umani chiedono al governo svizzero di riconoscere il genocidio. Tre sono stati i postulati depositati e respinti dal Consiglio nazionale a questo proposito, l’ultimo nel 2001.

Riferendosi alla storia del popolo armeno, il governo svizzero parla ufficialmente di «avvenimenti tragici», «deportazioni di massa» e «massacri».

swissinfo e agenzie

In breve

Cronologia

3000 a.C.: fonti storiche greche ed assire testimoniano la presenza degli armeni in Anatolia

301 d.C.: gli armeni sono il primo popolo a riconoscere il cristianesimo come religione di stato

1502: Gli ottomani annettono la parte occidentale dell’Armenia, i persiani la parte orientale

1828: i russi sconfiggono i persiani e occupano al loro posto l’Armenia orientale

1915: la giunta dei «giovani turchi» dà il via allo sterminio degli armeni residenti nell’Armenia turca

1918: la Russia perde il controllo dell’Armenia orientale che dichiara la propria indipendenza

1920: il trattato di Sevrès riconosce l’indipendenza armena e il presidente americano Wilson, incaricato di decidere i confini tra Turchia e Armenia, restituisce a quest’ultima buona parte dei suoi territori storici, ma tutto resta sulla carta

2.12.1920: Turchi e sovietici attaccano l’Armenia e se la dividono. Nella parte russa nasce la Repubblica socialista sovietica armena, mentre nella parte turca non esistono più armeni

1923: il trattato di Losanna, che riconosce alla Turchia il diritto di governare i territori armeni e curdi, annulla quello di Sevrès

1991: crolla l’Urss e l’Armenia sovietica dichiara la propria indipendenza diventando Repubblica d’Armenia.

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