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Ginevra sogna i suoi Giochi olimpici

Jean-Pierre Jobin (a destra) e Jean-Loup Chappelet, membri del comitato promotore delle Olimpiadi ginevrine

(Keystone)

La città di Ginevra intende candidarsi per i Giochi olimpici invernali del 2018. Un comitato, costituito per preparare la candidatura della città sul Lemano, è già al lavoro da mesi.

A detta del Comitato olimpico svizzero (Swiss Olympic), una candidatura svizzera per questo grande avvenimento sportivo non ha però nessuna possibilità di successo.

La città di Ginevra punta a candidarsi per le Olimpiadi invernali del 2018. Nata quattro anni fa, questa idea avrebbe già ottenuto diverse adesioni, secondo i membri del comitato (GEJO 2018), costituito da alcuni cittadini per concretizzare il progetto.

Ginevra e la Svizzera hanno tutte le carte in regola per ospitare una simile manifestazione, dagli impianti sportivi alle infrastrutture alberghiere, dai trasporti allo spirito imprenditoriale, ha dichiarato Marco Torriani, presidente del comitato.

Agli occhi dei promotori del progetto, le competizioni potrebbero svolgersi in parte nei cantoni vicini di Vaud e Vallese. Anche la Francia verrebbe coinvolta nella manifestazione: le gare di bob potrebbero infatti aver luogo sul suolo francese.

Reazioni positive

Secondo il comitato non mancano inoltre le personalità che potrebbero farsi ambasciatori del grande evento sportivo, quali Simon Amman, Stéphane Lambiel, Roger Federer o la squadra di Alinghi.

In base al calendario olimpico, l'iscrizione di Ginevra deve avvenire prima del 2009, su decisione di Swiss Olympic. Il Comitato olimpico internazionale (CIO) selezionerà in seguito le città che si saranno candidate e nel 2011 ci sarà la designazione.

Il comitato esplorativo prevede quindi di organizzare una votazione popolare il più presto possibile a Ginevra, per sentire il parere dei cittadini.

Contatti sono già stati presi in questi ultimi mesi con la città di Ginevra, i cantoni di Ginevra, Vaud e Vallese, come pure presso il Dipartimento federale degli affari esteri, diretto dalla ginevrina Micheline Calmy-Rey. Da tutte le parti sono giunte reazioni di incoraggiamento, ha dichiarato Jean-Pierre Jobin, membro di GEJO 2018 e presidente dell'Ufficio ginevrino del turismo.

Swiss Olympic contrario

Da parte loro, i responsabili di Swiss Olympic non vedono di buon occhio il progetto lanciato a Ginevra. Nel novembre scorso, lo stesso presidente del Comitato olimpico svizzero Jörg Schild ha dichiarato che Swiss Olympic rinuncia a sostenere qualsiasi candidatura elvetica per il 2018.

"Siamo convinti che una candidatura per questi Giochi olimpici invernali non ha nessuna prospettiva di successo", ha spiegato Claudia Imhasly, responsabile della comunicazione di Swiss Olympic.

La Svizzera ha già ospitato per due volte i giochi olimpici inverali, nel 1928 e nel 1948, nella località grigionese di Sant Moritz. Ma da allora sono falliti vari tentativi di organizzare di nuovo un simile evento, l'ultimo dei quali nel 2006, con la candidatura di Sion.

"Abbiamo tratto le lezioni dall'esperienza di Sion", ha dichiarato Jean-Loup Chappelet, membro del comitato promotore. "Non basta presentare una buona candidatura dal punto di vista tecnico. Bisogna soprattutto riuscire a convincere il Comitato olimpico internazionale dal profilo politico".

swissinfo e agenzie

In breve

La Svizzera ha organizzato i Giochi olimpici solo in due occasioni: nel 1928 e nel 1948 a San Moritz, nel canton Grigioni.

Tutti i progetti presentati in seguito – per le Olimpiadi del 1976, 1988, 2002, 2010 e 2014 – non hanno avuto successo in Svizzera o sono stati bocciati dal Comitato olimpico internazionale (CIO).

L'ultima candidatura giunta fino dinnanzi al CIO è stata quella presentata dalla città di Sion per i Giochi olimpici del 2006.

Le prossime Olimpiadi invernali si terranno a Vancouver, in Canada, nel 2010 e a Sochi, in Russia, nel 2014.

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