Giornata delle donne: in politica, la parità fra i sessi soltanto fra 40 anni

Per lo stesso lavoro, una donna guadagna in media un quinto in meno di un uomo. Al ritmo attuale, per l’eguaglianza ci vorrebbero ancora 35 anni. Addirittura 40 anni per la parità in politica. Parola dell'Ufficio federale di statistica.

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 marzo 2000 - 11:05

In occasione della giornata delle donne, l'Ufficio federale di statistica ha pubblicato una «fotografia» aggiornata dell'evoluzione verso la parità dei sessi in Svizzera.

Per le donne impiegate nell'economia privata, il salario lordo «mediano» si è fissato nel 1998 a 4'253 franchi (significa che la metà delle lavoratrici guadagnano di più di questo dato e l'altra metà di meno). Per gli uomini, la busta paga «mediana» è stata di 5417 franchi, con una disparità percentuale del 21,5 percento.

Meno marcata la differenza nell'amministrazione federale (9 percento). Nel pubblico e nel privato, indica ancora l'Ufficio federale di statistica (UST), circa il 20 percento degli uomini occupati a tempo pieno percepisce un salario mensile netto fino a 4000 franchi, contro il 53 per cento delle donne. A questo riguardo il divario tra i sessi non è quindi diminuito.

Progressi in politica
Piccoli progressi sono stati conseguiti per quanto riguarda la presenza delle donne (che costituiscono il 54 percento dell'elettorato) nel parlamento federale e negli esecutivi e legislativi cantonali.

Attualmente la rappresentanza femminile nel Consiglio nazionale e nei parlamenti cantonali costituisce il 24 percento (a fronte del 22 percento rilevato nel 1996), nei governi cantonali il 20 percento (12 percento) e nel Consiglio degli Stati il 20 percento (17 percento). Al ritmo attuale, calcola l'UST, il traguardo della parità dei sessi sarà raggiunto tra quarant'anni.

La professione rimane legata al sesso
L'UST nota che sul piano della formazione le differenze tendono a diminuire, mentre la scelta della professione rimane saldamente legata al sesso. Tra gli uomini, i titolari di una formazione professionale superiore sono passati negli ultimi vent'anni dal 10 al 20 percento e quelli con un diploma universitario dall'8 al 13 percento. Il numero di donne con una formazione professionale superiore è passato nel frattempo dal 3,5 al 6,5 percento e quello delle «universitarie» dal 2,7 al 7,1 percento.

Per quanto riguarda la scelta della professione, la situazione è rimasta in pratica immutata: le giovani donne prediligono le professioni di ufficio e i giovani uomini mestieri legati all'industria metalmeccanica.

Sempre più donne attive nel mondo del lavoro
La proporzione di donne (tra i 15 e i 62 anni) attive professionalmente è aumentato di quattro punti nell'ultimo decennio, fissandosi al 74 percento. Per gli uomini (tra i 15 e i 65 anni) si osserva un calo di 1,5 punti al 90 percento. Più della metà delle lavoratrici hanno un impiego a tempo parziale, mentre per gli uomini la percentuale è solo del 9,4 percento.

Anche se occupano in generale una posizione professionale inferiore agli uomini, la quota di donne presenti nelle direzioni delle aziende è triplicata nell'ultimo decennio: dal 3,4 al 10,6 percent

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