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Gli ex-ostaggi del Sahara ritornati a casa

I 4 ex-ostaggi svizzeri accolti all'aeroporto di Zurigo-Kloten dalla ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey

(Keystone)

I 4 turisti svizzeri rapiti 6 mesi fa in Algeria sono stati accolti a Zurigo-Kloten dai famigliari e dai rappresentanti delle autorità.

Il presidente della Confederazione Pascal Couchepin ha ringraziato Germania, Algeria e Mali per il ruolo svolto nella liberazione.

Visibilmente felici di poter far rientro a casa, dopo una lunga ed estenuante avventura durata 6 mesi, i turisti svizzeri rapiti in febbraio in Algeria hanno potuto finalmente abbracciare famigliari e conoscenti all'aeroporto di Zurigo-Kloten.

Ad attenderli vi era pure una delegazione delle autorità, guidata dalla ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey, soddisfatta per il buon esito della delicata vicenda.

I quattro sono ripartiti dall'aeroporto senza rilasciare dichiarazioni. Stanno bene e intendono rimanere tranquilli per alcuni giorni, ha dichiarato Max Hediger, il padre di uno degli ex-ostaggi.

Momenti difficili

Assieme ai loro compagni di sventura - 9 tedeschi e 1 olandese - i 4 cittadini svizzeri sono stati rilasciati lunedì sera nel Mali.

Dopo essere stati ricevuti dal presidente maliano Amadou Toumani Touré, martedì notte sono stati trasportati da un velivolo militare tedesco da Bamako a Colonia.

Da qui hanno proseguito immediatamente il loro viaggio di ritorno verso casa, a bordo dell'aereo del Consiglio federale, e sono giunti nella mattinata di mercoledì a Kloten.

"Abbiamo trascorso dei momenti difficili" ha affermato martedì a Bamako Mark Hediger, che fungeva da guida del gruppo dei turisti svizzeri rapiti. "Non siamo stati torturati, ma avevamo paura e cercavamo di capire cosa avessero in mente i nostri rapitori".

Ringraziamenti di Pascal Couchepin

Il presidente della Confederazione ha tenuto a ringraziare, a nome del Consiglio federale, le autorità tedesche, maliane e algerine per il loro ruolo nella liberazione degli ultimi 14 ostaggi.

In una conversazione telefonica con il cancelliere tedesco Gerhard Schröder, Couchepin ha lodato la Germania per l'efficacia dei servizi segreti tedeschi nel gestire la questione degli ostaggi e ha evidenziato la «solida amicizia» che lega i due Paesi.

Couchepin ha inoltre ringraziato il presidente del Mali Amadou Touré e il presidente algerino Abdelaziz Bouteflika, con il quale aveva già discusso la questione degli ostaggi a Losanna alla vigilia del vertice allargato del G8.

Rallegrandosi per l’esito positivo della vicenda, il presidente della Confederazione ha esortato coloro che intendono viaggiare all'estero ad informarsi in modo dettagliato sulle condizioni di sicurezza nei Paesi di destinazione, seguendo le raccomandazioni pubblicate su Internet dal Dipartimento federale degli affari esteri.

Silenzio su un eventuale riscatto

Nel corso di una conferenza stampa tenuta all’aeroporto di Kloten, la consigliera federale Micheline Calmy-Rey non ha voluto confermare l’ipotesi di un riscatto.

Da parte sua, Peter Sutter, capo della sezione protezione consolare del Dipartimento federale degli affari esteri, ha dichiarato: “Non possiamo e non vogliamo sapere in che modo i mediatori del Mali hanno ottenuto la liberazione”.

Sutter si è limitato a comunicare che la Svizzera parteciperà in ogni caso in modo solidale, assieme agli altri paesi europei coinvolti, ai costi prodotti dalla liberazione degli ostaggi.

Tradizionalmente le autorità svizzere si rifiutano di fornire informazioni su eventuali riscatti versati, per non incoraggiare altri rapimenti.

Costi assunti dalla Confederazione

Il risarcimento delle spese verrà probabilmente assunto dalle autorità federali. “Si tratta di un rapimento e la Confederazione è responsabile per la sicurezza dei suoi cittadini” ha affermato Micheline Calmy-Rey.

La numero uno della diplomazia svizzera ha affermato che le autorità “non invieranno una fattura agli ex-ostaggi”. Tutt’al più si rivolgeranno alle loro assicurazioni di viaggio.

Calmy-Rey ha tuttavia tenuto a sottolineare che, per principio, i turisti devono rispondere per i rischi che si assumono. La consgliera federale ha inoltre ricordato che il Dipartimento degli affari esteri pubblica regolarmente raccomandazioni e informazioni sulle zone considerate pericolose.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

32 i turisti europei rapiti in Algeria tra febbraio e marzo
17 sono stati liberati dall'esercito algerino a metà maggio
14 sono stati rilasciati il 18 agosto in Mali dai loro rapitori
4 gli svizzeri: Sibylle Graf, Silja Stäheli, Marc Hediger e Reto Walther
Una cittadina tedesca è morta durante la prigionia

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In breve

Tra febbraio e marzo, 7 gruppi di turisti europei erano scomparsi nella zona meridionale dell'Algeria, situata tra Tamanrasset, Djanet e Ouargla.

I 32 turisti - sedici tedeschi, dieci austriaci, quattro svizzeri, uno svedese ed un olandese - sono stati presumibilmente rapiti dal Gruppo salafista per la predicazione e il combattimento.

Dopo l'intervento delle forze armate algerine, che ha permesso di liberare 17 ostaggi in maggio, gli altri turisti sequestrati sono stati trasportati dai loro rapitori in Mali.

La liberazione degli ultimi 14 ostaggi fa seguito ad lunghissime trattative intavolate con la mediazione delle autorità di Bamako.

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