Gli svizzeri all'estero vogliono l'e-voting

L'Organizzazione degli svizzeri all'estero (OSE) chiede strumenti più semplici per l'esercizio dei diritti politici da parte dei cittadini svizzeri che vivono fuori dal loro paese.

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 luglio 2008 - 14:18

In una newsletter pubblicata venerdì, l'OSE rileva in particolare la necessità di introdurre in tempi brevi la possibilità di votare ed eleggere per via elettronica.

In seguito alle elezioni federali dello scorso autunno, molti svizzeri dell'estero si erano lamentati delle difficoltà incontrate nell'esercizio dei loro diritti politici. Le critiche si erano appuntate in particolare sul ritardo nella consegna dei materiali di voto, sull'attribuzione sbagliata della lingua e persino sull'esclusione dai registri elettorali.

Già nel maggio scorso rappresentanti dell'OSE avevano informato di questi problemi la commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (camera del popolo). Anche allora avevano sottolineato l'urgenza dell'introduzione dell'e-voting.

La commissione aveva respinto di misura una mozione che chiedeva di delegare alla Confederazione la responsabilità di spedire i materiali di voto agli svizzeri all'estero. La commissione ha comunque sostenuto l'idea di inviare una lettera a cantoni e comuni che attualmente si occupano della spedizione, per sensibilizzarli al problema.

Per l'OSE la situazione attuale non è più tollerabile. Gli svizzeri all'estero (circa 670'000 persone) devono poter esercitare i loro diritti politici al pari dei loro concittadini rimasti in patria, si legge nella newsletter. Per questo l'organizzazione intende impegnarsi ulteriormente su questo fronte.

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