Gottardo: incendio domato, incertezza sul numero dei morti

L'opera dei soccoritori è ostacolata dalla soletta pericolante all'interno della galleria Keystone Archive

Giovedì sera i pompieri sono riusciti a spegnere gli ultimi focolai dell'incendio divampato mercoledì nella galleria autostradale del San Gottardo, in seguito a uno scontro tra due camion. Finora le vittime accertate sono undici, dieci delle quali sono già state estratte dal tunnel. Prima di procedere alla ricerca di altri corpi dovrà essere puntellata la volta, per evitare che nuovi crolli coinvolgano anche i soccorritori.

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 ottobre 2001 - 08:43

La soletta della galleria è gravemente danneggiata dal calore per un tratto di 250 metri. Nella mattinata di venerdì sono cominciati i lavori di posa di alcuni puntelli, e nel tardo pomeriggio il tunnel dovrebbe essere nuovamente accessibile ai soccorritori.

Nel tratto di galleria a nord del luogo dell'incidente si trovano un centinaio di veicoli, tra cui 15 camion. Le vittime accertate sono undici, ma il numero è destinato a crescere: non si sa quanti corpi vi sono ancora sotto le macerie. Giovedì pomeriggio le segnalazioni di scomparsa giunte alle polizie cantonali di Uri e Ticino erano 128, nel corso della notte sono salite a 140.

La Polizia cantonale ticinese ha aperto due hotlines per chi avesse reali necessità di informarsi su quanto accaduto, temendo di avere parenti all'interno della galleria: 0800 800 107 per chi chiama dalla Svizzera e 004191 814 23 99 per chi chiama dall'estero.

Giovedì si è recato ad Airolo anche il presidente della Confederazione, Moritz Leuenberger, che ha parlato di «tragedia per tutta l'Europa» ed ha invitato camionisti e automobilisti stranieri ad evitare per il momento le strade elvetiche. Il San Gottardo - ha aggiunto - è un «vero inferno», un «luogo dell'orrore».

Chiuso per mesi?

Non si sa per quanto tempo il traforo autostradale del San Gottardo resterà chiuso: potrebbe trattarsi di settimane o anche mesi. L'autostrada rimane praticabile solo per il traffico leggero in direzione sud, mentre il traffico pesante viene deviato sulll'autostrada A13, la cui carreggiata in direzione nord era stata bloccata giovedì a causa di un incidente mortale all'altezza di Pian San Giacomo.

La Confederazione potrebbe istituire nei prossimi giorni una Task Force incaricata di valutare le conseguenze dell'incidente. Il gruppo di lavoro dovrebbe in particolare proporre soluzioni per deviare il traffico, poiché le alternative attuali sono insufficienti. Bisognerà studiare a fondo i mezzi impegnati e la capacità delle Ferrovie federali svizzere (FFS). Non sembra invece ancora in discussione una collaborazione con i paesi confinanti.

Ripristinati treni navetta

Per far fronte all'emergenza traffico, viene potenziato il trasporto su rotaia. Allo scopo, le Ferrovie Federali Svizzere hanno ripristinato, a partire da venerdì mattina, il servizio di treni navetta tra Göschenen e Airolo. Nel frattempo la Ferrovia del Lötschberg (BLS) ha raddoppiato la capacità di carico dei propri treni navetta.

Il trasporto di vetture sotto il San Gottardo prevede un treno ogni ora in entrambe le direzioni, per un totale di 140 vetture per volta. È la prima volta dal 1980, quando fu aperta la galleria autostradale, che nel tunnel ferroviario del San Gottardo tornano a circolare i treni spola. Il servizio costa 40 franchi per automobile.

Disagi anche in Italia

La tragedia del Gottardo ha ripercussioni anche in Italia, dove gli autotrasportatori hanno chiesto al governo un temporaneo sblocco del Brennero, il cui transito è contingentato dal sistema degli «ecopunti». Gli autotrasportatori italiani ricordano in particolare che il blocco del Gottardo è aggravato dalla chiusura del Monte Bianco, dal contingentamento del traffico sul Brennero e dell'intasamento al traforo del Frejus, il cui traffico è raddoppiato a circa 8 mila veicoli al giorno dopo l'incidente.

Solo dal San Gottardo, si riverseranno sulle altre vie di transito altri 5 mila automezzi, che contribuiranno ulteriormente a peggiorare le condizioni di sicurezza, fanno notare gli autotrasportatori, secondo i quali si sta assistendo ad un vero e proprio ingolfamento delle assi di collegamento all'Europa.

Il Monte Bianco riaperto entro fine anno

La sciagura del San Gottardo non cambia i progetti del ministero francese dei trasporti per la riapertura del traforo del Monte Bianco. "Sarebbe prematuro cambiare i piani quando l'inchiesta sulle cause esatte di quanto avvenuto nel tunnel elvetico è appena cominciata" ha dichiarato una portavoce, specificando che la galleria del Monte Bianco verrà riaperta prima della fine dell'anno. La condizione sine qua non per il ripristino della circolazione nel traforo italo-francese è che siano convalidati i test di sicurezza da parte dei responsabili dei due Paesi.

Di parere diverso è il ministro dell'ambiente francese, secondo il quale l'incidente al San Gottardo rilancia il dibattito sulla riapertura del Monte Bianco. Secondo il ministro, la sicurezza non è completamente garantita, l'inquinamento cronico impone uno scaglionamento dei camion nel traforo e l'incidente del San Gottardo dimostra che alcuni prodotti, tossici o esplosivi, non devono in alcun modo transitare in galleria.

swissinfo e agenzie

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