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Governo del calcio mondiale nella bufera Blatter

Sepp Blatter e Michel Zen-Ruffinen, a destra, ritratti prima che tra la presidenza e la segreteria generale del governo del calcio mondiale scoppiasse la polemica

(Keystone Archive)

Continua lo scontro, in vista della nomina ai vertici del calcio mondiale, tra il presidente della FIFA Blatter e quello dell'UEFA Johansson.

La tempesta in casa FIFA non si placa e, anzi, rischia di produrre molti danni da qui al 29 maggio, giorno dell'elezione del nuovo presidente del massimo organismo mondiale del calcio, in programma a Seul due giorni prima della giornata d'apertura del Mondiale.

Il gioco più bello del mondo

Prima di riassumere le puntate precedenti della telenovela ecco alcuni dati per inquadrare il "tornado" abbattutosi sulla FIFA, Federation International Football Association.

Il calcio è praticato nel mondo da 240 milioni di appassionati e la FIFA è l'associazione mantello che raggruppa più di 200 associazioni calcistiche nazionali. Fanno parte della FIFA le sei Confederazioni in rappresentanza dei cinque continenti: AFC in Asia, CAF (Africa), CONCACAF (Stati Uniti, America centrale e Caraibi), CONMEBOL (Sudamerica), OFC (Oceania) e l'UEFA per l'Europa.

Il potere della presidenza

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata una decisione concernente il vincitore del Mondiale, che non sarà più ammesso d'ufficio all'edizione successiva.

La decisione, presa dal Comitato esecutivo l'anno scorso, ha spaccato in due fronti il mondo del pallone: da una parte gli "europeisti" Zen Ruffinen e Lennart Johansson (UEFA), dall'altra Sepp Blatter, che vorrebbe assegnare il posto rimasto libero all'Oceania, sottraendolo al Vecchio continente. Questo perché il vincitore del gruppo "oceanico" non è promosso automaticamente, ma deve "spareggiare" con la quinta qualificata del girone sudamericano.

Tetto unico per il calcio mondiale

Fondata il 21 maggio 1904 a Parigi, con delegati provenienti da Belgio, Danimarca, Francia, Olanda, Spagna, Svezia e Svizzera, la FIFA è sempre stata presieduta da un europeo, eccezion fatta per il brasiliano Joao Havelange, predecessore di Blatter. Havelange ha diretto la FIFA per 24 anni ('74-'98), in un periodo in cui non vi sono stati grandi cambiamenti.

Il vallesano Sepp Blatter, invece, è arrivato al vertice del governo mondiale del gioco del pallone quattro anni fa con, nella valigia, un sacco di progetti innovativi (arbitri professionisti, golden goal, terreni sintetici, lotta al doping, regolamentazione dei trasferimenti) e la "patata" del caso Bosmann da risolvere.

Avversari vallesani

Poca trasparenza nei conti; voti "comperati" e via dicendo sono state le critiche lanciate da Michel Zen-Ruffinen (segretario generale della FIFA) al presidente Joseph Blatter. Blatter, 66 anni, nato a Visp e laureatosi a Losanna, è stato per parecchi anni segretario generale della FIFA nell'era Havelange.

Michel Zen-Ruffinen, che in questi giorni ha compiuto 43 anni, è invece nato a Sion e nel dicembre 1998 (in concomitanza con l'elezione di Blatter presidente) è stato nominato al posto di colui che ora accusa. Entrambi svizzeri, entrambi seduti su poltrone importanti ed entrambi vallesani. Come dire che non sempre Fendant e fondue vanno d'accordo.

Il 3 maggio cala il sipario

Due giorni fa il presidente della FIFA Sepp Blatter ha contrattaccato duramente, rispondendo con una lettera di nove pagine, consultabile in quattro lingue on line sul sito della FIFA. Indirizzata ai presidenti delle federazioni calcistiche europee, nella lettera Blatter risponde alle accuse rivoltegli dal presidente dell'UEFA, lo svedese Lennhart Johansson, suo avversario (sconfitto) quattro anni fa al momento di eleggere il successore del vecchio presidente Joao Havelange.

Blatter è attaccato su due fronti: quello dell'UEFA e quello interno, che si appoggia al segretario generale della stessa FIFA, lo svizzero Michel Zen-Ruffinen. Costui aveva rilasciato dichiarazioni polemiche ad alcuni giornalisti, denunciando i metodi della gestione Blatter, dai quali si era distanziato.

Il presidente aveva allora chiesto una presa di posizione scritta immediata al suo segretario, cosa che puntualmente Zen-Ruffinen ha fatto. Lo stesso segretario generale ha detto al presidente che non avrebbe modificato di una virgola la sua denuncia, trasmessa, in un rapporto circostanziato, al comitato esecutivo della FIFA, in programma il prossimo 3 maggio a Zurigo.

UEFA senza mezzi termini

Mentre Blatter rispondeva alle accuse di Lennart Johansson, il comitato esecutivo dell'UEFA si è riunito a Stoccolma e, naturalmente, ha dedicato la prima giornata dei lavori ai rapporti tesissimi con la FIFA. "Blatter non deve stupirsi di sentire odori nauseabondi: la FIFA non è trasparente ed è poco a suo agio con i libri contabili" ha dichiarato Johansson, affermando ancora che Blatter sta tramando per ridurre il numero delle squadre europee al Mondiale, col solo scopo di essere rieletto".

Accuse che Blatter ha sdegnosamente respinto. "La FIFA ha deciso che il vincitore del Mondiale non sarà più ammesso d'ufficio all'dizione successiva, perché libera un posto per l'Oceania. Ogni altro posto dovrà essere ripartito sulla base di criteri sportivi" ha puntualizzato il presidente in carica.

Calcio europeo e mondiale

Discussioni anche sul numero dei rappresentanti europei nel comitato esecutivo della FIFA, otto. "Non c'è problema, ma certo per me è difficile dirigere i lavori se questi otto fanno quadrato nella maggior parte delle circostanze". Blatter ha il sospetto che si vogliano soltanto regolare vecchi conti.

"L'immagine della FIFA è deturpata per motivazioni di tipo puramente politico, che non hanno nulla a che fare con il calcio. Le finanze della FIFA sono sane, ma fa comodo dire il contrario" e la lettera del presidente dell'UEFA "distorce i fatti e contiene dichiarazioni rilasciate solo per nuocere".

L'obiettivo "di quelli che hanno perso l'elezione nel 1998 è di creare a tutti i costi un candidato che possa battersi contro di me, non importa quali possano essere le conseguenze d'immagine per la Fifa", sostiene con veemenza Sepp Blatter.

Filippo Frizzi


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