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Hanspeter Born: una guerra giustificabile

Hanspeter Born: "Ci sono buone ragioni politiche, di diritto internazionale e anche morali per la guerra"

L'editorialista della Weltwoche Hanspeter Born è uno dei pochi che ha osato esprimersi pubblicamente a favore dell'attacco americano all'Iraq.

Il suo rapporto di solidarietà con l'America è nato negli anni Ottanta, quando era corrispondente da Washington.

swissinfo: Esistono delle buone ragioni per attaccare l'Iraq?

Per me ci sono delle buone ragioni politiche, di diritto internazionale e anche morali. Per la questione della legalità: in fondo già le risoluzioni 678, 687 e 1441 offrono agli Stati Uniti il diritto di intervenire militarmente.

L'aspetto morale: Saddam Hussein ha due guerre sulla coscienza che hanno causato almeno due milioni di morti. Ha utilizzato delle armi chimiche. Opprime il suo popolo in modo spietato. È ora di porre termine a questa tirannia.

Politicamente invece, credo che Bush non possa reagire altrimenti. Non può permettere che attraverso l'Iraq delle armi di distruzione di massa arrivino nelle mani di gruppi terroristici.

Le Nazioni unite hanno perso la loro credibilità?

Dalla loro nascita dopo la Seconda guerra mondiale, le Nazioni unite hanno avvallato tre guerre. Altri 250 conflitti si sono consumati senza la presenza dell'organizzazione internazionale. Fra questi l'intervento in Sierra Leone e in Kosovo.

Credo comunque che in futuro le Nazioni unite conquisteranno maggiore credibilità. I cocci causati da questa vicenda nel Consiglio di sicurezza porteranno per forza di cose ad un ripensamento degli equilibri e delle funzioni.

swissinfo, intervista raccolta da Christian Raaflaub

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