I "sans papiers" non demordono

I manifestanti sperano che il movimento dei clandestini si estenda alla Svizzera tedesca Keystone

Importante mobilitazione sabato a Friburgo per la regolarizzazione collettiva dei clandestini in Svizzera. Presenti tre consiglieri nazionali ma Ruth Metzler ribadisce che non ci sarà alcuna moratoria. I sans papiers intendono marciare su Berna lunedì, per l'apertura della sessione delle Camere federali.

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 settembre 2001 - 21:53

Il corteo, che ha radunato nella calma 500 manifestanti secondo la polizia e circa 2000 per gli organizzatori, è partito alle 15:30 dalla Chiesa Saint-Paul in direzione del centro di Friburgo.

Alcuni membri del collettivo di La Chaux-de-Fonds guidavano la marcia mostrando uno striscione sul quale spiccava la scritta "Regolarizzazione per i clandestini". Membri del collettivo friburghese, neocastellano e bernese hanno in seguito preso la parola. Dopo di loro hanno parlato i consiglieri nazionali Patrice Mugny (Verdi/GE), Nils de Dardel (PS/GE) e Jacques Neyrinck (PDC/VD).

Appello allo Stato di diritto

Gli oratori hanno esortato la Svizzera tedesca ad abbracciare la causa dei sans papiers, estendendo così il movimento, e hanno chiesto la moratoria delle espulsioni dei clandestini. Nils de Dardel ha denunciato l'atteggiamento "quasi autistico" verso il problema del Consiglio federale e del ministro di giustizia e polizia Ruth Metzler.

Jacques Neyrinck ha anche parlato di situazione quasi "schizofrenica". "Siamo in un Paese di non diritto", ha dichiarato Patrice Mugny, "perché parte della popolazione non ha alcun diritto".

Sostegno e iniziative

Il vice-presidente del Sindacato edilizia e industria (SEI) Rita Schiavi ha rinnovato ai sans papiers la solidarietà del suo sindacato così come dell'Unione sindacale svizzera. La Schiavi ha inoltre ricordato che il SEI rifiuta il nuovo progetto di legge federale sul soggiorno e l'insediamento degli stranieri in discussione, in dicembre, alle Camere federali.

Il collettivo friburghese ha pure chiesto la liberazione del kosovaro 19enne arrestato venerdì sera al centro Fri-Art dopo un controllo: il Tribunale amministrativo del Cantone deciderà lunedì. Secondo l'avvocato del collettivo, Rainer Weibel, la detenzione non è giustificata da alcun rischio di fuga.

I clandestini hanno annunciato che lunedì si recheranno a Berna per l'apertura della sessione delle Camere federali. Patrice Mugny ha sottolineato che la problematica dei sans papiers non figura nemmeno all'ordine del giorno nella sessione; numerosi partiti depositeranno, senza dubbio, una interpellanza urgente o una mozione in tal senso.

Non ci saranno moratorie né amnistie

La doccia fredda giungeva nello stesso giorno della manifestazione. La consigliera federale Ruth Metzler ha infatti ribadito sabato, dalle pagine di alcuni giornali romandi, il suo no ad una moratoria sulle espulsioni dei clandestini: "un'amnistia ne chiama sempre un'altra e il governo non ha intenzione di seguire questa via".

La responsabile del dipartimento di polizia ha aggiunto di non essere soddisfatta del comportamento di alcune autorità cantonali e comunali nella lotta al lavoro nero. Molti dei "senza documenti" - continua la Metzler - sono richiedenti l'asilo che hanno ricevuto risposta negativa: i Cantoni però non l'hanno applicata.

Il corteo di sabato è stato organizzato dai collettivi e dai movimenti che sostengono i sans papiers di Friburgo e Neuchâtel, da Attac-Fribourg, l'Unione sindacale friburghese e dai Verdi friburghesi.


swissinfo e agenzie

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