I cantoni allergici all'armonizzazione scolastica

Nella Svizzera tedesca il concordato di armonizzazione scolastica incontra forti resistenze. Keystone

Erano numerose le votazioni cantonali in programma il 30 novembre in concomitanza con l'appuntamento federale alle urne. Fra i risultati spicca la bocciatura del concordato d'armonizzazione cantonale scolastica nei cantoni di Turgovia e Grigioni.

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 novembre 2008 - 19:35

L'adesione al concordato intercantonale sull'armonizzazione scolastica (HarmoS) era il tema principale in votazione in quattro cantoni: Grigioni, San Gallo, Turgovia e Zurigo. Non sono mancate le sorprese su un tema che tocca da vicino uno dei capisaldi del sistema federalista: la sovranità cantonale nel campo della scolarità obbligatoria.

L'adesione al concordato è stata respinta nel canton Grigioni con il 56,7% dei voti e, di stretta misura, nel canton Turgovia con il 51,6% dei voti. HarmoS è invece stato approvato nel canton Zurigo con il 63,4% di voti e nel canton San Gallo con il 52,8% di voti.

Il concordato HarmoS mira ad armonizzare a livello nazionale gli elementi centrali della scolarità obbligatoria. Sono previsti in particolare due anni di scuola dell'infanzia obbligatori a partire dai quattro anni, obiettivi di formazione unitari e la creazione di strutture extrascolastiche diurne come la mensa o il dopo scuola.

Il riflesso federalista

Il concordato HarmoS potrà entrare in vigore non appena dieci cantoni lo avranno ratificato. I cantoni che hanno sinora aderito al concordato sono otto: Zurigo, San Gallo, Glarona, Sciaffusa, Vaud, Giura, Neuchâtel e Vallese. L'adesione è stata per contro respinta nei cantoni di Lucerna, Turgovia e Grigioni.

L'opposizione al concordato per l'armonizzazione scolastica è sostenuta dall'Unione democratica di centro (UDC) che è contraria in particolare all'abbassamento dell'età di scolarizzazione a 4 anni e all'obbligo di proporre strutture extrascolastiche.

Un'opposizione che ha sinora trovato fertile terreno soprattutto nei cantoni della Svizzera tedesca. La prossima votazione popolare su HarmoS è prevista l'8 febbraio 2009 nel canton Nidvaldo.

No al finanziamento della scuole private

La questione scolastica era pure al centro di un'attesa votazione nel cantone di Basilea-Campagna. L'iniziativa promossa dalla "Lobby dei genitori" proponeva la libera scelta tra scuola pubblica e privata attraverso il finanziamento pubblico delle scuole private.

La proposta è stata seccamente respinta con il 79% dei voti. Il controprogetto del governo di Basilea-Campagna è stato invece approvato dal 56,9% dei votanti. Esso prevede un aumento dei contributi cantonali da 2000 a 2500 franchi per i giovani che frequentano una scuola privata.

Nuova legge sull'università a Ginevra

A Ginevra la nuova legge sull'università – che mira a conferire una maggiore autonomia all'istituto - è stata approvata dal 72% dei votanti. La nuova legge, messa a punta da una commissione presieduta dall'ex consigliera federale Ruth Dreifuss, conferisce al rettore la competenza di nominare i professori, mettere a punto il preventivo e decidere la creazione o soppressione di nuove facoltà. Questa autonomia rafforzata dell'università è una delle condizioni richieste della Confederazione per poter beneficiare dei sussidi federali.

Lotta al fumo passivo

La lotta al fumo passivo era al centro dell'attenzione di tre cantoni della Svizzera francese. Nel canton Vallese una netta maggioranza dei votanti – il 75,7% - ha accettato la nuova legge cantonale sulla sanità pubblica respingendo il referendum lanciato da un comitato contrario a restrizioni "inammissibili" della libertà individuale. In futuro il fumo sarà quindi bandito da tutti i ritrovi pubblici, ma sarà consentita la creazione di locali per fumatori, nei quali i clienti non saranno tuttavia serviti dal personale.

Gli elettori dei cantoni di Friburgo e Vaud avevano la possibilità di scegliere fra il divieto quasi totale in tutti i luoghi pubblici chiusi – postulato dall'iniziativa popolare "Fumo passivo e salute" – e il divieto meno restrittivo proposto dai rispettivi parlamentari cantonali che consente la creazione di locali per fumatori separati, dotati di una buona ventilazione e senza servizio ai tavoli.

Nel canton Friburgo il divieto meno restrittivo è stato accettato con il 63,3% dei voti, mentre nel canton Vaud il controprogetto del parlamento cantonale ha raccolto il 69,4% dei consensi.

Sempre nel canton Vaud, la popolazione ha respinto con il 52,4% di voti un credito di 390 mila franchi per uno studio di fattibilità del nuovo Museo di belle arti, che le autorità cantonali intendono installare sulle rive del Lago Lemano. Il costo è stimato a 67 milioni di franchi.

Cani da combattimento vietati

Nel canton Zurigo la maggioranza degli elettori si è pronunciata a favore di un divieto di allevare i cani da combattimento. Questa variante è stata preferita alla proposta meno restrittiva, approvata dal parlamento cantonale, che prevedeva l'obbligo di seguire corsi speciali e di ottenere un'autorizzazione per i proprietari di cani di razze pericolose.

Per queste razze il canton Zurigo aveva già introdotto l'obbligo del guinzaglio e della museruola a seguito della tragedia di Oberglatt: nel 2005 un bambino di 6 anni fu sbranato da tre cani pitbull, mentre si recava all'asilo.

Zurigo rinuncia all'atomo

La città di Zurigo – una prima assoluta in Svizzera – ha approvato una modifica del regolamento comunale che prevede l'abbandono a lungo termine dell'energia nucleare e la riduzione delle emissioni di CO2. La modifica si ispira alla visione di una "società a 2000 watt" messa punto dai ricercatori del Politecnico federale di Zurigo.

La rinuncia all'atomo dovrebbe essere realizzata entro il 2050 attraverso una riduzione del consumo di energia elettrica, l'adozione di misure di risparmio mirate, la promozione massiccia delle energie rinnovabili e la riduzione delle emissioni di C02.

swissinfo e agenzie

Elezioni cantonali e comunali

Nel canton Argovia i cittadini hanno eletto il nuovo governo cantonale. Non sono mancate le sorprese. I Verdi fanno per la prima volta il loro ingresso nell'esecutivo cantonale con l'elezione di Susan Hochuli, contadina biologica e capo-gruppo dei Verdi nel parlamento cantonale. Dopo 10 anni di assenza i socialisti sono di nuovo presenti in governo grazie all'elezione di Urs Hofmann, che è pure deputato nel parlamento federale.

Riconfermati senza problemi i Consiglieri di stato uscenti Peter C. Beyeler (PLR, Partito liberale radicale) e Roland Brogli (PPD, Partito popolare democratico). Il Consigliere di stato uscente Rainer Huber (PPD) ha fallito invece la rielezione al primo turno. Sarà necessario un secondo turno per eleggere il quinto membro dell'esecutivo cantonale argoviese, poiché anche i candidati dell'UDC Alex Hurzeler e il Consigliere nazionale Luzi Stamm non sono riusciti a difendere il seggio del loro partito al primo turno.

Nella città di Berna il sindaco socialista uscente Alex Tschäppät è stato riconfermato brillantemente con il 58,6% dei voti alla testa dell'esecutivo cittadino distanziando nettamente Barbara Hayoz (PLR) che ha ottenuto il 35,9% dei consensi. Nel parlamento cittadino il nuovo Partito borghese democratico (PBD) conquista ben 6 seggi, i Verdi liberali 2 seggi. Fra i perdenti il Partito liberale radicale (PLR) con 5 seggi in meno e la sinistra con 4 seggi in meno nel parlamento che conta in totale 80 membri.

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Voto con internet: test riuscito a Ginevra e Neuchâtel

Il voto con internet è stato sperimentato simultaneamente per la prima volta oggi dai tre cantoni pilota: Ginevra, Neuchâtel e Zurigo. Proposto complessivamente a 139 000 elettori, il test odierno è definito un "successo" dai due cantoni romandi.

In base a quanto comunicato da Ginevra, il 14% dei 45 000 elettori autorizzati a votare per via elettronica hanno scelto questa possibilità. Non sono stati riscontrati problemi relativi alla sicurezza, precisa la Cancelleria cantonale.

Neuchâtel indica da parte sua che 1564 dei 4897 elettori iscritti per il voto con internet si sono espressi online. Fra i votanti figurano pure 67 svizzeri residenti all'estero.

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