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I diritti umani nel cinema

Disegno di un bambino della Cecenia (Human Rights Watch)

Nasce sotto il segno della guerra il Festival internazionale del film dedicato ai diritti umani.

Una settimana cinematografica e di riflessione sul ruolo dell'immagine e del film.

Mentre le televisioni continuano a mostrare immagini di una guerra irachena altamente mediatizzata, Ginevra propone un festival dedicato ai film che si occupano di diritti umani.

La funzione del film

Obiettivo della rassegna è stimolare la riflessione sul ruolo del film e dell'immagine nei confronti della dignità umana.

Il Festival internazionale del film sui diritti umani (FIFDH) è nato su iniziativa di cineasti, di università e di membri di organizzazioni non governative (ONG), indicano gli organizzatori.

I promotori sono partiti dal presupposto che il cinema rappresenta un mezzo privilegiato per informare, suscitare il dibattito ma anche per denunciare le violazioni dei diritti umanitari.

Serate di film e dibattiti

Ogni sera la competizione sarà dedicata a un tema specifico, quali l'Iraq, le donne, il terrorismo o la salute. Alle proiezioni farà seguito un dibattito pubblico cui parteciperanno realizzatori, specialisti e personaggi impegnati sul terreno.

Fra i partecipanti figurano nomi illustri come lo scrittore Théo Klein, la delegata generale dell'autorità palestinese in Francia, Leïla Shahid, o il direttore di Human Rights Watch, Reed Brody.

«Il caso Kissinger»

Gli organizzatori hanno selezionato per la parte in concorso nove pellicole, fra cui «Le cas Kissinger» di Eugène Jarecki. Un documentario che mira a dimostrare l'implicazione in una serie di crimini di guerra da parte dell'ex segretario di stato americano.

Da segnalare inoltre il film «Brothers and Others» dello svizzero Nicolas Dossier, che traccia il ritratto di alcune famiglie musulmane a New York.

Giuria mista

Della giuria fanno parte il fondatore di Médecins sans Frontières, Rony Brauman, la presidente di Reporters sans Frontières, Laurence Deonna, e il regista croato Dalibor Matanic.

Il premio principale, offerto dal canton Ginevra e dotato di 10'000 franchi, premierà un cineasta per la qualità della sua realizzazione e il suo impegno in favore dei diritti umani.

Il Festival si svolge alla "Maison des Arts du Grütli" di Ginevra dal 28 marzo fino al 3 aprile. All'organizzazione partecipano anche il centro CAC Voltaire, l'organizzazione "Fonction: Cinéma" e Human Watch International Film Festival.

Tra gli enti finanziatori figurano fra l'altro il Dipartimento federale degli Affari Esteri come pure la città, il cantone e l'Università di Ginevra.

swissinfo e agenzie

In breve

Il Festival si propone di trattare la problematica dei diritti umani in cinque settori: la globalizzazione, le nuove insicurezze, l'ambiente, la libertà d'espressione e la violenza dello Stato.

Il festival è patrocinato da Sergio Vieira de Mello, Alto Commissario dell'ONU per i diritti dell'uomo, Robert Badinter, ex ministro della giustizia francese,
Barbara Hendricks, cantante lirica e ambasciatrice dell'UNICEF, Ken Loach, regista.

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Fatti e cifre

Nove film in concorso
Dal 28 marzo al 3 aprile
Per ogni film proiettato è previsto un dibattito
Primo premio: 10'000 franchi

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