I ferrovieri sul piede di guerra

Su un binario morto le trattative fra sindacati e Ferrovie federali svizzere Keystone

Si prospetta un autunno caldo per i ferrovieri. I sindacati boicottano il negoziato perché alla loro richiesta di aumenti salariali del 3% le FFS offrono solo un carovita dello 0,5%.

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 ottobre 2001 - 09:34

I sindacati dei ferrovieri hanno interrotto mercoledì le trattative salariali con le FFS. L'offerta delle Ferrovie federali è inaccettabile e non è dunque una base per negoziati seri, ha indicato giovedì il comitato negoziale che rappresenta quattro sindacati di categoria, aggiungendo che non intende tornare al tavolo delle trattative se non saranno presentati sostanziali miglioramenti.

Le FFS offrono un carovita dello 0,5 per cento e nessun aumento reale dei salari, hanno precisato i sindacati, che hanno accolto la proposta con sdegno. Le Ferrovie federali continuano a ristrutturare, chiedendo sempre più dal personale e facendo poco per sopperire alla mancanza di effettivi, si lamentano i sindacati, denunciando nel contempo «gli aumenti di stipendio esorbitanti» concessi ai dirigenti.

Dopo dieci anni senza aumenti reali il personale vuole un aumento di un buon tre per cento, ha dichiarato Peter Lauener, portavoce del Sindacato del personale dei trasporti (SEV). Inoltre le FFS devono a suo parere compensare il rincaro dal 1996. A seconda del rincaro di quest'anno, Lauener calcola un aumento supplementare di circa il due per cento.

swissinfo e agenzie

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