I radicali perdono quota

Parte dell'elettorato sembra voler voltare le spalle al PLR... Keystone Archive

Socialisti e centristi superano il partito liberale radicale nelle intenzioni di voto: è quanto emerge da un sondaggio del SonntagsBlick. Il PLR perde quindi la prima posizione acquisita durante l'estate.

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 ottobre 2001 - 13:46

Se le elezioni legislative si tenessero oggi, il 22% degli aventi diritto voterebbe per il PS e altrettanti per l'UDC, mentre al PLR andrebbe il 20,5% e al PPD il 16% delle intenzioni di voto.

Il PLR si vedrebbe quindi scalzare dal primo posto, conquistato nel sondaggio di luglio (24%), superato dai socialisti che, sempre stando alle intenzioni di voto, vedrebbe aumentare i propri consensi del 3,5%, e dall'UDC, malgrado questa formazione risulti perdere l'1,5% rispetto a luglio. Il PPD guadagnerebbe invece un punto, ma rimarrebbe al quarto posto nella lista dei partiti maggiori e di governo.

Per il politologo ed ex segretario del PPD, Iwan Rickenbacher, la flessione del PLR si spiega con il ruolo assunto dai liberali radicali nella vicenda Swissair e con problemi di ricambio generazionale, mentre i favori conquistati in estate sarebbero da ascrivere all'«effetto Bührer», ossia al cambio intervenuto nella guida del PLR.

Secondo Rickenbacher, l'aumento dei socialisti deriverebbe dall'ondata di scetticismo popolare sulle privatizzazioni e dal fatto che risultano sotto controllo i dissidi interni. Il PPD invece si avvarrebbe del cambio di presidenza e di una posizione unitaria sulla questione dell'adesione all'ONU.

Il sondaggio, condotto da Isopublic nella settimana dall'11 al 18 ottobre, ha riguardato 1000 persone. Sono state prese in considerazione soltanto le risposte di 540 cittadini che sarebbero certamente andati alle urne. Il 26% degli intervistati si è detto indeciso su chi votare.

swissinfo e agenzie

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