I rifugiati palestinesi non saranno abbandonati

Ogni questione umanitaria ha uno sfondo politico, dice il direttore della DSC Walter Fust Keystone

La situazione dei più di quattro milioni di rifugiati palestinesi nel mondo è stata oggetto di una Conferenza internazionale a Ginevra.

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 giugno 2004 - 20:29

Walter Fust, presidente della Conferenza, rileva tuttavia come il conflitto che affligge il Medio Oriente necessiti di soluzioni politiche più che umanitarie. Intervista.

L’incontro, durato due giorni e chiusosi martedì a Ginevra, è stato organizzato dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e dall’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA).

Nel corso dei dibattiti, sono stati raccolti più di 10.5 milioni di dollari d’aiuti supplementari, oltre a garanzie di ulteriori sostegni milionari da parte della Commissione europea e degli Stati Uniti.

swissinfo: Quale paese ospite della Conferenza, la Svizzera come giudica i risultati ottenuti?

Walter Fust: Ai miei occhi, si tratta di un successo perché ne è risultato il chiaro segnale che la comunità internazionale non dimentica i rifugiati palestinesi.

Abbiamo inoltre registrato impegni per finanziamenti futuri e discusso la questione delle responsabilità: non si capisce perché la comunità internazionale debba compensare quello che altri distruggono.

swissinfo: In effetti, molti si chiedono a cosa serva raccogliere milioni di dollari per finanziare delle case che potrebbero poi essere abbattute dall’esercito israeliano. Cosa risponde?

W.F.: Si tratta della domanda di base che si pongono molti donatori. Ma va anche segnalato che le case recentemente ricostruite non sono più state distrutte.

I rifugi abbattuti erano vecchi e considerati dagli israeliani come dei potenziali nascondigli per terroristi.

swissinfo: Tuttavia, le incursioni israeliane hanno creato senza tetto anche tra gli innocenti…

W.F.: Certo, e la questione delle responsabilità comprende anche l’accesso agli aiuti umanitari. Ad esempio, sempre che riescano ad ottenerlo, perché i palestinesi devono pagare prezzi esorbitanti per il materiale di costruzione?

Perché non si risponde alla domanda rifacendosi alle Convenzioni di Ginevra, testi che esplicitano chiaramente che tutto deve essere intrapreso per facilitare l’accesso all’assistenza umanitaria. In questo caso, ciò è reso più difficile.

Mi ha impressionato notare come sia l’Unione europea che gli Stati Uniti si siano molto impegnati sul tema.

swissinfo: Che senso ha organizzare questo tipo d’incontri se Israele non viene invitato e non prende impegni simili? Eventi del genere possono cambiare qualcosa?

W.F.: Il nostro obiettivo era di chiederci come la comunità internazionale possa sostenere l’UNRWA nel suo lavoro. L’aiuto umanitario non può rappresentare una soluzione alla questione dei rifugiati…

Quella va cercata a livello politico. Ma la risposta degli attori umanitari non può essere di tacere o di smettere d’aiutare le vittime di quelli che tutti sanno essere degli atti illegali dal punto di vista delle leggi internazionali.

Non tocca a noi occuparci di politica o diplomazia. Noi dobbiamo rilevare i problemi, cercare supporti e ridurre le tensioni.

All’interno delle Nazioni Unite, necessitiamo quindi di più impegni umanitari e più coraggio politico per discutere del conflitto ai massimi livelli.

swissinfo: Sembra che l’argomento l’appassioni parecchio…

W.F.: Non si tratta di passione ma di giustizia. È un grido di frustrazione. È importante che tutte le parti in causa rispettino le leggi internazionali. Pure i palestinesi devono accettare la responsabilità delle loro azioni.

Ma il 50% della gente che vive nei campi profughi sono bambini che vogliono avere un futuro. Che futuro possono avere vivendo sotto stato d’assedio e non disponendo di opportunità alcuna?

Più riusciremo a promuovere l’educazione, più incrementeranno le speranze di pace.

In sostanza, questa non è certo stata una riunione politica. L’incontro ha sollevato questioni umanitarie….ma non esistono questioni umanitarie ad di fuori di contesti politici.

Intervista a cura di swissinfo, Anna Nelson
(traduzione: swissinfo, Marzio Pescia)

Fatti e cifre

La Svizzera verserà due milioni supplementari per l'assistenza ai rifugiati palestinesi;
Quest'anno, Berna ha accordato 20 milioni di franchi all'UNRWA.

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In breve

L'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA) è nata nel 1949 per fornire un aiuto umanitario ai rifugiati palestinesi in Medio Oriente.

Oggi rappresenta la più grande agenzia dell'ONU in Medio Oriente.

Dispone di uno staff di 24mila persone e un budget annuale generale di 330 milioni di dollari (397 milioni di franchi svizzeri).

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