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Il CICR vuole accelerare gli aiuti in Pakistan

Secondo Jakob Kellenberger, il CICR ha aiutato finora 50'000 persone nel Kashmir pakistano

(Keystone)

Il Comitato internazionale della Croce rossa intende estendere ad almeno 200 mila persone gli aiuti nelle regioni pakistane colpite dal terremoto.

Di ritorno da un viaggio in Pakistan, il presidente dell'organizzazione umanitaria Jakob Kellenberger ha ricordato che occorre agire in fretta prima dell'arrivo dell'inverno.

Finora, il Comitato internazionale della Croce rossa (CICR) ha potuto assistere circa 50 mila persone nel Kashmir pakistano, ha reso noto lunedì a Ginevra Jakob Kellenberger, rientrato questo fine settimana da un viaggio di tre giorni nella regione devastata dal terremoto.

In seguito al sisma dello scorso 8 ottobre, che ha provocato la morte di oltre 73 mila persone, il Pakistan è diventato in queste ultime settimane il paese nel quale il CICR è maggiormente attivo, dopo il Sudan.

Neve in arrivo

L'organizzazione umanitaria elvetica intende portare soccorso ad almeno 200 mila persone entro la fine di novembre.

Bisogna fare in fretta, prima dell'arrivo dell'inverno, ha sottolineato Jakob Kellenberger, secondo il quale le prossime settimane saranno essenziali per portare soccorso agli oltre 3 milioni di persone rimaste senza un tetto.

"Se operiamo con determinazione, possiamo ancora assolvere il nostro mandato. La neve renderà le operazioni più difficili, ma non dovrebbe impedire agli elicotteri di continuare a volare", ha affermato il presidente del CICR.

Finora l'organizzazione umanitaria elvetica ha impiegato sette elicotteri, trasportando 4 mila tonnellate di viveri ed altri generi di prima necessità.

Nei prossimi giorni, il numero dei velivoli a disposizione dovrebbe aumentare fino a 10, ha annunciato Kellenberger.

Assistenza prioritaria nei villaggi

"Bisogna innanzitutto aiutare le persone nei loro villaggi, affinché vi possano rimanere anche nei prossimi mesi. Non siamo favorevoli alla creazione di campi per sfollati", ha aggiunto il presidente del CICR.

Un'opinione condivisa anche dal presidente pakistano Pervez Musharraf, con il quale Kellenberger si è intrattenuto mercoledì scorso a Rawalpindi.

Durante l'incontro, il presidente dell'organizzazione umanitaria ha assicurato a Musharraf che il CICR è pronto per restare operativo nella regione terremotata durante tutto l'inverno.

Oltre a fornire alla popolazione assistenza medica, alloggi, vestiti caldi e acqua potabile, l'organizzazione umanitaria intende dare un contributo nel campo della riabilitazione psicologica e nella ricerca di familiari di cui si sono persi i contatti in seguito al terremoto.

Più interventi per le catastrofi naturali

Per il suo intervento in Pakistan, il CICR intende impiegare complessivamente 62 milioni di franchi nel 2005, di cui 56 milioni soltanto per questi ultimi tre mesi.

L'assistenza dovrebbe proseguire l'anno prossimo con un contributo supplementare di circa 100 milioni di franchi.

Per il Sudan, l'organizzazione umanitaria ha previsto di devolvere da 120 a 130 milioni nel 2006.

Come indicato ancora da Jakob Kellenberger, il CICR prevede di rafforzare in futuro i suoi interventi in caso di catastrofi naturali, in collaborazione con la Federazione internazionale delle società della Croce rossa e della Mezzaluna rossa.

Finora le priorità del CICR erano poste piuttosto sugli interventi umanitari in conflitti armati, mentre le operazioni di soccorso in caso di catastrofi naturali erano lasciate generalmente alla Federazione.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

Un sisma della magnitudo di 7,6 gradi sulla scala Richter ha colpito il Kashmir pakistano e indiano lo scorso 8 ottobre.
Secondo un bilancio non ancora definitivo, oltre 73 mila persone hanno perso la vita.
Il terremoto ha inoltre lasciato dietro di sé 70 mila feriti e 3,3 milioni di persone senza tetto.
Il Pakistan ha ricevuto promesso di aiuti per 2 miliardi di dollari nelle ultime settimane.

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