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Il delegato per i musulmani dell'OSCE non è il benvenuto

Ömür Orhan non potrà per il momento visitare ufficialmente la Svizzera

Stando alla SonntagsZeitung, le autorità svizzere non vogliono una visita del rappresentante dell'OSCE contro le discriminazioni verso i musulmani prima delle elezioni federali.

Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) teme una controversia politica, indica il giornale domenicale. Una posizione che suscita critiche.

Preoccupato per la situazione dei musulmani nel paese, Ömür Orhan, ambasciatore dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) per la lotta alla discriminazione verso i musulmani, vuole visitare la Svizzera.

A destare l'attenzione di Orhan sarebbero state l'iniziativa popolare contro la costruzione di minareti, lanciata dalla destra nazional-conservatrice, e varie segnalazioni giuntegli da parte di organizzazioni non governative e della Commissione federale contro il razzismo.

La Svizzera preferisce però rinviare la visita. «Il governo svizzero mi ha risposto che la mia visita potrà svolgersi dopo le elezioni», ha dichiarato Ömür Orhan alla SonntagsZeitung. Secondo l'ambasciatore, il Consiglio federale ritiene che il viaggio «potrebbe suscitare delle controversie nel periodo prima delle elezioni parlamentari».

Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) non ha voluto fornire al settimanale domenicale dettagli sulla risposta a Orhun, ma ha confermato di aver ricevuto la richiesta del delegato dell'OSCE.

«Abbiamo fatto delle verifiche e abbiamo consultato vari uffici», ha detto alla SonntagsZeitung la portavoce del DFAE Carine Carey. «Siamo dell'opinione che una visita del genere sia più indicata alla fine dell'anno».

Reazioni critiche

La posizione del governo ha suscitato critiche nel mondo politico svizzero. Interpellato da swissinfo, il presidente della Commissione federale contro il razzismo Georg Kreis ritiene che «a breve termine il DFAE può forse così mitigare l'effetto della visita. Ma a lungo termine ci si dà la zappa sui piedi».

Secondo il deputato socialista Boris Banga, il rinvio della visita è un segno di debolezza. «La Svizzera non ha nulla da nascondere», ha detto alla SonntagsZeitung. Anche la deputata radicale Christa Markwalder non vede «nessun motivo perché non lo si possa invitare».

Il deputato dell'Unione democratica di centro Christoph Mörgeli è invece di un altro avviso: «Orhun farebbe meglio ad occuparsi della situazione in Turchia, piuttosto che venire qui».

Il caso Orhun ricorda in qualche modo quello del relatore dell'ONU sul razzismo Doudou Diène. Dopo un visita di cinque giorni in Svizzera, Diène aveva rimproverato in un rapporto la Svizzera di strumentalizzare il razzismo nel dibattito politico, suscitando aspre polemiche.

Preoccupazione per la situazione dei musulmani

Orhun motiva il desiderio di visitare la Svizzera con la sua preoccupazione sulla situazione dei circa 340'000 musulmani che vivono nel paese, il 12% dei quali ha la cittadinanza svizzera.

«Sono stupito per i recenti sviluppi dei rapporti con la popolazione musulmana e in particolare per l'iniziativa sui minareti», ha detto Orhun alla SonntagsZeitung. «I minareti appartengono alle moschee come i campanili alle chiese».

Le preoccupazioni di Orhun per i musulmani sono in qualche modo condivise dalla Commissione federale contro il razzismo. Nel suo ultimo rapporto la Commissione fa notare che nessun altra minoranza religiosa si scontra con tali incomprensioni per il suo desiderio di avere edifici di culto dignitosi.

swissinfo

Critiche alla Germania e alla Danimarca

Ömür Orhun opera da tre anni a tempo parziale come ambasciatore dell'OSCE per la lotta contro l'intolleranza e la discriminazione verso i musulmani. Nel tempo rimanente lavora al ministero per gli affari esteri turco.

Orhun ha criticato l'anno scorso la Germania per i suoi test di idoneità alla naturalizzazione per i musulmani. Quest'anno ha stigmatizzato la politica a suo avviso discriminatoria del governo danese.

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OSCE

L'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa raggruppa tutti i 56 paesi del continente. È la più importante organizzazione per la sicurezza regionale. Svolge svariate attività relative a tre ambiti della sicurezza: umana, politico-militare e economico-ambientale.

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