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Il disco celeste di Nebra di nuovo a Basilea

Il disco di Nebra accanto ad altri reperti archeologici.

(Museo di Storia Basilea (hmb))

La più antica rappresentazione materiale della volta celeste che si conosca nel mondo è esposta fino alla fine di gennaio al Museo Storico di Basilea.

Pezzo d'onore della mostra "Il cielo forgiato a mano", questo disco in bronzo con lamine d'oro è una scoperta chiave per l'archeologia, l'astronomia e la storia delle religioni.

Trovato casualmente nel 1999 in Sassonia da due tombaroli, il disco celeste fu scambiato inizialmente per il coperchio di un secchio e venduto illegalmente per poco più di 30.000 franchi.

Dopo essere passato nelle mani di diversi ricettatori, 4 anni fa fu recuperato all'Hotel Hilton di Basilea grazie ad un'azione congiunta della polizia svizzera e tedesca.

Da allora il disco di Nebra è stato oggetto di dibattiti e di numerosissimi studi che s'interrogano sulla sua origine e provenienza ma anche sulla sua interpretazione e autenticità, temi questi al centro della mostra.

Una storia vecchia 4000 anni

"Certo che si tratta dell'originale - ci conferma l'archeologa Pia Kamber responsabile del progetto - e siamo anche molto fieri di essere riusciti a riportarlo a Basilea."

Il disco celeste fu sotterrato circa 3600 anni fa nei pressi di Nebra, in Germania, insieme a spade di bronzo, due asce uno scalpello e frammenti di un bracciale a forma di spirale, anch'essi esposti a Basilea.

Secondo gli studi la fabbricazione del disco potrebbe risalire a 4000 anni fa. Ma ciò che più sorprende gli esperti è che questo manufatto dell'età del bronzo non sembra sia stato importato dal Mediterraneo o dall'Oriente.

L'analisi dei materiali infatti conferma che i metalli di cui è fatto sono stati estratti nelle alpi austriache e ciò fa supporre che esso sia stato realizzato nel centro dell'Europa.
Questa scoperta sta stimolando gli studiosi ad analizzare sotto una nuova luce numerosi altri reperti dell'età del bronzo trovati nell'Europa centro settentrionale.

Una rappresentazione del cosmo

Il disco celeste è una lastra di bronzo di forma quasi circolare sulla quale sono applicate delle lamine d'oro. Esse raffigurano le 7 stelle delle Pleiadi, la luna piena, la luna crescente e due archi dell'orizzonte.

Queste applicazioni dorate simbolizzano fenomeni astronomici complessi. Sistemate secondo un ordine preciso, le lamine fanno del disco uno strumento di misurazione con cui determinare l'avvicendarsi delle stagioni.

"Nel disco di Nebra - spiega Pia Kamber - sono raffigurati dei fenomeni astronomici reali che oggi possono essere interpretati tramite le simulazioni su computer." Il disco può essere usato come calendario solare ed anche come strumento scientifico per misurare la posizione degli astri, ma funziona come tale solo sulla collina nei pressi di Nebra.

Il viaggio del sole

Nel disco celeste la rappresentazione della conoscenza astronomica del mondo antico si mescola alla mitologia e alla religione. Gli esperti confermano che la lamina d'oro sistemata sul bordo inferiore del disco, rappresenta una barca nella sua traversata notturna dell'universo celeste.

La barca nell'antichità, com'è dimostrato anche dalla mitologia egiziana, aveva un significato importantissimo: essa era considerata il mezzo di trasporto del sole nel suo viaggio attraverso il giorno e la notte. La terra era immaginata come un disco circondato dall'acqua e si credeva che l'astro celeste, per arrivare fino alla terra, dovesse attraversasse il firmamento e poi le acque.

La mostra di Basilea dedica molto spazio a questo tema ed espone incisioni rupestri che raffigurano imbarcazioni come anche un'intera flotta di barchette d'oro e poi spade e rasoi su cui è raffigurata una barca.

A completare il mito non poteva mancare il carro di Trundholm, ovvero il carro trainato da un cavallo su cui viene trasportato il sole. Dopo il disco di Nebra questo reperto, rinvenuto nel nord della Danimarca 60 anni fa, è il più importante presentato nell'esposizione.

Quella di Basilea però è solo una copia. Il museo di Copenaghen, dove è conservato, non lo presta più da quando una visitatrice anni fa si abbatté con un'ascia sulla vetrina e sul carro.

I riti dell'età del bronzo

L'usanza di sotterrare armi e oggetti preziosi in offerta agli dei era un rituale molto diffuso nell'età del bronzo e numerosi sono stati i ritrovamenti che documentano quest'antica usanza. L'esposizione presenta una serie di queste offerte e mostra come questo commercio con la divinità si è evoluto nel corso dei secoli.

La maggior parte degli oggetti in mostra, circa un migliaio, provengono da arredi funerari e sono stati rinvenuti nelle tombe di sacerdoti e di sovrani. Tra quelli esposti vi sono ad esempio, monili d'oro e armi.

"Il cielo forgiato a mano" ha già fatto tappa in altre grandi città europee ma l'esposizione di Basilea è stata completata con molti reperti rinvenuti in Svizzera. Vi si può ammirare la coppa d'oro trovata a Zurigo che, come il disco di Nebra, raffigura insieme la falce di luna e la luna piena.

Tra i reperti più antichi c'è anche un deposito di monili proveniente dal sito archeologico di Arbedo-Castione. Anche in questi oggetti preziosi destinati alla divinità, si ritrovano raffigurazioni della luna.

swissinfo, Paola Beltrame, Basilea

In breve

La mostra di Basilea è accompagnata da filmati scientifici, criminalistici e da ricostruzioni di osservatori astronomici dell'età della pietra. Inoltre vi sono presentati gli esiti più recenti delle ricerche e degli studi sul disco celeste di Nebra.

Parallelamente alla mostra è stato indetto un ciclo di conferenze consacrate agli aspetti archeologici, giuridici, astronomici etnologici e di storia dell'arte del disco di Nebra.

Il Museo della Preistoria di Sachsen-Anhalt ha pubblicato un catalogo illustrato intitolato "Der geschmiedete Himmel" (Il cielo forgiato a mano), ed.Harald Meller, in vendita al Museo Storico di Basilea.

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Fatti e cifre

L'esposizione "Il cielo forgiato a mano", già presentata ad Halle, Copenaghen, Vienna e Mannheim, rimarrà aperta al Museo Storico di Basilea fino al 29 gennaio 2007.
La mostra è il risultato di una collaborazione tra il Museo Storico di Basilea e il Museo della Preistoria di Sachsen-Anhalt. Al progetto hanno contribuito con i loro prestiti altri 30 musei europei.

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