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Il Mondiale di Massimo Busacca

Massimo Busacca in azionie nel derby latino americano Argentina-Messico per gli ottavi di finale

(Keystone)

Bilancio davvero soddisfacente per l'unico arbitro svizzero presente in Germania ai Mondiali di calcio, sui quali è appena calato il sipario.

Il ticinese Massimo Busacca ha infatti diretto tre partite e raccolto valutazioni e apprezzamenti positivi da parte della FIFA.

Presente nella rosa dei dodici migliori arbitri al mondo che la FIFA ha selezionato per le fasi finali del torneo, Massimo Busacca torna in Ticino con il sorriso e, soprattutto, con la consapevolezza di essere stato all'altezza delle aspettative.

La partecipazione ai Mondiali 2006 si conclude quindi come le migliori delle avventure.

swissinfo: Con quale spirito torna a casa dopo questa esperienza?

Massimo Busacca: L'obiettivo è stato sicuramente raggiunto. Molto sinceramente, prima di partire in Germania non avrei mai pensato di ottenere questo risultato. Posso solo essere estremamente soddisfatto e contento di avere diretto bene le partite che mi sono state affidate.

swissinfo: Soddisfazione ma anche qualche emozione...

M.B.: Emozioni e batticuore. In un mondiale non sai mai quello che ti aspetta quando devi dirigere la prima partita. Non sai come l'ambiente, non sai come si svilupperanno le cose. Quando scendi in campo milioni di occhi ti guardano, ti fissano e tu sai che non devi sbagliare.

Anche noi arbitri sentiamo la pressione sulle spalle. In un torneo di altissimo livello come quello della Coppa del mondo bisogna pertanto dare il massimo. Perché siamo perfettamente coscienti che un nostro errore potrebbe comportare l'esclusione di una squadra.

Ma dopo il fischio iniziale, tutto passa. Perché occorre essere lì, ben presenti sul campo, concentrati sul gioco. Per tutto il resto non c'è più tempo.

swissinfo: Squadra senza tifosi, quella degli arbitri: come reagite alle critiche?

M.B.: Le critiche fanno parte delle regole del gioco, lo sappiamo bene. Ma quando ognuno di noi svolge bene il proprio compito, prende le decisioni con cognizione di causa e sulla base di quello che vede in campo, non si deve avere paura.

Per quel che mi riguarda, nessuna delle squadre delle tre partite che ho diretto mi ha mosso qualche rimprovero. Le valutazioni della FIFA sul mio operato sono, inoltre, sempre state positive. In ogni caso l'arbitro deve essere capace di accettare anche le critiche più dure, comprese quelle dei media.

Ciò che conta, ai miei occhi, è che le critiche siano espresse sulla base di dati oggettivi e non di pregiudizi. E che siano espresse con toni civili e professionali.

swissinfo: secondo il presidente della FIFA Sepp Blatter agli arbitri non basta più conoscere bene i regolamenti. Devono anche conoscere la tattica delle squadre. Cosa ne pensa?

M.B.: Sono pienamente d'accordo perché un arbitro deve subito essere in grado di capire come sta giocando una squadra, secondo quali schemi, per posizionarsi bene sul campo e, possibilmente, anche anticipare il gioco.

Se aspetti che il giocatore passa la palla e poi cominci a correre, non arriverai mai al punto giusto e al momento giusto. Nei primi minuti è pertanto importante capire come si muovono le due squadre, sia sul piano del gioco, sia sul piano del comportamento e delle sanzioni disciplinari.

swissinfo: Sul gioco duro le indicazioni della FIFA non sembrano essere state interpretate in modo uniforme da tutti...

M.B.: Premetto subito una cosa: non mi permetto di dare giudizi sull'operato dei miei colleghi. Detto questo aggiungo che non esistono interpretazioni personali, esistono i regolamenti. Tuttavia cercare l'uniformità assoluta negli arbitraggi è pura utopia.

Quando si è sul campo si cerca sempre di far bene. Certo, non sempre si riesce. Ma occorre anche tenere presente che le partite e le situazioni sono sempre diverse. E quando, per modo di dire, una partita nasce disgraziata, neppure il migliore arbitro del mondo può cambiare il corso degli eventi.

swissinfo: La Nazionale svizzera di calcio le è piaciuta?

M.B.: Sì, molto. E' una bella squadra, giovane, che gioca un buon calcio. Si inserisce in un ciclo positivo che sta continuando da diversi anni e ciò fa ben sperare. Sono convinto che i margini di crescita e di rafforzamento siano molti. Dobbiamo essere orgogliosi di questa Nazionale, davvero.

swissinfo, Françoise Gehring

Fatti e cifre

L'arbitro ticinese ha diretto 3 partite dei Mondiali di calcio 2006.
Nelle qualificazioni per la Coppa del Mondo aveva diretto 6 incontri.
E' il dodicesimo arbitro svizzero ad essere stato selezionato per i Mondiali.
Nel maggio 2006 è stato premiato dalla Lega svizzera di football come arbitro dell'anno.

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In breve

Massimo Busacca è stato selezionato insieme ad altri 25 arbitri per dirigere gli incontri del Campionato del mondo di Germania 2006.

Ha diretto le partite di qualificazione tra Spagna e Ucraina, Svezia e Inghilterra e l'ottavo di finale tra Messico e Argentina.

Torna in Ticino con un bagaglio pieno di tanti ricordi e un bilancio professionale e personale indubbiamente gratificante.

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