Importazioni in caduta libera

In calo soprattutto le importazioni da USA, Canada e Giappone Keystone

Il rallentamento della congiuntura mondiale ha inciso profondamente in novembre sull'andamento del commercio estero della Svizzera. In calo del 13,5% le importazioni.

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 dicembre 2001 - 12:46

Il rallentamento della congiuntura mondiale ha inciso profondamente in novembre sull'andamento del commercio estero della Svizzera. In calo del 13,5% le importazioni.

Il clima economico mondiale non è dei migliori al momento, e lo si vede anche delle statistiche sul commercio estero della Svizzera. Le importazioni sono in caduta libera - si registra infatti la più forte contrazione dal gennaio 1993 - mentre la diminuzione delle esportazioni è stata meno marcata.

Le importazioni sono scese del 13,5 per cento a 10,48 miliardi di franchi. Al netto della variazioni valutarie il calo è stato del 13,3 per cento, ha indicato venerdì il dipartimento delle finanze.

Le esportazioni sono diminuite del 3,7 per cento (in termini reali: 2,2), calando a 11,47 miliardi. In ottobre era stato registrato un aumento in termini nominali del 4,7 per cento. La bilancia commerciale ha chiuso con un'eccedenza di 986,2 milioni di franchi.

Riduzione delle importazioni da oltre oceano

La riduzione delle relazioni commerciali svizzere ha interessato maggiormente USA, Canada e Giappone rispetto ai paesi dell'Unione europea. A titolo d'esempio, le esportazioni verso gli Stati Uniti sono calate di un quarto; quelle con i Quindici solo dell'1,3 per cento, ma il dato si fa più incisivo per quanto riguarda Germania e Francia, i partner commerciali più importanti.

In controtendenza la Russia, verso la quale le esportazioni sono raddoppiate, e i paesi petroliferi. Analoga l'evoluzione geografica sul fronte delle importazioni: quelle dagli Stati Uniti sono calate di un terzo, mentre quelle dagli stati UE sono diminuite in modo meno marcato.

Bilancio annuale ancora positivo

Tenendo conto di tutti i primi undici mesi dell'anno si registra ancora una crescita, complice la congiuntura più sostenuta del primo semestre. Le importazione sono aumentate del 2,4 per cento raggiungendo 121,0 miliardi di franchi. Le esportazioni sono invece salite del 5,2 per cento a 122,5 miliardi di franchi. L'eccedenza risulta di 1,435 miliardi di franchi.

Brutto segno per il futuro immediato

I dati pubblicati venerdì sul commercio estero sono una prova del netto rallentamento congiunturale a livello mondiale e un brutto segno per l'immediato futuro economico, ha commentato Hanspeter Hausherr, economista dell'UBS-Warburg.

Il forte rafforzamento del franco svizzero dopo gli attentati dell'11 settembre sta lasciando tracce nette. La forte diminuzione delle importazioni si spiega anche con il fatto che le industrie rinunciano a dotarsi di scorte eccessive.

Nei prossimi mesi ciò avrà conseguenze sulle esportazioni, ha detto Hausherr, soprattutto se il franco continuerà a rimanere su livelli alti. A suo avviso le cifre rese note dal Dipartimento delle finanze fanno inoltre pensare che il punto più basso della congiuntura non sia ancora stato raggiunto. Lo sarà forse nel primo trimestre 2002.

swissinfo e agenzie

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