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L'addio di Ginevra al paladino dei diritti umani

Il feretro di de Mello lascia la chiesa di Saint Paul tra la commozione generale

(Keystone)

I funerali di Sergio Vieira de Mello, inviato speciale delle Nazioni Unite a Ginevra.

De Mello era stato ucciso la scorsa settimana in un attacco terroristico contro il quartier generale dell’ONU a Bagdad, nel quale erano morte altre 22 persone.

«L’incomprensibile attacco del 19 agosto ha ucciso nostro padre e molti dei suoi colleghi… gli assassini però non sono riusciti ad annientarlo, perché il suo esempio e i suoi ideali continuano a vivere in ognuno di noi». Con queste parole Laurent, uno dei due figli di de Mello, ha aperto la cerimonia funebre.

In molti per l’ultimo addio

La chiesa di Saint Paul a Ginevra, con i suoi 500 posti, era troppo piccola per contenere tutte le persone che hanno voluto dare l’ultimo addio a de Mello.

Alle esequie del 55enne brasiliano, che ha trascorso gran parte della sua vita professionale alla sede di Ginevra erano presenti Nane Annan, moglie del segretario generale dell’ONU, il presidente della Croce Rossa Jakob Kellenberger, il sindaco di Ginevra, il presidente cantonale e innumerevoli altre personalità provenienti dal Brasile e dalle file dell’ONU.

Un’eredità da raccogliere

Tra gli intervenuti c’era anche Ramos Horta, ministro degli esteri di Timor Est, paese che deve molto al lavoro di de Mello. «Sono venuto in nome di tutto il popolo di Timor Est, del mio presidente e del primo ministro» ha raccontato Horta a swissinfo. «Sono qui in veste ufficiale per dire addio a Sergio, ma sarei venuto comunque, anche come semplice individuo. Nulla avrebbe potuto impedirmi di essere a Ginevra».

Un avviso, quello di Horta, condiviso da molta gente comune che ha voluto rendere omaggio a de Mello. Una donna è venuta espressamente da Parigi per onorare la memoria di un uomo che rispettava.

L’eredità morale e umana di Sergio Vieira de Mello non è certo facile da raccogliere, ma è necessario che ciò venga fatto. «Dobbiamo superare l’indignazione e guardare al futuro con speranza», ha detto Adrien. «Mio padre avrebbe voluto così».

L'onore del "Cimitero dei re"

Dopo le esequie ufficiali Vieira de Mello è stato sepolto in forma privata al “Cimitero dei re” di Ginevra, dove giacciono anche il riformatore protestante Calvino e lo scrittore Jorge Luis Borges.

In un primo tempo i funerali avrebbero dovuto svolgersi nella località di confine francese di Thonon-les-Bains, dove vive la famiglia.

Le autorità ginevrine hanno tuttavia invitato i familiari a seppellire de Mello nel “Cimitero dei re”, riservato alle personalità che hanno segnato la storia svizzera o internazionale.

Una vocazione umanitaria

Vieira de Mello aveva iniziato a lavorare per le Nazioni Unite nel 1969 all’Alto commissariato per i rifugiati, a Ginevra. Aveva poi collaborato con l’organizzazione nell’ambito di operazioni umanitarie e di pace nel Bangladesh, in Sudan, a Cipro, nel Mozambico, in Perù e in altre regioni del mondo.

Nel corso della sua carriera “Sergio”, come lo chiamava la maggior parte dei dipendenti dell’ONU, si era guadagnato la fama di mediatore capace ma contemporaneamente anche di uomo brioso, affabile e paziente.

Molti colleghi di lavoro vedevano in lui già il futuro segretario generale dell’ONU. “Per tutta la sua vita Sergio ha lavorato in campo umanitario in regioni difficili”, spiega a swissinfo Elena Ponomareva, responsabile delle relazioni pubbliche alle Nazioni Unite, “e tutti noi ne abbiamo sempre apprezzato le qualità umane e professionali”.

“Era sempre molto occupato”, continua Elena Ponomareva, “ma trovava il tempo per salutare tutti e perfino per ricordarsi i loro nomi. Non importava se erano alti dirigenti o addetti alle pulizie”.

Nel settembre del 2002 Vieira de Mello era stato nominato Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani. Lo scorso maggio il segretario generale dell’ONU, Kofi Annan, lo aveva dispensato per quattro mesi affinché potesse recarsi in Iraq per sostenere gli sforzi dell’organizzazione internazionale nella regione.

Ed è proprio lavorando in terra irachena che de Mello ha trovato la morte, nell’attacco suicida del 19 agosto scorso.

swissinfo, Anna Nelson, Ginevra
(Traduzione: Elena Altenburger)

In breve

L’inviato speciale dell’ONU in Iraq, Sergio Vieira de Mello, è stato sepolto giovedì al “Cimitero dei re” di Ginevra.

Il 55enne brasiliano era stato ucciso la settimana scorsa, con altre 22 persone, durante un attacco terroristico contro il quartier generale delle Nazioni Unite a Bagdad.

Vieira de Mello, che aveva iniziato a lavorare per l’ONU nel 1969, aveva trascorso gran parte della sua vita professionale a Ginevra.

Numerose personalità onusiane e rappresentanti delle autorità ginevrine hanno espresso il loro cordoglio alla vedova e ai due figli nel corso della cerimonia svoltasi alla Chiesa di Saint Paul a Ginevra.

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