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Quando i ricercatori portano la scienza tra la gente

L'ingresso della mostra sull'era glaciale a Thun. Christian Raaflaub/swissinfo.ch

Con la mostra itinerante Ice Age Panorama, l'università di Neuchâtel entra nei centri commerciali per avvicinare la popolazione alla scienza. Un approccio poco diffuso in Svizzera, soprattutto nel campo dell'archeologia. Ma funziona davvero?

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 settembre 2018 - 13:37
Christian Raaflaub, Thun

Qual è il più grande animale che veniva regolarmente cacciato in Svizzera 15'000 anni fa? Il cavallo selvatico, il mammut o l'orso? Questa è una delle dieci domande sulle ultime scoperte scientifiche relative all'era glaciale, sottoposte al pubblico dell'esposizione Ice Age Panorama in un centro commerciale di Thun, nel canton Berna.

La mostra è allestita all'ingresso del tempio dello shopping e porta il motto "Incontro tra scienza e società". Incuriosita, una mamma si avvicina col figlio all'installazione, mentre una giovane ricercatrice le consegna una matita e un foglio con le domande del quiz. Insieme, madre e figlio cercano di trovare le risposte giuste, dissimulate nei testi e nelle immagini dell'esposizione.

I pannelli della mostra sono disposti a cerchio e ricordano i grandi panorami del XIX secolo. "Sono i predecessori del cinema, grazie ai quali le conoscenze storiche sono state trasmesse a un vasto pubblico in tutta Europa", spiega l'organizzatrice della mostra Denise Leesch, collaboratrice scientifica all'università di Neuchâtel.

Sostenuta dal Fondo nazionale per la ricerca scientifica, l'esposizione ha già fatto il giro di diversi centri commerciali della Svizzera tedesca e francese e proseguirà il suo viaggio almeno fino alla fine dell'anno.

La scienza sul banco di prova

2018 - Anno del patrimonio culturale

La mostra "Ice Age Panorama" s'inserisce nell'ambito delle manifestazioni organizzate in Svizzera per l'Anno europeo del patrimonio culturale.

L'obiettivo dichiarato dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell'Ue è di promuovere il patrimonio come elemento centrale della diversità culturale e del dialogo interculturale, valorizzare le migliori pratiche di conservazione e salvaguardia del patrimonio e sviluppare la conoscenza e la diffusione della cultura e della storia dei popoli europei.

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In Svizzera, questa forma di trasferimento delle conoscenze è nuova, per lo meno nel campo dell'archeologia, afferma Leesch. "In Giappone, invece, è molto diffusa. In quasi tutti i centri commerciali, anche quelli più piccoli, ci sono mostre di questo tipo".

"Con Ice Age Panorama vogliamo vedere come va, se la gente si diverte". Inoltre, una mostra itinerante permette di attirare un pubblico che non visita regolarmente i musei, spiega Leesch.

Finora il bilancio è positivo, secondo la collaboratrice scientifica dell'università di Neuchâtel. "Le persone recitano un po' la parte dei ricercatori. E nessuno sente la mancanza di uno schermo tattile!".

"Un compito importante"

Per le università svizzere, l'interazione con il pubblico è un compito importante, sottolinea Martina Weiss, segretaria generale dell'organizzazione ombrello Swissuniversities. "Gli atenei svolgono un mandato di servizio pubblico, per il quale ricevono i finanziamenti adeguati. Anche per loro è quindi importante informare il pubblico sulle attività svolte, come nell'ambito della mostra organizzata nei centri commerciali dall'università di Neuchâtel".

L'iniziativa è vista di buon occhio anche dall'Associazione dei musei svizzeri (ASM), per la quale le esposizioni rivolte a un pubblico ampio, anche al di fuori di un'istituzione preposta, sono benvenute. La sua segretaria generale, Catherine Schott, rileva però l'importanza che "progetti di questo tipo non vadano a scapito dei musei, ma continuino a rappresentare un'offerta complementare".

Come si cacciava durante l'era glaciale? I reperti archeologici indicano che all'epoca i cacciatori usavano il principio della leva per scagliare i loro giavellotti. Christian Raaflaub/swissinfo.ch

Stereotipi obsoleti

All'esposizione Ice Age Panorama, il pubblico ha dunque l'opportunità di avvicinarsi alla scienza, ma anche di andare oltre i cliché.

"È una mostra senza mammut e senza tigri dai denti a sciabola, ma con animali che esistevano per davvero 15'000 anni fa nel territorio che oggi corrisponde alla Svizzera e i cui resti si ritrovano regolarmente nei siti archeologici. In questo modo il pubblico impara a conoscere animali che non aveva mai visto prima", afferma Leesch. Un esempio? Lo scoiattolo che assomiglia a una piccola marmotta e viveva nelle steppe.

Ma qual era poi l'animale più cacciato durante l'era glaciale in Svizzera? Gran parte del pubblico sembra sorpreso. "Era il cavallo selvatico e non il mammut!", risponde Leesch.

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