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L'ambasciatore israeliano respinge le critiche svizzere

Secondo l'ambasciatore israeliano, la responsabilità dell'esplosione di violenza in Medio oriente va attribuita unicamente ai palestinesi

(Keystone Archive)

Il rappresentante dello Stato ebraico a Berna dichiara di capire, ma non accettare la posizione del Consiglio federale sul conflitto in Medio oriente.

In un'intervista concessa al SonntagsBlick, Yigal Antebi ha detto di essere stato "colpito" dalle critiche espresse dal governo svizzero in seguito all'intervento delle forze armate israeliane nei Territori palestinesi. L'ambasciatore ha affermato di poter capire, ma non accettare, la reazione delle autorità elvetiche.

Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) aveva convocato martedì l'ambasciatore Antebi per chiedere al governo israeliano di ritirare immediatamente il proprio esercito dai Territori palestinesi e di ridare la libertà di movimento al presidente palestinese, Yasser Arafat. Il giorno dopo il DFAE aveva dichiarato che la Svizzera sta riesaminando le relazioni con Israele, in particolare la cooperazione militare e l'importazione di beni israeliani, poiché l'escalation della violenza ha creato «una nuova situazione».

Esistono alcuni problemi tra Svizzera e Israele

L'ambasciatore israeliano ha detto di aver spiegato le sue ragioni al segretario di Stato Franz von Däniken, senza tuttavia fornire precisazioni alla testata domenicale zurighese. Nell'intervista, Antebi ha sottolineato che il suo paese si trova in uno stato di emergenza. Pur ammettendo che vi sono alcuni problemi fra Svizzera e Israele, non bisogna comunque "confondere le relazioni tra i due paesi e la situazione in Medio oriente"

Il rappresentante israeliano non crede che Berna interromperà effettivamente la collaborazione militare, ritiene invece che i rapporti tra Svizzera e Israele si normalizzeranno in breve tempo. Antebi ha aggiunto che il suo governo farà tutto il possibile per continuare ad avere il sostegno di Berna.

Nessun sbaglio da parte israeliana

Riguardo alla distruzione da parte dell'esercito israeliano degli uffici di statistica palestinesi a Ramallah, cofinanziati dalla Svizzera, l'ambasciatore israeliano a Berna ha detto che «si tratta solo di una casa» e che questo edificio «è stato soltanto danneggiato e non distrutto». A suo avviso, le autorità israeliane non dovranno rispondere dei danni.

Sempre secondo Antebi, Israele non ha commesso nessun sbaglio in questo conflitto. La responsabilità va attribuita ad Arafat. Il governo di Ehud Barak, che ha preceduto quello attuale guidato da Sharon, aveva fatto «concessioni molto generose» ai palestinesi. Da parte loro, i palestinesi non hanno soltanto respinto le proposte israeliane, ma hanno addirittura intensificato le attività terroristiche in tutte le regioni di Israele.

Prossima iniziativa svizzera

Sempre secondo il Sonntagsblick, la Svizzera presenterà prossimamente un'iniziativa diplomatica allo scopo di spingere israeliani e palestinesi a rispettare il diritto umanitario internazionale. Contattato dal settimanale zurighese, il capo della direzione politica del DFAE, Blaise Godet, ritiene che solo in questo modo si possono portare entrambe le parti al tavolo dei negoziati.

Godet ribadisce inoltre che il Consiglio federale sta riesaminando i rapporti con Israele: in particolare si prevede di rinunciare all'acquisto di armi e di limitare la collaborazione nell'ambito della formazione militare.

swissinfo e agenzie


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