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L'enigma dei primi europei

Le dimensioni del teschio scoperto in Georgia sono diverse da quello che si aspettavno i ricercatori (foto: Istituto di antropologia di Zurigo)

Una scoperta svizzera riscrive la storia dei nostri antenati venuti dall'Africa. Non l'intelligenza, ma il caso, permise ai primi ominidi di sopravvivere.

Un milione e ottocentomila anni fa, i nostri antenati lasciarono per la prima volta il continente africano e migrarono verso l'Europa e l'Asia alla ricerca di nuovi territori da colonizzare. Ma chi erano questi ominidi? Individui evoluti, capaci di adattarsi a condizioni ambientali diverse grazie alla loro intelligenza, o esseri primitivi, a malapena umani?

Gli esperti ritenevano che i nostri progenitori avessero raggiunto un discreto livello evolutivo prima di abbandonare l'Africa, che appartenessero alla specie Homo erectus e fossero dotati di un cervello di grosse dimensioni, caratteristica indispensabile per assicurare la sopravvivenza dei primi coloni europei, emigrati in un ambiente così diverso da quello originario.

Ossa vecchie di un milione e 750 mila anni

Ora, però, la scoperta di due ricercatori dell'Università di Zurigo ha cambiato le carte in tavola e ha riscritto la storia dei nostri antenati. Un gruppo internazionale di paleoantropologi ha portato alla luce a Dmanisi, in Georgia, il teschio e la mandibola di un ominide vissuto un milione e settantacinquemila anni fa, uno dei primi abitanti del nostro continente.

I reperti erano conservati in ottime condizioni e circondati da resti fossili di mammiferi e da primitivi manufatti di pietra. Christoph Zollikofer e Marcia Ponce de León, dell'istituto di Antropologia dell'Università di Zurigo, hanno esaminato le strutture anatomiche interne del teschio servendosi della tomografia computerizzata e hanno stabilito che l'ominide possedeva un cervello di circa 600 centimetri cubi, ben più piccolo del cervello dell'Homo erectus, che in media ha un volume di 800 centimetri cubi.

Un cervello sottosviluppato

Il teschio trovato a Dmanisi apparteneva a un individuo giovane ed estremamente gracile. Le sue caratteristiche fisiche somigliano a quelle dei più primitivi esemplari africani di Homo erectus, ma le dimensioni del cervello sono paragonabili a quelle dell'Homo habilis, antenato dell'Homo erectus.

Sulle pagine della rivista Science, gli autori della scoperta hanno formulato un'ipotesi rivoluzionaria: i primi ominidi che dall'Africa si spostarono in Europa non avevano ancora sviluppato tutte le caratteristiche proprie dell'Homo erectus. Il loro sviluppo intellettivo, in particolare, era simile a quello del più primitivo Homo habilis. Non è stato il cervello a garantire loro la sopravvivenza. Piuttosto, sono sopravvissuti malgrado la loro scarsa intelligenza.

Maria Cristina Valsecchi


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