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L'EPFL vuole entrare nella top ten delle scuole

Claude Haigneré, Pascal Couchepin e Patrick Aebischer riuniti per i 150 anni del politecnico di Losanna

(Keystone)

Il politecnico federale di Losanna (EPFL) festeggia quest'anno i 150 di vita. Già ben quotato a livello mondiale, l'istituto losannese mira ancora più in alto.

Patrick Aebischer, rettore dell'EPFL, ne ha parlato con Marc-André Miserez.

Dall'arrivo di Patrick Aebischer, all'EPFL le cose stanno cambiando in fretta, anche se il ricercatore in neuroscienze non ritiene di essere un rivoluzionario. Entrato in funzione il 17 marzo 2002, Aebischer, 48 anni, è il primo rettore a non provenire direttamente dalle fila dell'istituto losannese.

Dapprima chirurgo, poi ricercatore e professore all'Università Brown di Providence (Usa), al suo ritorno in Svizzera Patrick Aebischer è tra i fondatori di Modex, una start-up specializzata in prodotti dermatologici derivati dalle biotecnologie.

In tre anni passati in veste di direttore, Aebischer ha già raggruppato i 12 dipartimenti della scuola in 5 facoltà - per meglio sfruttare le sinergie -, riportato gli studenti di architettura al campus di Ecublens e accolto la sezione di chimica dell'Università (in attesa che si aggiungano anche quelle di fisica e matematica).

E l'anno prossimo l'EPFL dovrebbe portare a termine la fusione con l'Istituto svizzero di ricerca contro il cancro (ISREC), anch'esso riconosciuto a livello internazionale.

swissinfo: Patrick Aebischer, lei ha manifestato l'intenzione di fare del politecnico di Losanna una delle dieci migliori scuole tecniche al mondo...

Patrick Aebischer: È sempre difficile voler fare delle classifiche. Però possiamo dire che già oggi siamo in «Champions League». Ci sono diversi studi che hanno valutato le 5000 migliori scuole al mondo, e l'EPFL è tra le prime 100.

Ciò detto, il nostro obiettivo è di migliorare in continuazione. Non si può dormire sugli allori. Così come non si può dimenticare che una delle nostre missioni consiste nell'assicurare il collegamento con l'economia, nel contribuire al benessere socioeconomico della popolazione.

swissinfo: I mezzi sono adeguati alle ambizioni?

P. A.: Al momento abbiamo un problema. Il nostro successo richiama molti studenti. Oggi sono il 50% in più rispetto a dieci anni fa e il loro numero aumenta fino al 10% l'anno. I finanziamenti federali, per contro, marciano sul posto.

Credo che il Paese debba fare uno sforzo maggiore. Per l'EPFL, ma anche, più in generale, per tutto il sistema della formazione e della ricerca.

swissinfo: A questo proposito la fondazione Avenir Suisse ha suonato il campanello d'allarme. Alla Svizzera manca la capacità d'innovare e il numero dei brevetti depositati è in calo...

P. A.: Il problema è piuttosto complesso. Ci sono diversi indicatori della qualità scientifica di un Paese. A livello di pubblicazioni, per esempio, la Svizzera sta piuttosto bene, anche se sta per essere raggiunta da altre nazioni che investono maggiormente nella formazione e nella ricerca.

Effettivamente, se non si continuerà ad investire in modo importante, c'è il rischio di perdere competitività a livello internazionale.

Per quanto riguarda i brevetti, ritengo che sia più importante preoccuparsi della loro valorizzazione piuttosto che del loro numero. Quanti brevetti sono veramente utilizzati? Non serve a nulla essere i primi ad annunciare una novità se questa è destinata a finire in quello che io chiamo «il cimitero dei brevetti».

swissinfo: Più della metà dei professori sono stranieri e gli studenti provengono da 80 paesi diversi. Per l'EPFL questo dato rappresenta un arricchimento e una necessità. Il mondo politico l'ha capito?

P. A.: Per raggiungere i nostri obiettivi dobbiamo cercare i professori migliori, che a loro volta attireranno gli studenti migliori. È una dinamica fondamentale.

Rispecchia un po' lo stile Alinghi: una squadra internazionale con base in Svizzera. Il politecnico di Losanna è fondamentalmente svizzero, ma accoglie tutta una serie di culture che fanno la sua forza.

C'è qualcosa di assurdo nel fatto che grazie al denaro pubblico, formiamo delle persone alle quali chiediamo di partire non appena hanno terminato gli studi. Chi desidera rimanere in Svizzera dovrebbe poterlo fare. Queste persone sono le forze di domani.

Ad ogni modo qualcuno partirà. È questo è un bene. Saranno degli ottimi ambasciatori. Non bisogna dimenticare che l'industria svizzera è fondamentalmente un'industria d'esportazione. Di conseguenza avere degli ambasciatori è molto importante.

swissinfo: Che rapporti avete con l'altro politecnico federale, quello di Zurigo?

P. A.: Spesso ci muoviamo nello stesso campo. Nelle tecnologie di punta c'è una certa competizione, ma non è un male. Credo che tutti i monopoli siano pericolosi, compresi quelli che riguardano la ricerca scientifica.

A Losanna, così come a Zurigo, siamo perfettamente coscienti del fatto che è necessario coordinare i nostri sforzi, soprattutto nei settori classici, dove sarebbe necessario poter ricorrere ad una formazione nazionale.

Prendiamo l'esempio dell'energia nucleare: si può essere favorevoli o contrari, resta il fatto che abbiamo la responsabilità nazionale di formare degli ingegneri in grado di far funzionare le centrali. In questo caso collaboriamo.

swissinfo: La guerra in Iraq ha portato alla ribalta armi altamente tecnologiche. A concepirle persone che provengono da istituti come quello losannese...

P. A.: La scienza ha sempre due facce. Una è molto positiva ed è quella che ci piace mostrare.

Ma c'è un altro aspetto, più discutibile, che l'attualità di questi giorni mette in evidenza. Non bisogna però dimenticare che la tecnologia militare, se utilizzata in modo adeguato, significa anche la protezione di un paese.

Ad ogni modo all'EPFL ci rifiutiamo categoricamente di collaborare con dei governi stranieri in ambito militare.

Intervista swissinfo: Marc-André Miserez
(traduzione Doris Lucini)

Fatti e cifre

1853: viene fondata a Losanna la Scuola speciale, il futuro politecnico federale di Losanna
1999: Patrick Aebischer, neuroscienziato, viene nominato alla guida dell'EPFL
2003: l'EPFL conta cira 6000 studenti di 80 nazionalità diverse

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In breve

Il 29 marzo 2500 persone hanno partecipato alla cerimonia che dava il via ai festeggiamenti per i 150 anni del politecnico federale di Losanna.

Tra gli ospiti l'astronauta francese Claude Haigneré, ministra delegata alla ricerca; Pascal Couchepin, presidente della Confederazione; John Hennessy, rettore dell'Università di Stanford; Jacques Rogge, presidente del Comitato olimpico internazionale; l'aerostata Bertrand Piccard e lo skipper d'Alinghi Russel Coutts.

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