Navigazione

Saltare la navigazione

Funzionalità principali

L'impegno della scuola ticinese

Dalle scuole ticinesi anche il progetto di una mostra itinerante su razzismo e diritti umani

(swissinfo.ch)

Ricordare gli orrori del passato ma anche riconoscere le attuali forme di razzismo e le discriminazioni. Per Diego Erba è un lavoro che non si esaurisce in un giorno.

Il capo della Divisione scuola del Dipartimento dell'educazione del canton Ticino illustra a swissinfo l'importanza della Giornata cantonale della memoria.

swissinfo: In un momento dove la storia dell'umanità sembra avere la memoria corta - le tragedie nella ex Jugoslavia risalgono a poco più di una decina di anni fa e sembrano lontane- quale contributo può dare la scuola nello sviluppo di una coscienza storica duratura e collettiva?

Diego Erba: Negli ultimi anni non sono mancati gli appelli alla memoria collettiva e al dovere di commemorare. Ci si potrebbe interrogare su questo bisogno e ritenere che i continui riferimenti alla memoria, anzi alle memorie, potrebbero paradossalmente nascondere anche la paura dell'oblio e dell'amnesia collettiva.

Molti giovani sono cresciuti o stanno crescendo in una sorta di presente permanente, senza un rapporto organico con il passato.

Oggi le sollecitazioni sono così frequenti e continue da comportare - quasi inevitabilmente - il rischio della superficialità e dell'approssimazione. Da questo punto di vista la scuola ha un compito impegnativo: contribuire allo sviluppo di una coscienza storica collettiva.

Del resto è noto che l'ignoranza del passato può facilmente portare all' indifferenza, al giudizio frettoloso, al luogo comune, addirittura al pregiudizio. Una ragione in più per riflettere su queste tematiche, ma non solo nella scuola.

swissinfo: Per molti giovani gli anni dell'orrore nazista sono davvero molto lontani. Quanto è importante affidare alla scuola momenti di riflessioni non solo sulla Shoah, ma anche sul razzismo e le violazioni dei diritti dell'essere umano?

D.E.:Ricordo la sensazione di inadeguatezza provata da Primo Levi quando diceva che illustrare la sua tragica esperienza nel lager ai giovani gli risultava sempre più difficile, perché percepiva il rischio di non essere ascoltato.

Lo studio della storia, e più in generale delle materie umanistiche, dovrebbe evitare che lo scorrere del tempo comporti l' incomprensione o la dimenticanza del passato. E` inevitabile che i fatti si allontanino dalle giovani generazioni e che perdano forza evocativa.

Questo fatto comporta però anche il vantaggio di guardare al passato con una nuova prospettiva e di interrogarlo alla ricerca di interpretazioni che sappiano renderlo vivo e attuale.

La scuola é luogo privilegiato per una conoscenza che non sia puramente meccanica o nozionistica, ma che sia soprattutto occasione di comprensione critica prima che di giudizio.

Rispetto alle offerte medianiche, e più in generale del mondo dell'informazione, la scuola deve sforzarsi di approfondire i temi di studio, privilegiare l'analisi, la riflessione, il confronto critico.

L'obiettivo primario resta la crescita culturale e la formazione civile dei giovani affinché possano realizzare sempre più – come dice la nostra legge – le istanze di giustizia e di libertà .

swissinfo: Se lei dovesse spiegare a un adolescente perché è importante non dimenticare gli errori e gli orrori della storia, che cosa gli direbbe?

D.E.: Non so se l'insegnamento della storia serva a non ripetere errori già commessi, ma può sicuramente suggerire ad un giovane, ed il secolo scorso si è dimostrato esemplare da questo punto di vista, che i valori preziosi sono una conquista e che la loro salvaguardia comporta impegno e responsabilità.

Il fatto , ad esempio, che in un passato non così lontano la follia nazista abbia prevalso sull'atteggiamento razionale e che complici decisivi di questo successo siano stati l'indifferenza, l'ignoranza, anche volontaria, e la passività, dovrebbe agire da monito.

Ecco un messaggio da trasmettere ad un giovane per stimolarlo a dare un senso alla memoria del passato. Resto convinto che la conoscenza è un antidoto alla dimenticanza.

La cronaca di ogni giorno non è esente dal proporci situazioni in cui viene meno il rispetto delle idee e delle persone . Fare in modo che i nostri giovani siano consapevoli di questi fatti è compito di tutti coloro che credono nella forza degli ideali democratici e nella tolleranza. Di certo non è un impegno che si esaurisce in un giorno.

swissinfo, Françoise Gehring, Bellinzona

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

×

In evidenza