L'ONU disapprova l'inasprimento della legge sull'asilo

I richiedenti l'asilo devono presentarsi in uno dei quattro centi di accoglienza Keystone

L'Alto commissariato ONU per i rifugiati (UNHCR) ha duramente condannato i progetti del governo svizzero volti ad inasprire la legge sull'asilo, in votazione il prossimo 24 settembre.

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 settembre 2006 - 10:01

L'agenzia dell'ONU ha ripetutamente criticato la riforma della legge sin dalla procedura di consultazione, avviata nel 2004. Per l'UNHCR non vi sono dubbi: è contraria alle Convenzioni di Ginevra del 1951.

L'Alto commissariato dell'ONU, che nel corso di questi ultimi due anni ha già avuto modo di esporre le ragioni del proprio dissenso, ha dichiarato questo mese che non intende prendere parte alla campagna organizzata dagli oppositori della legge.

"Le posizioni assunte dall'UNHCR – ha spiegato a swissinfo Hans Lunshof, responsabile delle relazioni con la Svizzera – sono pubbliche, attuali e consultabili da tutti".

Le proposte del consiglio federale contemplate nella nuova legge sull'asilo prevedono la soppressione dell'aiuto sociale ai richiedenti respinti e raddoppia il periodo massimo di detenzione in attesa di un rinvio forzato (2 anni). Chi non può esibire dei documenti di identità può inoltre essere espulso nel giro di 48 ore.

La revisione della legge prevede inoltre di escludere l'ammissione per motivi umanitari. Più facili invece il ricongiungimento famigliare e l'accesso al mercato del lavoro in caso di ammissione provvisoria.

Contro questi cambiamenti, approvati dalle Camere federali lo scorso mese di dicembre, è stato lanciato con successo un referendum sostenuto principalmente da una coalizione di sinistra, dalle chiese, da gruppi e organizzazioni attive in campo umanitario. Contro la legge si è però pure schierato un comitato borghese.

Sul tappeto molteplici riserve

Già ai tempi della precedente riforma della legge sull'asilo, avvenuta nel 2004, l'Alto commissariato ONU per i rifugiati aveva già espresso le proprie riserve nell'ambito della procedura di consultazione.

In quell'occasione l'agenzia delle Nazioni Unite aveva fatto notare che il progetto di legge preparato dall'Ufficio federale di giustizia era contrario - tanto nello spirito quanto nella sostanza - alla Convenzione di Ginevra del 1951 per la protezione dei rifugiati.

Nel settembre dello scorso anno, quando i due rami del Parlamento svizzero avevano approvato il nuovo testo delle legge sull'asilo, l'UNHCR aveva manifestato la propria inquietudine.

"Come non esprimere il nostro disappunto: malgrado la continua flessione del numero dei richiedenti l'asilo in pochi anni – aveva detto a suo tempo Ron Redmond, portavoce dell'UNHCR – è stata adottata una nuova legge che inasprisce la procedura d'asilo mettendo in difficoltà i veri rifugiati".

L'organizzazione delle Nazioni Unite, aveva aggiunto, era molto preoccupata perché con le nuove disposizioni i richiedenti l'asilo dovevano essere in grado di presentare dei documenti di viaggio validi o dei documenti di identità. Una restrizione considerata inammissibile.

"La mancanza di documenti di identità è chiaramente contemplata nella Convenzione del 1951, poiché non si tratta affatto – aveva sottolineato Ron Redmond – di un fatto inusuale. Le misure svizzere sono pertanto tra le più severe in Europa".

La Convenzione per la protezione dei rifugiati

La violazione della Convenzione di Ginevra è del resto uno degli argomenti chiave di Amnesty International, membro della "Coalizione per una Svizzera umanitaria" che si batte a livello nazionale contro l'inasprimento della legge.

"Le nuove disposizioni di legge secondo cui un richiedente l'asilo deve presentare entro 48 ore dei documenti validi, si spinge davvero troppo lontano. Sappiamo perfettamente – spiega il portavoce Jürg Keller – che il 40% della popolazione mondiale non possiede documenti di identità e che le persone in fuga dalle persecuzioni non possono, semplicemente, averne".

Secondo Amnesty International questa misura espone i richiedenti d'asilo rinviati verso i rispettivi paesi a rischi di tortura e di incarcerazione. In base alle cifre dell'organizzazione umanitaria, questo succede otto volte su dieci.

"Spero che la gente si renda conto che gli argomenti sugli abusi sono pura strumentalizzazione. Gli abusi – aggiunge Keller - sono molto minori rispetto a quanto non sostengano i partiti di centro-destra. Non è davvero questo il punto. Il vero problema è che si rimpatriano persone, esponendole così al pericolo, che hanno bisogno della nostra protezione".

La Croce Rossa svizzera, che non è membro della "Coalizione per una Svizzera umanitaria", ha pure adottato una linea molto dura nei confronti della nuova legge. E per la prima volta nella sua storia, ha espresso il proprio parere con delle inserzioni pubblicitarie sulla stampa nazionale.

Beat Wagner, responsabile della comunicazione, ha dichiarato a swissinfo che l'approvazione, da parte dell'elettorato elvetico, di una legge così severa, comporterà indubbiamente l'aumento di casi disperati. Ha inoltre aggiunto che molti richiedenti l'asilo respinti non osano neppure chiedere l'aiuto di urgenza per paura di entrare in contatto con le autorità e di essere espulsi o incarcerati.

swissinfo, Adam Beaumont
(traduzione e adattamento dall'inglese Françoise Gehring)

In breve

Anche in passato l'Alto commissariato ONU per i rifugiati aveva subito condannato l'inasprimento delle leggi sugli stranieri e sull'asilo.

Nel 2003, prima delle elezioni federali, l'agenzia dell'ONU aveva apertamente criticato la campagna xenofoba dell'UDC, rea di alimentare i pregiudizi sugli stranieri attraverso provocatorie inserzioni pubblicitarie. Per tutta risposta l'UDC aveva invitato l'UNHCR a non mettere il naso nelle faccende interne della Svizzera.

Nel 2004 l'agenzia dell'ONU aveva poi criticato i progetti del ministro della giustizia Christoph Blocher che voleva allestire dei campi profughi all'estero per contenere l'afflusso dei richiedenti l'asilo.

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Fatti e cifre

Dall'ultima revisione della legge sull'asilo, nell'aprile del 2004, il numero dei richiedenti l'asilo è diminuito del 12,5%.
Da allora i richiedenti l'asilo respinti hanno potuto contare solo sull'aiuto d'urgenza.
L'anno scorso sono stati respinti 2 mila 235 richiedenti l'asilo, contro i 4 mila 450 nel 2004.

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