L'oro nel piatto

Il riso dorato è un OGM arricchito in provitamina A e ferro. fbae.org/swissinfo

I sostenitori dell’invenzione parlano di una pietra miliare nella storia dell’ingegneria genetica, gli oppositori di una falsa promessa.

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 giugno 2004 - 16:14

Nell’anno internazionale del riso 2004, la diatriba si infiamma attorno al Golden rice, il riso transgenico.

“Si tratta di una frode intellettuale!”, sbotta l’addetto stampa della sezione romanda di Greenpeace Clément Tolusso.

“Ci sono vari approcci possibili. Il riso transgenico può rappresentare una valida soluzione”, afferma invece Rainer Holzinger, collaboratore presso l’Istituto di scienze vegetali del Politecnico federale di Zurigo.

La controversia tra chi difende le proprietà del riso dorato o Golden rice e chi condanna il suo utilizzo in quanto organismo geneticamente modificato (OGM) è aperta.

Ma che cos’è il riso dorato? E che cosa sono esattamente gli OGM?

Un salto in laboratorio

Per parlare di OGM bisogna indossare il classico camice bianco ed entrare in un laboratorio. Si tratta infatti di un organismo il cui materiale genetico è stato modificato con tecniche di biotecnologia, in modo diverso da quanto avviene in natura.

L’ingegneria genetica prevede l’inserimento di geni appartenenti ad una specie, nel corredo cromosomico di un’altra, allo scopo di migliorare alcune caratteristiche di piante ed animali. Il Golden rice è il frutto di una di queste modifiche.

Vitamina A e ferro

Nel 2000, un gruppo di ricercatori del Politecnico di Zurigo è riuscito a trasmettere al chicco di riso la capacità di produrre un precursore della vitamina A e ferro.

Il Golden rice è quindi un riso arricchito che, secondo i suoi creatori, rappresenta un passo importante nella lotta contro la malnutrizione.

Nei paesi del Terzo Mondo, dove milioni di persone si nutrono prevalentemente di riso, la deficienza di vitamina A e ferro costituisce un grave problema. Questi componenti fondamentali della nutrizione sono da ricercare in alimenti di origine animale, nella frutta o nei legumi. Prodotti non sempre disponibili per la gente più povera.

La carenza di questi micronutrienti – che può provocare anemie, danni alla vista o un indebolimento del sistema immunitario - è una delle cause degli alti livelli di mortalità e infermità tra le donne ed i bambini dei paesi in via di sviluppo.

I ricercatori credono che, di dorato, il riso alla provitamina A non abbia solo il colore, ma anche le prospettive future.

“L’idea del Golden rice è quella di proporre un prodotto che possa sopperire almeno in parte a queste mancanze” afferma Holzinger.

Cibo per tutti?

Trovata quindi la soluzione alla fame nel mondo? Neanche per sogno.

Gli oppositori del Golden rice e degli alimenti OGM in generale indagano in tutt’altra direzione.

“La questione non è che non ci sia cibo a sufficienza per tutti. Il problema risiede nell’accessibilità e nello stoccaggio degli alimenti”, dichiara l’esponente di Greenpeace.

Un rapporto dell’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) sulla sicurezza alimentare, conferma che le vere cause della fame e della malnutrizione trovano origine nella povertà e nella difficoltà di accedere alle risorse alimentari. Due aspetti che i cibi transgenici non affrontano.

In pratica, produciamo attualmente più cibo di quanto sia necessario per sfamare tutti gli abitanti del pianeta.

Ma cosa dice la legge?

La regolamentazione che vige in Svizzera in materia di cibi transgenici è meno severa che nell’Unione Europea (UE). Nel nostro paese, solo gli alimenti che contengono più del 1% di OGM devono essere identificati da una scritta sull’imballaggio. Nell’UE la soglia è fissata allo 0,9%.

Siamo quindi sicuri che gli alimenti che compriamo contengono al massimo una piccola percentuale di OGM? Non proprio.

La legge svizzera non considera affatto i componenti alimentari provenienti da culture OGM, come gli oli, i grassi, gli amidi o gli zuccheri.

L’amido di mais transgenico, l’olio di soia o lo zucchero da barbabietola modificati geneticamente, sono venduti in Svizzera senza essere contrassegnati.

Proprietà intellettuale

Il discorso sul Golden rice sconfina anche nel campo della proprietà intellettuale.

Gli oppositori della biotecnologia temono che questi prodotti prendano il posto delle culture tradizionali.

Le varietà create e selezionate dall’ingegneria genetica sono più ricche in nutrimenti e più resistenti. Sono quindi più competitive delle specie presenti in natura.

Trattandosi di prodotti artificiali, la loro paternità spetta alla ditta che ne detiene il brevetto. Le grandi del settore sono la ditta svizzera Syngenta e quella americana Monsanto.

Il Golden rice rischierebbe così di trasformare il riso, da patrimonio delle comunità contadine locali in proprietà intellettuale delle multinazionali.

Per lottare contro questo “appropriamento indebito”, una trentina di organizzazioni non governative asiatiche hanno già scritto numerose lettere di protesta.

Gli agricoltori dei paesi in via di sviluppo, quindi i maggiori beneficiari di queste innovazioni, esprimono la loro resistenza contro un sistema agricolo globalizzato, che serve esclusivamente ai benefici delle grandi multinazionali.

"Non è vero!", rispondono i ricercatori. L’introduzione di OGM non ha per nulla l’intenzione di creare dei monopoli. E soprattutto, non si vogliono cambiare le abitudini dei contadini o imporre nuove tecniche agricole.

La diatriba sugli alimenti modificati geneticamente va avanti. Chissà se un giorno, il discorso sull’ingegneria genetica andrà a toccare, con la stessa veemenza, anche altri campi.

Come quello medico per esempio, dove l’insulina , che permette un vita normale a tanti diabetici, è prodotta a partire dal genoma del maiale. Grazie alla biotecnologia.

swissinfo, Luigi Jorio

In breve

Nel 1991, gruppi di ricerca di Zurigo e di Friburgo (Germania) manipolano geneticamente una varietà da laboratorio di riso giapponese.

Nel genoma del riso vengono inseriti geni provenienti dalla pianta del narciso e da un batterio, al fine di aumentare la produzione di beta-carotene, un precursore della Vitamina A.

I primi campioni del riso modificato geneticamente sono creati nel 2000.

Il riso dorato è attualmente coltivato a titolo sperimentale nelle Filippine e sarà probabilmente messo in commercio tra 3 o 4 anni.

In Svizzera è ammessa la commercializzazione di sette alimenti geneticamente modificati, tra cui il mais e la soia.

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Fatti e cifre

Ogni anno, da 1 a 2 milioni di bambini muoiono a causa della carenza di vitamina A.
500'000 quelli che soffrono di cecità.

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