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Grandi predatori Il lupo non potrà essere cacciato tutto l’anno

Malgrado la pressione dei cantoni di montagna, la caccia al lupo non sarà aperta tutto l’anno. È quanto ha deciso la Camera alta del parlamento, che ha rifiutato due mozioni provenienti dal Vallese.



Dal suo ritorno in Svizzera, il lupo è al centro del dibattito politico. 

Dal suo ritorno in Svizzera, il lupo è al centro del dibattito politico. 

(Keystone)

I timori manifestati dai cantoni di montagna devono essere presi sul serio, ha affermato invano Werner Luginbühl, del Partito borghese democratico (PBD). “Le misure adottate finora per proteggere le greggi ed abbattere i lupi in modo puntuale non funzionano”. Secondo il senatore, ottenere il “via libera” per uccidere un lupo è attualmente troppo complicato ed è necessario intervenire in modo più efficace sulle popolazioni di questo predatore.

La maggioranza del Consiglio degli Stati ha però invitato a mantenere un senso della misura. “Gli animali mangiano gli animali, fa parte della natura”, ha ricordato la ministra dell’ambiente Doris Leuthard.

Il parlamento è stato chiamato a pronunciarsi una dozzina di volte sul lupo, ha criticato dal canto suo il Verde Robert Cramer, denunciando un’agitazione eccessiva e irragionevole. “Ogni anno sono circa 300 le pecore uccise dal predatore, mentre migliaia muoiono nei pascoli per altre ragioni, come incidenti, malattie o mancanza di cure”.

Una caccia aperta tutto l’anno sarebbe d’altronde incompatibile con la Convenzione di BernaLink esterno per la conservazione della vita selvatica e dei suoi biotopi in Europa, ma anche con la Costituzione federale, che prevede la protezione delle specie minacciate, ha ricordato Konrad Graber, del Partito popolare democratico (PPD).

Al termine di un dibattito animato, la maggioranza del Consiglio degli Stati ha respinto le due mozioni, preferendo puntare su una soluzione equilibrata attraverso la revisione della legge sulla caccia, attualmente in fase di elaborazione. Questa modifica legislativa dovrebbe facilitare l’abbattimento del predatore, tenendo conto sia delle rivendicazioni delle regioni di montagna, sia della protezione del lupo.

Dal suo ritorno in Svizzera, il lupo ha suscitato discussioni infinite tra gli allevatori e gli ambientalisti. I primi sostengono che il grande predatore è troppo pericoloso, attacca le pecore e provoca danni ingenti. Gli ambientalisti, invece, ritengono che il lupo debba essere protetto e invitano gli allevatori a fare degli sforzi maggiori per proteggere i greggi, attraverso – ad esempio – l’introduzione di cani da pastore. 

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swissinfo.ch e agenzie

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