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La canapa non va depenalizzata

Depenalizzazione della canapa - per l'ONU, un passo senza precedenti verso la legalizzazione totale

(Keystone)

Per l'organo dell'ONU di controllo degli stupefacenti, sarebbe un errore storico aggiungere nuove droghe al tabacco e all'alcol.

L'ONU si rammarica che siano in aumento le nazioni - tra cui la Svizzera - che puntano a depenalizzare il consumo di canapa. In un rapporto pubblicato mercoledì dall'Organo internazionale di controllo degli stupefacenti (OICS),le Nazioni Unite parlano di «errore storico». Berna però respinge le critiche e afferma che il progetto di legge federale rispetta il Trattato del 1961.

Scollamento tra la politica ufficiale e la pratica

Sempre più Stati, soprattutto Paesi sviluppati, tentano di aggirare con «manovre giuridiche» le disposizioni di controllo sulla canapa prescritte dalla Convenzione unica sugli stupefacenti del 1991, rileva il rapporto dell'OICS.

«Aggiungere una nuova droga al tabacco e all'alcol costituirebbe un errore storico, specialmente nel momento in cui le politiche di lotta contro gli abusi di queste due sostanze ricevono finalmente l'attenzione che meritano», sottolinea l'agenzia dell'ONU.

Il rapporto evidenzia poi uno «scollamento crescente tra la politica ufficiale dei governi e la sua messa in pratica». Si preferiscono le «soluzioni affrettate» in risposta a «priorità politiche immediate», proprio mentre numerosi Paesi emergenti consacrano parte delle loro risorse allo sradicamento della canapa.

Contro lo spirito dei trattati internazionali

Secondo l'OICS, la revisione della legge federale sugli stupefacenti, già adottata dal Consiglio degli Stati, sfocerebbe in ben altra cosa che la semplice depenalizzazione del consumo di canapa. Essa costituirebbe «un passo senza precedenti» verso la legalizzazione totale di questa sostanza. La legge elvetica «contravverrebbe non soltanto alla lettera, ma anche allo spirito e agli scopi essenziali dei trattati internazionali sul controllo delle droghe», prosegue il rapporto dell'OICS.

Per il vicedirettore dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), Ueli Locher, il disegno di legge elvetico non contraddice affatto la Convenzione del 1961 e quattro pareri giuridici indipendenti lo stanno a dimostrare. La coltivazione e il commercio della canapa rimarranno vietati, sottolinea.

L'agenzia dell'ONU esprime inoltre preoccupazione per il fatto che numerose ditte utilizzano la rete internet per vendere le loro droghe. All'inizio del 2000 le autorità britanniche avevano scoperto un migliaio di siti web sui quali si proponeva canapa, ecstasy, cocaina e perfino eroina. La maggior parte dei siti - secondo l'ONU - si trovano però in Olanda e Svizzera.

La Svizzera è abituata alle critiche dell'OICS che si ripetono ogni anno, commenta il vicedirettore dell'UFSP.

swissinfo e agenzie


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