La deputazione ticinese alle Camere vuole migliorare la immagine del Ticino

Uno scorcio del Parco Ciani di Lugano con il Palazzo dei congressi dove si terrà la sessione primaverile delle Camere nel 2001 Keystone

Migliorare l'immagine del Ticino in vista della sessione primaverile delle Camere del 2001 ed analizzare le ripercussioni degli accordi bilaterali sul cantone. Questi i due temi trattati giovedì mattina dalla Deputazione ticinese alle Camere.

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 giugno 2000 - 14:09

Sotto la presidenza del senatore democristiano Filippo Lombardi, la Deputazione ha espresso preoccupazione per l'immagine che il Sud delle Alpi sta dando al resto del Paese. E' necessario porre rimedio, coinvolgendo nell'operazione di «pubbliche relazioni» il Consiglio di Stato e la città di Lugano. La questione sarà affrontata il 23 e 24 agosto, quando la Deputazione incontrerà il Consiglio di Stato. «Occorre dare un segnale - ha detto Lombardi - ma bisogna prima capire quale. Lo spostamento della sessione parlamentare in Ticino (che si terrà a Lugano nel 2001) non deve essere visto sotto l'aspetto turistico. Esso ha senso se serve a farci conoscere, far capire ai confederati qual è la realtà in una zona di frontiera», ha proseguito Lombardi.

Quanto alle conseguenze per il Ticino degli accordi bilaterali approvati dal popolo il 21 maggio, i parlamentari ticinesi hanno deciso di presentare un'interpellanza congiunta (primo firmatario per il Consiglio nazionale il deputato radicale-democratico Fulvio Pelli e per gli Stati Filippo Lombardi).
Nell'interpellanza si chiede tra l'altro di riconsiderare la politica regionale della Confederazione; di tener conto della realtà cantonale nella nuova perequazione finanziaria; di realizzare l'osservatorio che verifichi la corretta applicazine degli accordi con l'Unione europea. «Siamo preoccupati del fatto che la Confederazione continu a parlare di politica regionale, ma non abbia ancora deciso cosa voglia fare», ha dichiarato il presidente della Deputazione Lombardi.

swissinfo e agenzie

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