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La lotta di Jean Ziegler contro il capitalismo

Jean Ziegler ha tenuto un discorso infuocato contro il capitalismo

(swissinfo.ch)

Al Forum di Porto Alegre, il sociologo svizzero e relatore speciale dell'ONU per il diritto all'alimentazione ha criticato il capitalismo, l'elite dominante, Bush, Bin Laden, Sharon, Putin, l'ONU e l' FMI.

E il pubblico ha apprezzato.

«L'avanguardia dell'umanità vive oggi nell'America Latina», ha detto Jean Ziegler in apertura del suo intervento. «E con questo mi riferisco anche al presidente Lula e ai suoi colleghi del partito del lavoro e al movimento dei senza-terra.» Applausi scroscianti. «Al presidente Hugo Chavez e ai suoi simpatizzanti colombiani.» Applausi scroscianti. «Ai combattenti in Ecuador.» Applausi scroscianti. A Fidel Castro e al suo popolo coraggioso.» L'arena è percorsa da un tonante applauso.

Fin dalle prime frasi, l'ex consigliere nazionale socialista ha il pubblico dalla sua parte. Nell'arena del Gigantinho, a Porto Alegre, sono accalcate almeno 20'000 persone. Le gradinate sono stracolme, dappertutto vi sono spettatori seduti o in piedi.

Nessuno si può spostare senza che si debbano muovere anche i suoi vicini. Fuori, la temperatura pomeridiana è di 30 gradi e gli ingressi sono totalmente bloccati. Il servizio di sicurezza non lascia ormai più entrare nessuno.

Contro l'FMI e l'OMC

«Dopo l'implosione dell'Unione Sovietica, l'ordine capitalistico mondiale si sta diffondendo a macchia d'olio. Nei paesi industrializzati, la sua arma si chiama disoccupazione. Nei paesi del sud, la sua mannaia è l'economia basata sui debiti«, ha detto il relatore speciale dell'ONU per l'alimentazione. «Un piccolo gruppo di persone ha più potere di quanto ne avessero una volta i papi o gli imperatori.»

«Questa oligarchia del capitale transnazionale ha il suoi mercenari. SI chiamano Fondo monetario internazionale e Organizzazione mondiale del commercio. E per tre quarti dell'umanità, la mondializzazione significa terrore quotidiano.»

«Morire di fame non è destino»

L'emerito professore di sociologia ginevrino, docente alla Sorbona di Parigi, autore e parlamentare (così è stato presentato Jean Ziegler) era quasi completamente sconosciuto dal pubblico.

Gli spettatori erano venuti soprattutto per Leonardo Boff, padre della teologia della liberazione, o per lo scrittore Eduardo Galeano. O forse anche per sentire l'intervento sullo stesso tema «Pace e valori» dell'indiana Rhada Kumar.

Ma poi dagli altoparlanti si sente anche la voce leggermente roca di Ziegler, nel suo francese dall'accento svizzero-tedesco. Molti ascoltano il discorso, diffuso anche su onde ultracorte, da piccoli apparecchi radiofonici.

«Grazie al ciberspazio e al libero mercato i potenti fanno prova di un'enorme vitalità. Mai prima d'ora il massacro dell'umanità avveniva tanto rapidamente: ogni giorno sul pianeta dell'abbondanza 100'000 persone muoiono di fame. Ma la morte per fame non la vuole il destino: dietro ogni bambino morto c'è un assassino. Tocca a noi smascherarlo e fermarlo.»

Pinochet alla Casa bianca

L'agguerrito svizzero, che attacca volentieri la politica e l'alta finanza, ha parlato chiaro anche in questa occasione. Gli attentati contro il World Trade Center nel settembre del 2001 sono un crimine ingiustificabile, i cui autori vanno puniti. «Ma il signor Bush, il Pinochet alla Casa bianca», ha detto Ziegler tra gli applausi e i fischi del pubblico, «prende questa tragedia come pretesto e minaccia il popolo iracheno con una pioggia di bombe da 15 metri d'altezza».

«Bush copre i delitti di Sharon in Palestina, quelli di Putin in Cecenia - e questo sotto l'etichetta della cosiddetta guerra contro il terrorismo.»

«Dov'è la speranza», chiede Ziegler in modo retorico. Non nelle Nazioni Unite, nonostante le buone idee e il loro brillante segretario generale Kofi Annan. «L'ONU vive nella schizofrenia. Tutto quel che le sue organizzazioni costruiscono viene distrutto dal Fondo monetario internazionale e dalla Banca mondiale!»

«La speranza è con Karl Marx», continua Ziegler tra gli applausi, «con Karl Marx, il cui nome nessuno osa più pronunciare in Europa. Marx disse che un rivoluzionario deve sentir crescere l'erba. E l'erba cresce a Porto Alegre, negli accampamenti dei senza terra, a Parigi nelle sedute di ATTAC. Dappertutto dove si organizza la resistenza».

Ziegler ha chiesto l'abolizione del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale e la fine delle piazze finanziarie off-shore.

«Georges Bernanos disse, Dio non ha altre mani che le nostre. Adoperiamole tutti insieme per creare un mondo più giusto», ha concluso Jean Ziegler, «per assicurare la vittoria al presidente Lula e al suo popolo».

Un applauso frenetico ha sottolineato la fine dell'intervento al Gigantinho, mentre gli spettatori nell'arena intonavano cori di «olé, olé». Qualcuno ha parlato di quanto stava loro a cuore - un autore e parlamentare svizzero finora sconosciuto.

swissinfo, Philippe Kropf, inviato speciale a Porto Alegre (traduzione dal tedesco: Fabio Mariani)


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