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La ricetta socialista per i costi sanità

I socialisti auspicano più conocorrenza sul mercato e un uso maggiore di farmaci generici Keystone

Per l'anno prossimo si prevede ancora un aumento dei premi delle casse malati. Per frenare la corsa al rialzo che si annuncia anche per l'anno venturo, il partito socialista punta ad una riduzione delle spese per i farmaci. La ricetta del PS garantirebbe risparmi annuali di oltre un miliardo di franchi.

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 settembre 2001 - 18:38

Tra le cause principali del continuo aumento dei premi per le casse malati, premi che saliranno sensibilmente anche per il 2002, vi sono le spese per i medicamenti. "In nessun settore della sanità le spese sono cresciute come in quello dei medicinali", ha fatto notare la deputata socialista Simonetta Sommaruga ricordando le cifre salienti.

Il settore dei farmaci fattura cinque miliardi di franchi l'anno, di cui 3 a carico dell'assicurazione obbligatoria, e con il 20% delle spese della sanità pubblica è la posta più importante. Un risultato dovuto ad un'evoluzione impressionante: in cinque anni le spese per i preparati farmaceutici sono cresciute del 40%, l'anno scorso di oltre il 10. E ciò non in ragione di un maggior consumo, ma di prezzi sempre più elevati.

Come ricetta per contrastare questa tendenza il PS propone l'autorizzazione delle importazioni parallele, un massiccio ricorso a farmaci generici, una più efficiente distribuzione dei prodotti e una nuova base di calcolo per stabilire i prezzi dei medicamenti autorizzati a essere venduti sul mercato elvetico, misure che garantirebbero già risparmi per oltre 1 miliardo l'anno.

Il risparmio più consistente, circa 400 milioni, potrebbe essere ottenuto grazie alla possibilità di importare medicamenti dai paesi esteri dove vengono venduti a più buon mercato, rompendo così il forte e costoso protezionismo del mercato elvetico. Una possibilità che può essere inserita nella legge sui cartelli attualmente in cantiere.

"Le norme sui brevetti non devono servire per impedire l'acquisto di prodotti più convenienti", ha osservato il consigliere nazionale Rudolf Strahm. Per i socialisti anche il ricorso ai generici (preparati del tutto identici agli originali ma meno cari) dovrebbe essere incoraggiato. I medici dovrebbero essere obbligati a prescrivere i generici a meno che un preparato di marca non sia indispensabile. In Svizzera la fetta di mercato potenziale per questi prodotti è del 40%, mentre il consumo effettivo è soltanto del 3,2%, ha ricordato Sommaruga che ha stimato i minor costi possibili a 180 milioni.

Altri 250 milioni di risparmi sarebbero possibili grazie alla messa in vendita di imballaggi contenenti dosi più adatte alle terapie. Un'altro grosso problema è la fissazione dei prezzi per il mercato svizzero: come paragone non bisognerebbe prendere soltanto Germania, Olanda e Danimarca, paesi con un alto livello dei prezzi, ma integrare nel calcolo perlomeno le nazioni confinanti e altri quattro paesi europei.

Il risparmio in questo caso ammonterebbe a circa 300 milioni. Altre misure, come una pratica più severa per il riconoscimento di nuovi farmaci o la diminuzione dei margini di guadagno dei farmacisti, contribuirebbero ad alleggerire le spese in questo settore.

Note da tempo e condivise da molti in linea di principio, le proposte avanzate dal partito socialista si scontrano però con forti interessi economici e politici. Alcune di queste sono del resto già state discusse e bocciate, o molto ridimensionate, dal parlamento.

Luca Hoderas

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