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La ripresa economica deve giovare a tutti

Il più grande sindacato svizzero chiede maggiori salari per i lavoratori

(Keystone)

Per l'Unione sindacale svizzera, non solo i quadri bensì tutti i lavoratori devono poter beneficiare della ripresa congiunturale.

Dal canto suo, il padronato esige dal mondo politico un lavoro più costruttivo e il risanamento delle casse federali e delle opere sociali.

Aumenti degli stipendi reali uniformi a tutti i livelli, età di pensionamento flessibile, parità salariale tra uomo e donna e creazione di nuovi impieghi, in particolare di posti di tirocinio.

Sono questi i temi centrali su cui si concentrerà l'Unione sindacale svizzera (USS) nel corso del 2006. Per la maggiore organizzazione di lavoratori del paese, sarà però fondamentale che tutti i cittadini possano beneficiare della ripresa congiunturale.

Parità salariale

«Le prospettive economiche per il 2006 sono tutto sommato favorevoli», ha affermato giovedì a Berna il presidente dell'USS Paul Rechsteiner.

La ripresa congiunturale - ha sottolineato il segretario generale Serge Gaillard - non dovrà tuttavia favorire solamente i quadri, ma dovrà essere percepibile per tutti, anche per i dipendenti con salari medi e bassi.

L'organizzazione ha già annunciato che nel corso dell'anno condurrà una campagna dal titolo «L'uguaglianza dei salari», al fine di aumentare gli stipendi di tutti i lavoratori.

Particolare enfasi sarà data alla parità salariale tra uomo e donna. La discriminazione tra i sessi è infatti tuttora molto forte: le differenze di stipendio si attestano tra il 4 e il 20% a seconda del ramo d'attività.

Libera circolazione delle persone

Sempre in contesto salariale, l'USS veglierà all'applicazione delle misure di accompagnamento alla libera circolazione delle persone.

Sin dalla sua entrata in vigore (1. giugno 2004), l'accordo sulla libera circolazione delle persone - che consente lo scambio di lavoratori tra Svizzera e Unione europea - aveva suscitato la preoccupazione dei sindacati, che temevano un livellamento verso il basso dei salari svizzeri (dumping salariale).

L'applicazione di tutta una serie di misure a protezione del mercato interno continuerà per tanto ad essere incitata: «Nel 2006, i cantoni dovranno innanzitutto fornire prove tangibili della loro volontà di ingaggiare appositi ispettori di controllo», ha indicato Rechsteiner.

Giovani ed anziani

La politica economica deve inoltre concentrarsi, nuovamente, sulla piena occupazione e preoccuparsi maggiormente dell'integrazione nel mercato del lavoro di giovani e anziani. «In un paese come la Svizzera, dev'essere possibile garantire una formazione ad ogni giovane, indipendentemente dal suo ceto sociale», ha auspicato il presidente dell'USS.

Per questo motivo, l'organizzazione chiede l'adozione di una serie di misure per incentivare la creazione di posti d'apprendistato supplementari.

Nel contempo, non è sostenibile continuare ad innalzare l'età di pensionamento. In questo senso, l'iniziativa popolare lanciata dal sindacato nel giugno 2005 per un pensionamento flessibile a partire dai 62 anni vuole essere un'alternativa migliore alla revisione dell'AVS (Assicurazione vecchiaia e superstiti o primo pilastro).

Il progetto proposto dal Consiglio federale (11esima revisione dell'AVS) prevede infatti, tra l'altro, l'innalzamento dell'età di pensionamento delle donne da 64 a 65 anni.

Risanare le casse federali

Proprio le donne attive sono al centro di un'intervista odierna del direttore dell'Unione svizzera degli imprenditori (USI). Sulle pagine del quotidiano zurighese «Tages Anzeiger», Peter Hasler afferma che «oggi, le donne hanno maggiori possibilità di rimanere attive, anche quando hanno figli».

A suo avviso, sebbene siano necessari sforzi per permettere alle madri di lavorare senza problemi, «fra qualche anno conciliare lavoro e famiglia sarà un'evidenza».

Il presidente dell'associazione padronale, Rudolf Stämpfli, vede invece il risanamento delle finanze pubbliche e delle opere sociali come «una priorità per tutti, governo e partiti».

«Se la timida ripresa economica giustifica un certo ottimismo, le condizioni quadro sono al contrario fonte di inquietudine», ha indicato Stämpfli, per il quale bisogna assolutamente agire a livello dell'assicurazione invalidità (AI).

Per evitare di confrontarsi a deficit e a debiti insormontabili – ha detto – la revisione dell'AI in corso deve prevedere sostanziali tagli nelle prestazioni.

swissinfo e agenzie

In breve

L'Unione sindacale svizzera (USS) raggruppa 16 sindacati per un totale di 380'000 membri.

La maggiore organizzazione di lavoratori della Svizzera, che ha festeggiato i 125 di esistenza nel 2005, si vuole aconfessionale e indipendente dai partiti politici.

L'Unione degli imprenditori svizzeri, costituita nel 1908, raggruppa invece oltre 70 organizzazioni padronali.

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