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La scienza nel sangue, nel bene e nel male

Le lezioni di Louis Agassiz hanno marcato generazioni di scienziati americani

Duecento anni fa nasceva Louis Agassiz, uno degli scienziati svizzeri più influenti e famosi del XIX secolo, conosciuto soprattutto per i suoi studi di glaciologia e di zoologia.

Agassiz non fu però solo uno dei padri della glaciologia, ma anche uno dei principali esponenti del razzismo scientifico, un aspetto spesso dimenticato.

Oggi, forse, ai più il nome di Louis Agassiz non dice nulla. Numerose specie animali, molti luoghi naturali, scuole e addirittura un cratere su Marte e un promontorio sulla Luna portano però il nome dello scienziato svizzero.

Vera e propria star del mondo scientifico nel XIX secolo, Agassiz, originario del canton Friburgo, iniziò la sua carriera in Europa. Dopo due dottorati in Germania, ritornò all'inizio degli anni '30 in Svizzera, a Neuchâtel, dove divenne titolare di una cattedra di scienze naturali.

Oltreoceano

Nel 1846 attraversò l'Atlantico per studiare la fauna americana. Negli Stati Uniti tenne numerose conferenze, riscuotendo un tale successo che l'Università di Harvard istituì nel 1848 una cattedra di zoologia e geologia ad personam.

"Non è stata Harvard a creare Agassiz, è stato Agassiz a creare Harvard", spiega a swissinfo Marc-Antoine Kaeser, professore di storia delle scienze all'Università di Neuchâtel e autore di una biografia di Agassiz.

Agassiz era una celebrità già prima di arrivare negli Stati Uniti, in particolare per i suoi studi sui pesci e per la sua teoria sull'era glaciale, secondo la quale la Terra era una volta ricoperta quasi completamente dai ghiacciai.

Per lo scienziato svizzero, continuare la sua carriera oltreoceano rappresentava una grossa scommessa. All'epoca gli Stati Uniti erano considerati arretrati da un punto di vista accademico.

Una star della scienza

Agassiz era però convinto che questo paese aveva un grosso potenziale. "Potrò avere un'influenza maggiore sul progresso della scienza in questo paese più che in Europa", scriveva nel 1855.

E che Agassiz divenne effettivamente molto influente lo dimostra un dipinto sulla fondazione nel 1863 dell'Accademia nazionale delle scienze americana. "Agassiz è ritratto alla destra del presidente Lincoln", spiega Kaeser.

Se volete capire Dio "guardate la natura, non i libri", amava sottolineare. Un'affermazione – questa – che lo aveva reso estremamente popolare anche tra la gente comune. Alle sue conferenze accorrevano anche più di 5'000 persone. I biglietti erano addirittura venduti al mercato nero.

Darwin...

Cosa andò di traverso, quindi, per questo stacanovista che affermava di essere pronto a sacrificare ogni cosa per la scienza?

Per riassumere bastano due parole: Darwin e il razzismo. Agassiz era considerato uno dei più importanti e più strenui avversari della teoria evoluzionista del naturalista inglese.

Le sue opinioni gli alienarono il sostegno della maggior parte dei suoi colleghi, che aderirono alla teoria di Darwin.

Per ironia della sorte, gli studi di Agassiz sui fossili avvaloravano la teoria di Darwin. Ma mentre lo scienziato inglese affermava che ciò non faceva che dimostrare un'evoluzione, Agassiz credeva in una filiazione divina.

Secondo Kaeser, Agassiz oggi non si sarebbe però riconosciuto nella corrente creazionista, che si appoggia sulle sue teorie per promuovere la religione nell'insegnamento della scienza. "Dopo la sua morte è stato tradito dai creazionisti", afferma Kaeser.

Più che l'opposizione a Darwin è però il suo razzismo che ne ha offuscato la fama, in particolare negli Stati Uniti.

... e il razzismo

Confrontato per la prima volta a persone di colore al suo arrivo a Filadelfia, così lo scienziato svizzero scriveva a sua madre: "(...) Non ho potuto che avere pietà di questa razza degradata e degenerata. (...) Che disgrazia per la razza bianca di avere, in alcuni paesi, legato in maniera così stretta la sua esistenza a quella dei neri! Che Dio ci preservi da un tale contatto!".

Convinto sostenitore del poligenismo – secondo cui in sostanza le razze sono state create separatamente e possiedono caratteristiche eterne ed ereditarie – Agassiz ha ampiamente contribuito ad esportare questa teoria negli Stati Uniti.

Certo, Agassiz non era l'unico eminente difensore del razzismo scientifico. Tra gli altri, si possono citare il francese Arthur de Gobineau, lo statunitense Benjamin Rush, lo svizzero Carl Vogt, l'italiano Cesare Lombroso o ancora il tedesco Emmanuel Kant.

Vista la sua reputazione e la sua popolarità, Agassiz ha però fornito una cauzione scientifica non indifferente ai fautori della segregazione razziale.

In Svizzera il razzismo di Agassiz è spesso stato sottaciuto. Ciò potrebbe però presto cambiare. Il parlamentare federale socialista ginevrino Carlo Sommaruga ha infatti deciso di inoltrare una mozione che chiede di ribattezzare la montagna che porta il suo nome nelle Alpi svizzere. Se la proposta sarà accettata, la Agassizhorn potrebbe diventare la Rentryhorn, dal nome di uno schiavo che Agassiz aveva fatto fotografare per dimostrare l'inferiorità della razza nera.

swissinfo, Scott Capper
(traduzione ed adattamento di Daniele Mariani)

In breve

Per celebrare il bicentenario della nascita di Louis Agassiz, il Museo di storia naturale di Neuchâtel, fondato dallo stesso Agassiz, ha organizzato quest'anno un'esposizione consacrata all'età glaciale.

Il Museo di storia naturale dell'Università di Harvard, che Agassiz ha contribuito a fondare, commemora il bicentenario attraverso l'esposizione Dodo, Trilobiti e Meteoriti.

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Una vita per la scienza

Figlio di un pastore protestante, Louis Agassiz nasce il 28 maggio 1807.

Dopo degli studi di medicina in Svizzera e in Germania, la sua carriera conosce una svolta importante dopo degli studi su dei pesci d'acqua dolce importati dal Brasile.

I suoi lavori attirano l'attenzione di due scienziati europei molto importanti, Georges Cuvier e Alexander von Humboldt.

Nel 1832 diventa titolare di una cattedra di scienze naturali al Liceo di Neuchâtel (dove non esisteva ancora un'università). In questi anni si concentra soprattutto sullo studio dei ghiacciai e sviluppa la teoria sull'era glaciale.

Nel 1846 si trasferisce negli Stati Uniti, dove diventa uno degli scienziati più importanti ed influenti, ma anche un difensore convinto dell'inferiorità della popolazione di colore rispetto ai bianchi e precursore della segregazione razziale.

Morì a Cambridge, in Massachusetts, nel 1873.

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