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La stampa svizzera saluta l'accordo dell'OMC

Soddisfazione da parte della stampa svizzera per l'accordo raggiunto a Ginevra

(swissinfo.ch)

I quotidiani svizzeri commentano ampiamente il risultato raggiunto dai 147 paesi dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC). Il tono amaro che tocca l’agricoltura nazionale non contrasta la soddisfazione di fondo.

Il testo proposto sblocca la situazione, ma molto rimane ancora da fare.

«I paesi ricchi e i paesi poveri trovano un accordo per rimettere l’OMC in carreggiata», titola il quotidiano romando «Le Temps», annunciando il successo della tornata negoziale dell’Organizzazione mondiale del commercio a Ginevra, avvenuto nella notte fra sabato e domenica.

L’autorevole «Neue Zürcher Zeitung» fa notare che sì, ci sono stati dei progressi notevoli, soprattutto nel dossier agricolo, ma che la «portata dell’accordo dovrà ancora dimostrarsi nei prossimi sviluppi della tornata negoziale di Doha».

Eppure – benché ci siano delle inappellabili «formulazioni di compromesso», come precisa ancora il quotidiano zurighese – la stampa svizzera saluta con ottimismo i risultati ottenuti. I sacrifici sono in genere ritenuti un necessario passo verso nuovi mercati e dunque nuove opportunità di sviluppo.

Fine dei protettorati agricoli

Le limitazioni ai dazi di importazione per i prodotti agricoli vanno a favore dei paesi emergenti e colpiscono le regole dei paesi ricchi, elevate in difesa dei propri prodotti, spiega la «Basler Zeitung» sotto il titolo «Economia soddisfatta, contadini preoccupati».

Più esplicito il quotidiano popolare «Blick»: «I contadini svizzeri non si rallegrano. È chiaro che fanno parte dei perdenti della tornata negoziale». Il «Corriere del Ticino» spiega perché: «Il testo permetterà ai prodotti agricoli dei Paesi in via di sviluppo di rafforzare la propria competitività con quelli dei Paesi ricchi».

Per spiegare le reazioni esagitate della lobby agricola, non solo in Svizzera, il quotidiano della capitale «Der Bund» utilizza una metafora forte: «Le sovvenzioni sono come la droga: a lungo termine sono dannose, ma è l’astinenza improvvisa che fa urlare». Per paura del frastuono i governi di molti paesi avrebbero rimandato più volte delle decisioni difficili, ma necessarie.

Per «Le Temps», «è ormai un fatto che il Brasile e l’India, ormai invitati alla tavola dei grandi, sono riusciti a tracciare un solco storico e probabilmente irreversibile» nelle trattative, innescando una svolta.

«I nostri contadini, peraltro già abituati alle riforme, dovranno dimostrarsi, una volta di più, particolarmente creativi per difendere i loro prodotti – in primo luogo carne verdura e latte – di fronte ad un’offerta più vantaggiosa in arrivo dall’estero», annota da parte sua il commentatore del quotidiano di Zurigo «Tages Anzeiger».

Ottimismo per la Svizzera

Il quotidiano di Ginevra «Le Temps» non ha timori per l’insieme dell’economia svizzera, malgrado lo scetticismo dei contadini e la reticenza del padronato: «Globalmente la Svizzera beneficerà dell’accordo concluso nel week-end».

Pure la «Neue Zürcher Zeitung» non ha dubbi: «Per assicurare il futuro del paese ci vogliono i mercati aperti, non un’agricoltura coccolata». I risultati raggiunti a Ginevra sarebbero un passo nella giusta direzione, non solo per l’economia svizzera.

La «Berner Zeitung» fa notare la necessità di equilibrio: «Un’economia piccola e aperta come quella svizzera ha bisogno di liberi mercati per potersi sviluppare. In questo contesto, l’esagerata protezione dell’agricoltura svizzera non ha più ragione di essere».

Anche il «Tages Anzeiger» non cela il suo ottimismo verso l’accordo, malgrado gli agricoltori svizzeri debbano incassare un forte smacco. Collegando le negoziazioni di Ginevra con la festa nazionale di domenica, il giornale titola: «Un doppio giorno di festa».

swissinfo

In breve

I 147 membri dell’OMC (Wto) sono giunti ad un accordo sulla liberalizzazione degli scambi commerciali.

Si tratta di misure che erano state avviate nel 2001 a Doha (Qatar), bloccate dal dicembre 2003, dopo il fallimento della Conferenza di Cancun.

Controversie erano nate sulle sovvenzioni agricole e su alcuni prodotti industriali.

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