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La Svizzera, una piattaforma per gruppi ribelli stranieri

Le manifestazioni di attivisti dei Tamil Tigers non sono ben viste dalla polizia federale svizzera

(Keystone)

Gruppi estremisti preparano e finanziano le loro attività internazionali a partire dal territorio svizzero. Lo sostengono gli esperti della polizia federale.

Dal rapporto annuale dell'Ufficio federale di polizia (UFP) sulla sicurezza interna, risulta che nel 2001 si sono mostrati particolarmente attivi in Svizzera gruppi politici in lotta nei Balcani e nello Sri Lanka. In particolare, gruppi di albanesi e i ribelli Tamil Tigers sembrano sentirsi al sicuro in Svizzera, dove hanno stabilito basi logistiche per dirigere le loro campagne di guerriglia.

Inoltre, si afferma nel rapporto, "in Svizzera vengono condotte collette per finanziare le attività violente di gruppi e di organizzazioni estremiste in altri paesi, specialmente nel Balcani, nel Kurdistan e nello Sri Lanka".

D'altro canto, anche organizzazioni criminali internazionali si servono della Svizzera per stabilirvi le loro basi e i loro centri logistici.

Anche estremisti

"La Svizzera è un paese calmo e nel contempo un'importante piazza finanziaria, che attira ogni sorta di gente e di gruppi, estremisti compresi", commenta Jürg Bühler, del servizio di analisi e di prevenzione dell'UFP.

Secondo lui, tali estremisti cercano di utilizzare la piazza finanziaria elvetica e i suoi servizi di alta qualità per riciclare denaro. Il fenomeno non è limitato alla Svizzera. Anche altri paesi europei, in particolare la Gran Bretagna, sono confrontati a problemi del genere.

Jürg Bühler sottolinea tuttavia che tali attività criminali hanno poco impatto sulla Svizzera. Il paese, infatti, è solo raramente teatro di atti violenti, come omicidi o rapine alle banche.

Lotta al crimine organizzato

Sempre secondo il funzionario della polizia federale, la Svizzera dispone dell'arsenale legislativo necessario per combattere il crimine organizzato. "I nostri servizi di sicurezza interna tengono d'occhio la situazione e raccolgono in continuazione dati sui gruppi sospetti. E in questo campo,la collaborazione internazionale è molto stretta". E in questo contesto, Jürg Bühler cita il divieto espresso nei confronti dei Tamil Tigers, di raccogliere fondi o di fare propaganda in occasione della festa dell'"Heroes Day", all'inizio di dicembre.

Bühler ammette tuttavia che la collaborazione internazionale in materia di assistenza giuridica è a volte difficile. E questo per delle divergenze d'opinione con l'Unione europea in merito alla criminalità transfrontaliera, come pure a causa di certe incompatibilità fra la legislazione svizzera e quella dei paesi meno sviluppati.

Il funzionario dell'UFP osserva pure che le procedure elvetiche, spesso lunghe e complicate, complicano a volte l'assistenza giudiziaria. Ma in questo campo, i nuovi poteri conferiti all'inizio dell'anno alle autorità federali per la lotta al crimine organizzato, il riciclaggio e la corruzione, dovrebbero contribuire a semplificare le cose.

Paese di transito

Secondo il rapporto, non esiste alcuna prova che i presunti autori degli attentati dell'11 settembre si siano serviti della Svizzera come base logistica o come luogo di esercitazione.

Finora, non è stata identificata in Svizzera nessuna struttura terroristica legata alla rete di Al-Qaïda. Invece, è stato accertato che almeno uno dei presunti terroristi, Mohammed Atta, è transitato da Zurigo l'8 settembre del 2001.

Jürg Bühler non crede che la Svizzera possa diventare un bersaglio diretto per attacchi di gruppi estremisti islamici. Ma con l'atteso aumento delle azioni terroristiche nel mondo, c'è il rischio di assistere ad attacchi contro interessi stranieri in Svizzera.

Per questo, "gli svizzeri che viaggio molto all'estero, dovranno essere coscienti delle minacce esistenti in certi paesi".

Traffico di droga

Il Rapporto sulla sicurezza interna consacra pure un tradizionale capitolo al traffico e al consumo di stupefacenti. Ne risulta che il commercio delle droghe più dure è controllato generalmente da gruppi organizzati provenienti dal Kosovo, dall'Albania, dalla Macedonia e dell'Africa occidentale.

La maggior parte di questi trafficanti, sempre secondo il rapporto, soggiornano illegalmente in Svizzera o sono registrati come richiedenti asilo.

La cifra d'affari del traffico di droga in Svizzera è stimata, per lo scorso anno, a 3 miliardi di franchi. Il rapporto segnala pure un aumento delle violenze legate al traffico di droga.

Un paese sicuro

Nonostante tutto, l'UFP nota che la Svizzera rimane uno dei paesi più sicuri in Europa, anche se il numero dei delitti è leggermente aumentato lo scorso anno.

Infatti, per la prima volta dal 1997, il numero dei delitti registrati nelle statistiche della polizia è in aumento, ed è salito dell'1,8 percento a un totale di 275'591 delitti. Un numero comunque ben più basso dei 359'201 delitti registrati nel 1991.

Le autorità sono però preoccupate da un netto aumento dela violenza. Nel 2001, il numero delle aggressioni è salito del 7 percento, mentre le minacce e gli atti di violenza nei confronti degli agenti dell'ordine pubblico hanno fatto registrare un balzo in avanti dell'11 percento.

Estremismo di destra e sinistra

La scena dell'estremismo di destra sembra invece più calma dell'anno precedente. Il numero degli incidenti provocati dagli skinhead è diminuito e non si è registrato alcun attacco contro centri di richiedenti asilo.

Per contro, in certe regioni è nettamente aumentato il numero degli aderenti e dei simpatizzanti dei movimenti di estrema destra.

Gli estremisti di sinistra sono invece stati molto attivi nel 2001, sulla scia delle manifestazioni contro la globalizzazione e contro il fascismo. Secondo il rapporto sulla sicurezza interna, le azioni di protesta del mese di gennaio contro il Forum di Davos hanno mostrato il potenziale di violenza che può essere generato dall'estrema sinistra.

swissinfo/Urs Geiser


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