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La vetta ad ogni costo

La parete nord del Cervino: improvvisi cambiamenti di tempo sono spesso sottovalutati da chi non conosce da vicino la montagna

(Keystone Archive)

Alcuni turisti stranieri per risparmiare corrono troppi rischi per realizzare il loro sogno di scalare montagne mitiche come l'Eiger o il Cervino.

Non è ancora stato riportato a valle il corpo del ventiduenne alpinista slovacco vittima di un incidente mortale venerdì scorso sul Cervino e già si teme che anche quest'anno si ripeta quello che è successo nel 2001, un anno nero per gli incidenti di alta montagna. Le statistiche hanno registrato 133 morti, tra questi molti scalatori stranieri. La cifra delle vittime provenienti dall'estero era addirittura raddoppiata.

La montagna Low-Budget

In particolare negli ultimi anni si riscontra un aumento dell'interesse per le montagne svizzere da parte di turisti provenienti dai paesi dell'Est, grazie all'apertura delle frontiere.Generalmente si tratta di giovani che non hanno molti soldi in tasca, dormono all'aperto in tenda e soldi per una guida, che costa circa 400 franchi al giorno non li hanno proprio, come dichiara a swissinfo Toni Fuchs, presidente dell'associazione delle guide di montagna svizzere.

Non solo i turisti dei paesi dell'Est, ma in generale i turisti stranieri, spesso non si informano presso gli uffici locali, o se lo fanno non danno retta ai consigli degli esperti.

"Il problema non è tanto l'equipaggiamento, ma piuttosto la mancanza d'esperienza e di tempo". Alcuni turisti stranieri vengono addirittura per soli due giorni! "Vogliono assolutamente fare il Cervino e non gli interessa null'altro. Prima i turisti avevano almeno una settimana per acclimatarsi e per prepararsi. E salivano solo con le condizioni metereologiche giuste."

A volte gli alpinisti del fai da te arrivano alla vetta stanchi, perché invece di salire ad esempio alla Jungfrau Joch con il treno, percorrono tutto il tragitto a piedi, per risparmiare i soldi del biglietto, come spiega Marc Ziegler responsabile del centro alpinistico di Grindelwald.

Gli stranieri rinunciano meno facilmente

Altre ragioni che obbligano le squadre di soccorso ad intervenire, sono gli alpinisti mal equipaggiati o che non sanno misurare i propri limiti. Non basta ad esempio essere appassionati scalatori nelle cosiddette palestre da roccia, i "climbing walls". "È uno sport in cui succedono pochi incidenti" dichiara Toni Fuchs "Ma sulle nostre grandi montagne è molto diverso".

Jacky Michelet, direttore dell'Organizzazione cantonale vallesana di soccorso sottolinea come i vacanzieri a volte commettano imprudenze perché sono in uno stato psicologico particolare, quello appunto di chi vuole a tutti i costi divertirsi e nell'ansia di approfittare dell'occasione non si informano a sufficienza.

Un rischio che davvero non vale la pena di correre.

swissinfo


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