Le cinque start-up svizzere che conquisteranno il mondo

Consacrata miglior start-up svizzera del 2020, Cutiss intende ricreare pelle umana in laboratorio che possa riprendere il colore dell'epidermide del paziente, proteggere dalla luce solare e contenere vasi sanguigni e linfatici. WyssZürich


La crisi del coronavirus ha fragilizzato molte start-up, che generalmente riescono a conseguire un reddito solo dopo vari anni di sviluppo di un nuovo prodotto. Ma non ha di certo spento la loro creatività, come dimostrato dal TOP 100 Swiss Startup Award 2020, il concorso che ha premiato le migliori imprese innovative dell’anno.  

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 settembre 2020 - 18:00

2010 – 2020: un decennio che può essere considerato d’oro per il mondo delle start-up svizzere. Se ancora nei primi anni del Duemila, le giovani imprese innovative e con un forte potenziale di crescita rappresentavano un elemento estremamente marginale nell’economia svizzera, oggi hanno assunto una ben altra dimensione. Il vivaio delle start-up si allarga rapidamente di anno in anno e aumentano anche di pari passo il plusvalore e i posti di lavoro creati da queste imprese, attive soprattutto nei settori dell’informatica, biotecnologie, tecnologie mediche, fintech, ingegneria, droni e cleantech.

E vi sono sempre più giovani che si avventurano su questa via alquanto rischiosa – la metà delle start-up scompare nel giro di 5 anni. Oggi, rispetto ad una ventina di anni fa, l’ecosistema delle start-up offre numerosi programmi pubblici e privati di sostegno alle imprese innovative, molte delle quali sono spin-off che si staccano dalle scuole superiori svizzere, a cominciare dai due politecnici federali.

Programmi di sostegno, incubatori, poli di ricerca, parchi tecnologici, concorsi e via dicendo hanno contribuito a generare un grande fermento attorno alle start-up. E, nel contempo, ad alimentare la fiducia degli investitori: i capitali messi a disposizione delle nuove imprese innovative hanno conosciuto una crescita spettacolare nell’ultimo decennio e oggi la Svizzera si posiziona tra i paesi che investono di più nelle start-up.

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Neppure la crisi del coronavirus sembra aver incrinato la fiducia degli investitori. Secondo l’ultimo Swiss Venture Capital Report, gli investimenti sono calati nella prima metà del 2020, rispetto all’anno record 2019, ma hanno registrato una forte progressione nel secondo trimestre. Il settore delle start-up rimane comunque sempre alquanto fragile e solo all’inizio dell’anno prossimo si potrà sapere in che misura è stato colpito da questa crisi atipica, che ha messo in recessione tutta l’economia elvetica.

Se la situazione economica rimane incerta, non vi sono dubbi invece sull’enorme spirito creativo delle start-up svizzere, come dimostrato ancora una volta in occasione della cerimonia di premiazione del TOP 100 Swiss Startup Award 2020, organizzata mercoledì a Zurigo da Venturlab. Questo concorso, giunto alla sua decima edizione, rappresenta regolarmente un’ottima opportunità per verificare la dinamicità del settore e fare la conoscenza di soluzioni innovative che potrebbero segnare il prossimo decennio.

Ecco le prime cinque start-up del 2020 (quest’anno tutte della regione di Zurigo), scelte da una giuria in base al grado d’innovazione e al potenziale di crescita:

Pelle umana cresciuta in laboratorio

La start-up Cutiss ha sviluppato una tecnologia in grado di ricreare pelle, partendo da cellule di epidermide e derma del paziente, che vengono fatte crescere in laboratorio. Questo sostituto cutaneo, che può raggiungere 70 volte la superficie prelevata, viene trapiantato sulle parti lese del paziente, con risultati molto migliori rispetto ai metodi finora utilizzati: gli innesti di pelle sono meno sottili, più elastici e lasciano poche cicatrici. Questo nuovo metodo di cura rigenerativa apre grandi speranze per milioni di persone, vittime ogni anno di ustioni o danni alla cute provocati da incidenti, malattie o interventi chirurgici.

Il drone specializzato nella cartografia

Dotato di apparecchi fotografici molto sofisticati in grado di scattare immagini in alta risoluzione, il drone della start-up Wingtra viene già oggi utilizzato in una settantina di paesi per missioni di cartografia e di rilevamento topografico. L’apparecchio ibrido, decolla come un elicottero ma vola come un miniaereo, è in grado di coprire distanze molto grandi in tempi più rapidi e viene impiegato tra l’altro per ricerche scientifiche, costruzioni, pianificazione del territorio, prospezione industriale, mineraria e agricola.

Sensori per cavalli

Già presente anche in Germania e negli Stati uniti, Piavita ha sviluppato un sistema di sensori che permette a proprietari di cavalli, cliniche ippiche e veterinari di monitorare a distanza, tramite un’app, gli animali ammalati o convalescenti. Collegati ai cavalli, i sensori registrano i loro dati vitali – come la temperatura o la respirazione – e li inviano a un cloud, dove vengono analizzati tramite specifici algoritmi. Questo sistema offre nuove prospettive alla medicina veterinaria, che finora ha compiuti pochi progressi nel campo della digitalizzazione.

Un gendarme per la sicurezza informatica

Nel giro di pochi anni, la start-up Exeon Analytics è riuscita a crearsi un proprio spazio nel molto competitivo mercato della cibersicurezza. Il suo software di analisi dei dati consente alle aziende di monitorare il loro traffico di rete e di prevenire gli attacchi informatici, spesso ben nascosti tra milioni di attività degli utenti. Sviluppati presso il Politecnico federale di Zurigo, gli algoritmi della giovane impresa servono già oggi a proteggere varie società svizzere ed europee, tra cui Postfinance.

Una cura per il fegato

La start-up di biotecnologia Versantis ha messo a punto test diagnostici e nuove terapie contro malattie del fegato, in particolare l’insufficienza epatica acuta, relativamente rara ma dagli effetti letali. Tra i suoi prodotti di punta vi è un fluido contenente microliposomi che riesce a rimuovere in poche ore le tossine accumulate a seguito dell'insufficienza epatica. Le malattie del fegato sono in forte crescita, in seguito tra l’altro all’invecchiamento della popolazione e ad abitudini di vita poche sane, come il consumo di cibo industriale, alcol e stupefacenti.

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