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Liberato Daniele Mastrogiacomo

Daniele Mastrogiacomo (sulla sinistra) poco dopo la sua liberazione a fianco di Gino Strada, presidente di "Emergency"

(Keystone)

Il giornalista italo-svizzero, inviato del quotidiano La Repubblica in Afghanistan, è stato rilasciato e si trova in buone condizioni di salute.

Daniele Mastrogiacomo era stato rapito una decina di giorni fa nella provincia di Helmand, nel profondo sud dell'Afghanistan, dai guerriglieri talebani.

"Siamo soddisfatti e vicini alla famiglia, alla moglie, al fratello e ai figli che hanno molto sofferto in questi giorni, nonché al direttore di 'Repubblica', che ci è stato molto vicino per un'operazione non semplice, di cui daremo i dettagli più avanti", ha dichiarato lunedì il presidente del Consiglio Romano Prodi, commentando il buon esito di questa vicenda.

Rilasciato nel primo pomeriggio assieme al suo interprete, Daniele Mastrogiacomo è stato consegnato a funzionari italiani nel distretto di Hazarjuft, nella provincia meridionale di Helmand.

In seguito è stato immediatamente trasportato, per controlli medici, all'ospedale dell'associazione umanitaria Emergency a Lashkargah.

Il giornalista, con doppia nazionalità italiana e svizzera, si trova comunque in buone condizioni di salute, nonostante la difficile prova vissuta in questi ultimi giorni.

Temuto il peggio

"Sono molto contento, ringrazio tutti, sentivo che non mi avevate abbandonato e questo mi dava forza e coraggio", ha detto Daniele Mastrogiacomo, subito dopo la sua liberazione.

Il giornalista, che aveva già compiuto diversi viaggi in Afghanistan, ha raccontato di essere stato "piantonato" e a volte legato "mani e piedi" durante la sua prigionia.

Durante questa dura esperienza aveva quasi perso le speranze di uscirne vivo. "Ci sono stati dei momenti in cui ho temuto veramente di essere ucciso da un momento all'altro".

Mastrogiacomo ha raccontato di avere assistito all'esecuzione del suo autista Saied Agha, sgozzato perché considerato una spia. Il corpo è stato quindi gettato in un fiume.

"Ho la testa veramente confusa ma sono felice, sono riuscito ad uscire da questa situazione e ringrazio tutti, tutta la gente che si è mobilitata per me", ha proseguito l'inviato della Repubblica.

Mastrogiacomo ha inoltre fatto sapere che, nel corso del suo sequestro, è stato trasportato almeno 15 volte dai suoi rapitori da una prigione all'altra.

Inchiesta in Italia

Non appena rientrerà in Italia, Mastrogiacomo sarà sentito tra l'altro dal pubblico ministero Franco Ionta, che indaga sul rapimento per sequestro di persona con finalità di terrorismo. Al magistrato il giornalista dovrà riferire tutte le modalità relative al suo sequestro.

Le ragioni del rapimento non sono tuttora molto chiare. Secondo alcune fonti, i talebani avrebbero cercato di far pressione sul governo italiano, affinché Roma decidesse di affrettare il ritiro dei contingenti militari inviati in Afghanistan.

Il rapimento di Mastogiacomo aveva sollevato grande apprensione e un vasto movimento di solidarietà in Italia. Anche il governo elvetico si era tenuto in stretto contatto con le autorità italiane per valutare le possibilità di intervento in favore dell'ostaggio.

swissinfo e agenzie

Daniele Mastrogiacomo

Daniele Mastrogiacomo è nato a Karachi (Pakistan) nel 1954. Detiene il doppio passaporto italiano e svizzero (ereditato dalla madre).

Mastrogiacomo è un giornalista professionista da 27 anni e dal 1992 è inviato speciale del quotidiano "Repubblica".

Dal 1990 al 1996 si è occupato in qualità di cronista giudiziario di vicende che hanno riempito i media come lo scandalo di "Mani pulite" o il processo a Priebke, ex capitano delle SS naziste.

Più di recente è stato inviato di guerra a Kabul, Teheran, Territori palestinesi, Bagdad e Mogadiscio. L'estate scorsa ha seguito il conflitto in Libano.

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