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Losanna si veste da città giardino

Fleur de pavé, fiore di strada: un giardino che è un omaggio alle prostitute (foto: lausannejardins.ch)

Con la terza edizione di Lausanne Jardins, la città riscopre la periferia. Un’avventura affascinante da attraversare a piedi o in treno.

Fiori e verzure nel tessuto urbano, legumi ai bordi dell’autostrada, piante esotiche intorno alle fabbriche: è il giardino metropolitano.

Datteri e gelsomini, belle di notte e camomilla. Salvia, bardana e lenticchie. Giochi fra acqua, terra e cielo, complice una periferia industriale. La terza edizione di “Lausanne Jardins” è davvero speciale.

Un viaggio intrigante da fare col naso all’aria, alla scoperta di una Losanna invisibile per chi è abituato a conoscere la capitale vodese per i raffinati musei o per le strade animate del centro storico.

La scelta è coraggiosa: la manifestazione si dipana lungo la vallata industriale del Flon, interrato alla fine dell’Ottocento grazie a poderosi lavori d’ingegneria. Il corso d’acqua divenne un fiume di rotaie, la campagna si fece isola produttiva al servizio del commercio e tutt’attorno fiorirono complessi abitativi e popolari.

Una periferia in trasformazione

Oggi, la vallata del Flon sta cambiando pelle ancora una volta. Le piattaforme di Malley, Sevelin e Sébeillon lasciano il passo a teatri d’avanguardia e scuole d’arte, caffé romantici e atelier d’artista, che “Lausanne jardins” mette in connessione con il centro cittadino.

Un evento che ci obbliga a scoprire un’area cittadina che inevitabilmente attraverserà l’ennesima mutazione. Niente di meglio, che farlo passeggiando. Non dimenticate una mappa della città, scarpe buone per camminare e armatevi di santa pazienza: siete pronti per scoprire l’altra Losanna.

Quando il giardino è spazio creativo

Da Place de l’Europe alla stazione ferroviaria di Renens, 36 giardini giocano con l’immaginario, si mescolano ai palazzi, si insinuano fra i binari e fanno capolino dove non te li aspetti.

L’evento “consacrato all’arte dei giardini urbani”, con l’edizione 2004 compie un salto nella modernità. Non pensate ad aiuole all’italiana, né a canoniche composizioni floreali. “Lausanne Jardins” mescola senza pudore verzure nostrane e relitti industriali, autostrade e legumi, fabbriche e piante esotiche. La città si svela metropoli, animata dalle creazioni di artisti del mondo vegetale che trasformano la periferia in paesaggio in movimento.

Dentro il labirinto

Indispensabile un’attitudine da esploratore: un occhio alla cartina e uno alle frecce stampate sul marciapiede. Viene da sgridare gli organizzatori, perché non sempre è facile rintracciare il percorso. Chi scrive ha cercato invano numerosi giardini. Eppure, la discrezione della segnaletica ti obbliga ad improvvisare l’avventura.

Ti perdi e ti ritrovi, il dubbio ti spinge a guardarti intorno e ti costringe a scoprire vedute inedite del lago e della capitale vodese. Ti sorprendi a scrutare le erbacce sul ciglio dei binari, nel dubbio si tratti del giardino 16 o forse del 18. Ti lasci andare alla fantasia e guidare dai suoni, mentre la linea ferroviaria è diventata la tua bussola.

Il lato estetico delle rape

“Lausanne Jardins” titilla tutti i sensi: gioca con i colori e le forme, gli odori e i rumori. Fa spazio alla molteplicità della creazione contemporanea. Il pezzo più classico è forse il “giardino tatuato” sotto il ponte Chauderon: una distesa elegante di blu e bianco, che fa il verso allo stile anni Cinquanta dell’edificio di fronte che ospita l’Eracom, scuola romanda per l’arte e la comunicazione.

Nel giardino 22, “Sol de sols”, creatura di uno studio milanese, le ipomee sono l’alibi per giocare con architetture che si fanno giardino: una costruzione curiosa che vive di latte fluorescenti e tessuto di rete, si affaccia sui binari e ha come fondale le Alpi francesi.

“Le Migradis” porta piante da tutto il mondo e traspone in botanica il tema dell’immigrazione. “Philie” è un giardino di verdure commestibili, per riscoprire la bellezza del broccolo e della rapa.

Uno sbotto di risata infantile potrà assalirvi con “La conquista dell’ovest”, giardino semplice e geniale pensato da quattro artisti locali. È una striscia di vegetazione spontanea e selvaggia giusto a fianco della ferrovia, da attraversare pedalando su un curioso trabiccolo, un po’ bicicletta un po’ carrello, che sfrutta due rotaie abbandonate. Gioco da bambini in mezzo alle fabbriche, l’approdo è un angolo ombroso, con alberi ed amache.

Giardini per le lucciole

Due giardini sono dedicati alle lavoratrici del sesso che numerose affollano il quartiere alle prime luci della sera. “Fleur de pavé” e “Belles-de-nuit” sono stati pensati in collaborazione con le omonime associazioni, che si preoccupano della salute delle prostitute losannesi.

Il primo circonda come un abbraccio lo stabile del Théâtre de l’Arsenic. Sono bidoni metallici riempiti di fiori multicolori e profumati, tutt’attorno parole-chiave e citazioni che aprono una finestra sul mondo del commercio della carne. Il secondo sorge fra Sevelin e Sébeillon, tra svincoli autostradali e capannoni industriali: “Belles-de-nuit” lascia spazio all’omonimo fiore, che spalanca i petali solo al crepuscolo.

swissinfo, Serena Tinari, Losanna

Fatti e cifre

36 giardini urbani
25 sono stati realizzati dai vincitori di un concorso tenutosi nel 2003 (13 svizzeri, 10 europei, 2 dal resto del mondo)
Mostra sulla valle del Flon al Forum d’architettura (Villamont 4)

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In breve

“Lausanne Jardins” si svolge fino al 17 ottobre nella capitale vodese. Il titolo dell’edizione 2004 della manifestazione è “Giardini di passaggio”: creazioni originali inserite nell’area sud-occidentale della città.

Il percorso si fa a piedi e in parte in treno, seguendo le tracce dell’antico corso d’acqua del Flon (oggi interrato). I giardini, integrati nel paesaggio urbano, sono aperti al pubblico.

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