Lotta alla corruzione: la Svizzera allievo modello

L'indagine annuale di Transparency International inserisce la Svizzera al quinto posto nella classifica dei paesi meno corrotti. L'ONG chiede però allo stato elvetico di assumersi maggiori responsabilità nella lotta contro l'evasione fiscale.

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 novembre 2009 - 11:47

Nuova Zelanda, Danimarca, Singapore e Svezia occupano i primi quattro posti della classifica stilata dall'organizzazione non governativa e pubblicata martedì. Fra i più corrotti troviamo invece i paesi in guerra. I fanalini di coda sono quest'anno Somalia e Afghanistan.

Il rapporto ha coinvolto funzionari, uomini d'affari e politici di 180 paesi e li ha inseriti in una scala che va da 0 (più corrotti) a 10 (meno corrotti). Nel raffronto internazionale la Svizzera si piazza al quinto posto, davanti a Finlandia, Olanda e Australia.

«Il denaro corrotto non deve trovare scampo in zone rifugio. È tempo di finirla con le scuse», scrive la presidente Huguette Labelle nel rapporto. Senza nominarli, Transparency International (TI) punta il dito contro i paesi industrializzati e il segreto bancario in vigore in alcuni Stati, che permette, secondo l'ONG, di nascondere denaro «sporco». Saluta quindi favorevolmente gli sforzi dell' Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) che combatte questi paradisi fiscali.

TI chiede inoltre ai paesi del G20 di occuparsi del problema della corruzione e di favorire una maggiore trasparenza nell'attribuzione dei contratti pubblici.

swissinfo.ch e agenzie

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