Luce verde della Francia agli accordi bilaterali

Dopo il sì del parlamento francese, gli accordi devono ancora venir ratificati da Belgio e Irlanda Keystone

Nonostante l'approvazione da parte del parlamento francese, l'introduzione degli accordi bilaterali tra Svizzera e UE rischia di slittare oltre il 1° gennaio 2002.

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 novembre 2001 - 12:20

Rinviata a più riprese, martedì sera è giunta finalmente la ratifica da parte dell'Assemblea nazionale francese degl accordi bilaterali conclusi tra la Svizzera e l'Unione europea. Già approvato dal Senato lo scorso ottobre, il testo dovrà ora venir firmato anche dal presidente Jacques Chirac, prima di poter essere trasmesso a Bruxelles.

Durante i dibattiti all'Assemblea nazionale, varie riserve sono state avanzate da alcuni deputati francesi che hanno definito il trattato poco equilibrato. Per poter entrare in vigore il 1° gennaio del 2002, come auspicato da parte svizzera, gli accordi dovranno ancora venir ratificati nei prossimi giorni da Irlanda e Belgio, gli ultimi due paesi in cui la procedura non è ancora conclusa.

In Belgio mancano ancora all'appello due dei cinque parlamenti regionali che si devono esprimere sull'accordo. Non si sa per il momento se la situazione potrà sbloccarsi in tempo utile. Anche in Irlanda non è stata precisata una data per la conclusione del dibattito parlamentare - il Senato è chiamato proprio oggi ad esprimersi in materia. Gli accordi potranno entrare in vigore il primo giorno del secondo mese dopo l'ultima ratifica del trattato sulla libera circolazione delle persone.

swissinfo e agenzie

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